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INSULTATI IN PIAZZA I GIOCATORI E IL CT DELLA COREA DEL NORD Stampa E-mail
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Giovedì 29 Luglio 2010 09:13 Bookmark and Share
PYONGYANG (Nord Corea) - Fare calcio in paesi totalitari può essere assai rischioso. Che la dittatura sia uno dei mali più gravi della storia dell'Uomo è cosa nota e lo si capisce dalla "punizione" che Kim-Jong-il, dittatore della Corea del Nord, ha voluto infliggere ai giocatori che hanno partecipato all'ultimo Mondiale di calcio.
Sei ore di umiliazione pubblica: è questa la punizione inflitta ai Nazionali nordcoreani al loro rientro in patria dopo i Mondiali sudafricani, conclusi con tre sconfitte in altrettanti incontri. Il motivo? Aver tradito la fiducia del "Caro Leader" Kim-Jong-il.
PUBBLICO LUDIBRIO — Lo riporta "Radio Free Asia", spiegando che lo scorso 2 luglio la squadra (tranne Jong Tae-se e An Yong-hak, rientrati direttamente in Giappone, dove sono nati) è stata costretta a rimanere in piedi su un palco allestito al Palazzo della Cultura popolare, esposta alle "reprimende" di oltre 400 persone; il c.t. invece sarebbe stato mandato a lavorare in un cantiere edile della capitale Pyongyang.