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    L'INTERVISTA AD ANGELO MASCARO, ALLENATORE DEL SERSALE Stampa E-mail
    Calabria - Under 17 Regionale
    Giovedì 22 Novembre 2012 08:55 Bookmark and Share

    CROTONE - Uno degli allenatori più impegnati del nostro territorio è certamente Angelo Mascaro che allena contemporaneamente sia gli Allievi Regionali che la Juniores del Sersale.
    Mister Angelo Mascaro consegue il patentino di istruttore di giovani calciatori nel 1991 e nel 1996 quello di base, diploma Uefa B. Nel 1997 entra a far parte della Scuola Calcio di Cropani Marina e nel 1998 si occupa del Cropani che milita in terza categoria. Gli anni fondamentali sono il 2000 ed il 2001 quando riveste il ruolo di allenatore in seconda nell'A.S. Catanzaro Lido che disputa il Campionato di Promozione e nello stesso periodo è responsabile della Juniores Regionale. Nel 2002 passa poi ad allenare il Calcio Steccato di Cutro in seconda categoria. Altro biennio importante è quello relativo al 2003/2005 quando, nell' A.S. Cutro in Eccellenza, affianca prima Filippo Trapasso e poi Diego Pupo, occupandosi anche del gruppo Juniores. La stagione dopo mister Mascaro vince il campionato di prima categoria e la Coppa Calabria con la Nuova Audace di Catanzaro Lido, sempre affiancando Trapasso. Dal 2007 al 2009 si occupa della Scuola Calcio "Vecchie Aquile" di Botricello e dal 2008 entra a far parte della famiglia del Sersale, occupandosi degli Esordienti e dei Giovanissimi, e dirige questi ultimi anche nei due anni successivi. Nella stagione 2010/2011 si dedica ai Giovanissimi Provinciali ed agli Allievi Regionali e dal 2011 coordina anche la Juniores Regionale. Facente parte dell' AIAC (Associazione Italiana Allenatori di Calcio) Calabria, mister Mascaro partecipa a numerosi stage riguardo alla metodologia di allenamento e sugli aspetti tecnico-tattici, con relatori del calibro di Franco Fratto, Andrea Ferragina, Antonio Raione, Rosario Scarpone, Borrelli, Cannavacciuolo per quando concerne la prima parte, Giorgio Molon, Maurizio Viscidi, Franco Selvaggi, Renzo Ulivieri, Papadopulos ai tempi del Crotone, Esposito e Domicali nel periodo del Catanzaro, per quanto riguarda la parte tecnica. Nel periodo più recente, per la precisione nell'agosto 2011, di particolare rilevanza è lo stage tenutosi al "Due Mari" di Lamezia Terme con Arrigo Sacchi, attuale coordinatore delle Nazionali giovanili della Figc. Contatto dalla nostra redazione abbiamo posto a mister Mascaro qualche quesito.

     


    Lei allena sia gli Allievi Regionali che la Juniores Regionale. Il tabellino di marcia di entrambe le categorie corrisponde ai programmi di inizio stagione?
    "Per quanto concerne gli Allievi, la classifica parla chiaro: stiamo andando male. L'anno scorso, di questi periodi, si viaggiava sui 24 punti, mentre quest'anno non abbiamo ancora centrato nessuna vittoria ed occupiamo l'ultimo posto in graduatoria avendo raccolto solo due punti in sette gare. Purtroppo il gruppo del '96, sul quale contavamo di più, non sta rendendo come doveva. Ci manca anche un pò di fortuna e, con qualche disattenzione ed infortunio in meno, possiamo migliorare. Questo è gruppo che può crescere, perchè ha le potenzialità e le qualità per poter centrare gli obiettivi prefissati. Per quanto riguarda la categoria Juniores, devo dire che si tratta di un campionato anomalo. E' vero che siamo solo alla quinta giornata ma già si delinea il fatto che perdiamo fuori casa, mentre vinciamo e segniamo tanto tra le mura amiche, come è successo con l'Isola Capo Rizzuto, sconfitta per 6 a 2, e che attualmente comanda solitaria il girone "C". Questa altalenanza di risultati l'attribuisco al fatto che le trasferte pesano molto sulla condizione fisica e psichica dei ragazzi che si ritrovano ad affrontare ore ed ore di viaggio prima di raggiungere il terreno di gioco, e quindi si presentano in campo di certo non in condizioni ottimali, a volte anche senza fare riscaldamento, per il poco tempo a disposizione".
    Come si trova con i suoi ragazzi?
    "E' veramente un gruppo splendido ed io credo tantissimo in questi ragazzi. Mi hanno sempre dimostrato dedizione e cercano sempre di applicare al meglio tutto ciò che io voglio loro trasmettere. Alcune cose vengono metabolizzate con più facilità, mentre altre hanno bisogno di più tempo, anche in base alle difficoltà delle stesse ed ai soggetti in questione. Ci sono ragazzi che magari hanno più facilità nell'apprendimento teorico, mentre altri hanno più dimistichezza nell'attuarlo. Sono dei giovani che praticano il calcio con costanza e passione, e soprattutto senza tralasciare gli studi. Dal canto nostro la società offre loro delle strutture adeguate, uno staff qualificato e due allenamenti settimanali".
    Che cosa da loro e cosa si aspetta dai suoi giovani calciatori?
    "Spero di trasmettere loro tutta la mia esperienza, mettendo a disposizione tutto il mio lavoro, grazie a dei validi collaboratori ed ad una società sempre presente. Noi allenatori siamo in primo luogo degli educatori. Il nostro principale obiettivo è quello di creare non solo calciatori ma soprattutto campioni di vita. Da loro mi aspetto, rispetto, serietà e passione. La mia più grande soddisfazione è quella di vederli un giorno arrivare a fare quel salto di qualità nel calcio che conta. Ricordo con piacere il biennio 1996/1997 quando ben sette elementi da me guidati nella Polisportiva Carrao, in seconda categoria, furono selezionati dal Catanzaro in C2, e di questi, Gabriele Valerio, ci mise ben poco ad esordire in prima squadra".
    Come pone l'aspetto psicologico nel mondo del calcio?
    "Lo ritengo di di una importanza fondamentale, alla pari dell'aspetto tecnico-tattico. Una componente essenziale che alla fine è quella che determina il risultato. Una persona più concentrata e più libera mentalmente rende di più di quella demotivata e la cui mente è distratta da problematiche extra-calcistiche".
    Cosa ne pensa dell'apporto dei genitori?
    "Il loro apporto è molto importante. Il loro sostegno non deve mai mancare, perchè emotivamente è una carica in più per il giovane calciatore che vede nel genitore il suo primo sostenitore. Però va messo in chiaro il rispetto dei ruoli: partecipazione si, invadenza no.
    Un pensiero sul calcio giovanile.
    "Non credo che tutte le società lavorino al meglio delle loro potenzialità. Come dice il responsabile del settore giovanile italiano, Arrigo Sacchi, bisognerebbe valorizzare sempre di più i nostri vivai, prendendo spunto da grosse società di altri paesi, che hanno nel settore giovanile il loro punto di forza. Ma soprattutto occorrerebbe investire in giovani stranieri o presunti tali, con più moderazione e molta più attenzione. Riguardo al calcio locale io mi ritengo una persona fortunata, un privilegiato perchè mi trovo a far parte di una società molto attrezzata sotto tutti i punti di vista e con la quale giorno dopo giorno ci confrontiamo e concordiamo tutto ciò che è necessario ed utile per una maggiore crescita della Scuola Calcio".






    Francesco Mancuso