IL PUNTO DI FAUSTO PIZZI, TECNICO DELLA PRIMAVERA DEL PARMA
Per questo oggi nella sala stampa di Collecchio è stato Fausto Pizzi a rispondere alle domande dei giornalisti, per parlare della sua squadra ma anche per fare un confronto tra epoche diverse e per guardare ai possibili cambiamenti che si stanno studiando per le categorie giovanili. “Ogni anno la Primavera ci mette un po’ a carburare, anche per il numero di giocatori di inizio stagione, prima della scrematura che porta a definire la rosa, che quest’anno in particolare ci ha portato via un po’ più di tempo ma che si è rivelata utile per allestire un buon gruppo. Finora abbiamo veramente sbagliato solo una partita, quella di Vercelli, ma ultimamente abbiamo iniziato a svoltare. Penso che quello di quest’anno sia un gruppo di qualità, con degli ottimi elementi che ci faranno sia divertire che vedere qualcosa di importante per il futuro”. Nelle ultime due partite, infatti, sono arrivate le vittorie in campionato contro il Cagliari (5-4) e in Coppa Italia contro il Bologna (3-0), anche se il rinvio della gara di campionato contro la Juventus costringerà i ragazzi di Pizzi alla seconda settimana di sosta forzata: “E’ un peccato fermarsi proprio adesso. Da un punto di vista tattico, tutta la squadra sta crescendo. Abbiamo qualche giocatore che si è aggregato dopo per via delle attività con le proprie nazionali, come Sarr e Ihrig-Farkas, alcuni rientravano da infortuni particolarmente gravi, come Riccardo Cocuzza che si era rotto il legamento e invece adesso comincia ad essere un elemento trainante di questa squadra”. Dove può arrivare allora questa squadra? “L’obiettivo è sempre quello di ben figurare in qualsiasi competizione a cui partecipiamo. Sappiamo che in giro ci sono squadre più competitive e più attrezzate. Però il Parma nel settore giovanile negli ultimi anni è sempre stato in grado di potersela giocare con tutti. Anche le grandi squadra hanno sempre molto rispetto e molto timore nell’affrontarci, e questo secondo me è già un punto di partenza che ci siamo conquistati in questi anni. Abbiamo sempre portato qualche nostra squadra alle finali nazionali, la stessa Primavera due anni fa con Tiziano De Patre è arrivata alle finali del campionato e l’anno scorso noi abbiamo fatto un grande Torneo di Viareggio. Tutti gli anni riusciamo a competere e dimostriamo di avere ottimi elementi nelle nostre squadre. Anche nella Primavera di quest’anno ci sono 3 o 4 elementi che ritengo davvero interessanti e di prospettiva, molti altri sono in prestito in B o in C e stanno facendo un buon campionato, penso a Addae, Battiono, Defrel, Lapadula. Giocatori che stanno facendo un percorso diverso ma che sono sicuro potranno lasciare un’impronta importante anche per il Parma”. Importante anche il rapporto con Donadoni: “E’ un rapporto di collaborazione. Siamo a completa disposizione della prima squadra, nel senso che quando hanno bisogno di noi, siamo a disposizione nella maniera più assoluta. Anzi, a me non fa altro che piacere se il mister delle volte ha la possibilità di far allenare qualche ragazzo con la prima squadra piuttosto che convocarlo per qualche amichevole. Lo considero un passo importante per la crescita di questi ragazzi il fatto di potersi confrontare con giocatori di serie A”. Dalla Primavera alla prima squadra negli ultimi anni sono passati anche tanti allenatori, non solo giovani promesse: “Scherzando posso dire che è una tendenza per cui fare il tifo. C’è un rinnovamento non solo per quanto riguarda i giocatori ma anche tra gli allenatori e i risultati sono buoni. Montella sta facendo grandi cose, Stramaccioni allo stesso modo. Sono contento per loro”. Per i giocatori, invece, il passaggio non sempre è così semplice: “Ogni giorno io mi occupo di altro, la prima squadra non sono praticamente mai riuscito a vederla quest’anno. E’ chiaro che all’occhio dei tifosi i ragazzi giovani possano sembrare quelli che risolvono tutti i problemi. Però penso si debba andare cauti”. Sul futuro dei settori giovanili, Pizzi ha le idee chiare: “Penso che un modello come quello inglese o spagnolo potrebbe essere interessante. Al giovane la possibilità di confrontarsi settimanalmente con giocatori più esperti possa essere solo un ulteriore passo per la crescita, anche per arrivare poi in prima squadra e non essere costretto a quel paio d’anni di apprendistato dovuti ai carichi di lavoro o alla necessità di capire determinate cose”.
FONTE: parmafc.com
