LICHTSTEINER “PROFESSORE” PER UN GIORNO CON GLI ALLIEVI NAZIONALI DELLA JUVENTUS
Dopo Emanuele Giaccherini, che ieri ha tenuto una lezione ai Giovanissimi, oggi è stato Stephan Lichtsteiner a vestire i panni del professore. Il difensore svizzero ha incontrato gli Allievi Nazionali e ha parlato loro dei primi calci tirati, della fatica e della determinazione che serve per sfondare, ma anche dell’importanza di fermarsi a riflettere sui propri errori. Ecco le sue parole, riportate da Juventus.com: “Ho iniziato a giocare molto presto, a quattro anni – ha raccontato Stephan – e sono stato fortunato perché il mio primo allenatore è stato mio papà. Di casa sono andato via però abbastanza tardi, intorno ai 14 anni, quando mi sono spostato a Zurigo. Quella è stata un’esperienza importante per crescere, perché di colpo ti trovi da solo, senza famiglia al seguito e senza i soliti amici. Non mi è mai pesata la lontananza però, perché io volevo giocare e arrivare il più in alto possibile”. Appena maggiorenne Lichtsteiner ha fatto il grande salto, passando professionista e vincendo lo scudetto con il Grassopher: “Fino a 19 anni sono stato piuttosto impegnato, visto che mi allenavo, studiavo e lavoravo anche in banca. Poi il calcio è diventata la mia professione e lo scudetto è stato un bel successo, ma a me non bastava. Il sogno era andare a giocare in campionati più importanti e alla fine ce l’ho fatta. Oggi mi vedete in campo – ha spiegato Stephan ai ragazzi – e mi vedete spesso un po’ ‘nervoso’. A volte protesto troppo e mi lascio un po’ andare. Posso assicurarvi che una volta però ero ancora peggio. E’ sempre stato il mio carattere. Io dico in faccia quello che penso e questo a volte mi ha creato qualche problema. Tante volte ho anche sbagliato e allora ci si deve fermare, riflettere e capire i proprio errori. E magari poi cercare di scusarsi e di non ripeterli più”.
FONTE: TUTTOJUVE.COM
