LA JUVE STABIA BLOCCA LA LAZIO

Nel primo tempo non si vede praticamente un solo tiro nello specchio della porta degno di nota da parte di entrambe le compagini e la Lazio, priva di Cilfone squalificato e Zampa con la prima squadra, fatica moltissimo a trovare i giusti ritmi per organizzare la manovra affidandosi più che altro alle iniziative dei tre davanti Barreto, Vivacqua e Rozzi. Quest’ultimo, oggi è apparso molto sottotono rispetto alle partite precedenti e nonostante gli sia capitata più di un’occasione per fare male non è riuscito mai a trovare lo spunto vincente. Nel secondo tempo la partita si infiamma quando al 58’ la Juve Stabia passa in vantaggio grazie ad una bella rete Gargiulo, abile a sfruttare un’incertezza della retroguardia biancoceleste in area di rigore. Da quel momento i ragazzi di Bollini iniziano a gettarsi in avanti con maggiore continuità, sfiorando la rete in più occasioni ma senza mai trovare lo spunto decisivo. Gli attaccanti faticano molto a costruire qualcosa di concreto e così ci pensa un centrocampista, Cataldi, fresco di convocazione in Nazionale Under 18 a riportare il risultato in parità con un gran tiro di sinistro da fuori area che non lascia scampo all’estremo difensore campano. A quel punto la manovra della Lazio prende maggior vigore e anche il tecnico di Poggio Rusco manda un chiaro segnale ai suoi inserendo un’altra punta e passando al 4-2-4 ma non basta nemmeno questo perché il gol della rimonta non arriva e la partita si conclude così con un pareggio che consente alla Lazio di portarsi virtualmente in testa alla classifica da sola, ma con la Roma subito dietro di un punto che però al momento ha due partite in meno.

LE PAROLE DI BOLLINI – Al termine dell’incontro come sempre il tecnico dei biancocelesti Bollini si è intrattenuto con i giornalisti per la consueta disamina della partita: «Onore agli avversari che hanno esaltato al massimo le proprie caratteristiche, una squadra che sa difendere bene con una linea a cinque senza concedere spazi agli esterni. Noi di solito con gli esterni siamo bravi ma non riuscivamo ad arrivarci con la manovra pulita, soprattutto con il sostegno dei centrocampisti in modo particolare il primo tempo. Poi è stata una Lazio stranamente senza sbocchi offensivi e contratta. Non ci è mai successo durante quest’anno, siamo stati impeccabili fino a questo momento nel girone di ritorno, tra l’altro è il primo gol che subiamo e questa è la settima partita. Ci può anche stare di avere un po’ di appannamento difensivo, che non è da noi, sia nella fase di non possesso che nella costruzione. Questa insicurezza in alcuni momenti è stata trasmessa a un centrocampo dove ci siamo dovuti un po’ arrangiare e davanti non avevamo palle pulite. Questa è la verità ma per merito molto dell’avversario, poi abbiamo subito un gol balordo ed evitabile, però siamo stati bravi a reagire immediatamente con l’orgoglio e la volontà di cercare a tutti i costi la vittoria. La Lazio nel secondo tempo aveva in campo quattro punte, ha finito così, un segnale forte di mentalità e di volere a tutti i costi la vittoria. Poi è chiaro che ti puoi anche scoprire ma oggi abbiamo avuto difficoltà nella manovra». A complicare ulteriormente le cose ci si è messa anche l’assenza per squalifica di Cilfone, ma Bollini non vuole assolutamente guardare gli assenti: «Quando mancano non pesano, bisogna pesare quelli che giocano perché Cataldi è un giocatore che è cresciuto tantissimo e anche oggi abbiamo “un’altra vittoria” del settore giovanile visto che è stato convocato in Nazionale. Quindi se un ragazzo è convocato in Nazionale e l’altro è squalificato, prendiamo per buono quello che ha giocato. Di sicuro abbiamo visto Onazi in ripresa atletica che oggi non ha fatto la sua migliore prestazione sotto il profilo tecnico, ma la Lazio si sa arrangiare anche quando mancano i giocatori». Altro convocato in Nazionale è stato Antonio Rozzi che oggi però è apparso un po’ sottotono: «Può far parte anche della fascia di età, se voi guardavate la partita di sabato a Reggio Calabria era la fotocopia di questa partita, con una Lazio però molto veloce, cinica, aggressiva e con un Rozzi che ha fatto la differenza. Quindi non può essere che in sette giorni abbia perso lo smalto in tutto. Può essere che l’avversario non ti abbia concesso, sia stato molto aggressivo a livello fisico e dove Antonio abbia avuto qualche difficoltà. Con quello che ha fatto sabato ad altissimo livello ogni tanto può succedere». Nel secondo tempo l’ingresso di Emmanuel avrebbe dovuto dare qualcosa in più all’attacco ma l’attaccante nigeriano ha faticato a trovare i riferimenti giusti: «Che ci siano dei margini di miglioramento sotto tutti i punti di vista, anche perché il ragazzo non ha avuto la scuola calcio come i suoi compagni nella didattica dei movimenti e dello smarcamento, questo ci può stare. È con noi da un anno, una grande abilità nel palleggio, molto bravo nell’uno contro uno ma al di là del fatto che siano saltati o no gli schemi, la Lazio ha continuato a giocare con il 4-3-3 e quando è entrato Tira con il 4-2-4. Lui è un giocatore esterno, prima ha giocato a destra, poi è passato a sinistra e poi è di nuovo tornato a destra quindi la sua dimensione ce l’ha nella corsia laterale. Di sicuro con l’abilità che ha sotto il profilo della conclusione può fare meglio». Un grande assente di oggi è stato anche Luca Crescenzi che ha assistito dalla tribuna alla partita, in attesa di poter tornare nuovamente sui campi dopo il brutto infortunio del 14 gennaio scorso: «I tempi stimati erano di sessanta giorni per una ripresa da campo, mancano quindi ne mancano ancora dieci poi dovremo vedere quale sarà la sua reazione».

Fonte: Lalaziosiamonoi.it