“IL CALCIO COME PASSIONE”. L’INTERVISTA A FRANCESCO CELI DEL FORZA RAGAZZI.

Prima ancora di conseguire il patentino di allenatore nel 2000, l’allenatore del Forza Ragazzi, ha avuto un passato da calciatore, come centrocampista centrale, militando in serie D con la Cariatese ed il Corigliano Schiavonea, ed in serie C2 nelle fila del Rende.
Con la nascita della Scuola Calcio Forza Ragazzi Rino Gattuso, nel 2009, il presidente Valentino Guerriero lo volle nel suo staff tecnico e Celi il primo anno porta i Giovanissimi Provinciali a vincere il campionato. Ad oggi è alla sua seconda stagione consecutiva negli Allievi Regionali, inserito nel girone “B”, insieme ad altre importanti e significative società come il Pro Cosenza, il Real Cosenza e la Nuova Cosenza, in un campionato che si preannuncia sempre difficile ma sicuramente sempre ricco di indicazioni e soddisfazioni. Contattato dalla nostra redazione, abbiamo posto all’allenatore qualche domanda.

Mister, quali sono i programmi della vostra società?
“Innanzitutto tengo a precisare che la nostra società nasce come Scuola Calcio, Forza Ragazzi Rino Gattuso per la precisione. Per quanto concerne i nostri programmi, in primo luogo il nostro scopo primario è quello di formare i ragazzi soprattutto dal punto di vista educativo. Lo sport deve servire come mezzo per permettere a ciascun individuo un più facile inserimento nella società, poi se qualcuno ha la possibiltà di emergere calcisticamente, noi siamo pronti anche ad aiutarlo sia dal punto di vista tecnico che da quello economico. Uno dei nostri principali obiettivi, tengo a precisare, è quello di togliere i ragazzi dalla strada, dando loro un qualcosa in cui credere, un modo per coltivare una loro passione, in modo tale da distoglierli da tutti quei pericoli che appunto la strada, e non solo, può rappresentare. La nostra Scuola Calcio non è a scopo di lucro ed è proprio per questo che abbiamo adottato la politica della gratuità. I corsi sono completamente gratuiti così come il kit necessario per l’attività sportiva. Il tutto viene contornato da uno staff altamente qualificato in una struttura che vanta un campo in erba sintetica di ultima generazione”.

Avete disputato tre giornate di campionato, ci fa un analisi di questa prima parte di stagione?
“E’ ancora troppo presto per fare un resoconto. Di sicuro, ogni anno l’inizio della stagione calcistica è molto difficile in virtù dei numerosi cambiamenti che si fanno rispetto all’anno precedente, con calciatori che vanno ed altri che vengono. Quindi ti ritrovi a cambiare o ad adattare schemi in base alla tipologia di ragazzi che hai a disposizione. Da noi è ancora più complicato perchè non hai solo a disposizione calciatori già in possesso di una educazione calcistica, ma devi poi riuscirli ad integrare ed a farli coesistere con ragazzi che hanno imparato per strada il gioco del pallone. Quindi ci vuole più tempo per raccogliere quei frutti che di sicuro matureranno”.

Nell’applicare le sue conoscenze calcistiche, predilige qualche modulo in particolare?
“Di solito mi piace giocare con il 4-3-3 oppure con il 3-4-3. Ma sono comunque dell’avviso che con questi giovani calciatori non bisogna fossilizzarsi su un modulo specifico. Opterei per più adattamenti in base alle caratteristiche del gruppo e dell’avversario che si ha di fronte”.

Mister Celi, un’ultima domanda. Nella sua presentazione abbiamo messo in evidenza una militanza calcistica di tutto rispetto. Cosa si sente di dire ai suoi ragazzi ed a chi segue il calcio, soprattutto a livello di settore giovanile?
“Guardi, la prima cosa che mi viene in mente da dire è quella di praticare lo sport sempre con passione e dedizione. Il tutto dosato di giusto e sano agonismo sempre nel rispetto dell’avversario, del pubblico e del direttore di gara. Sembrerebbe retorica ma è quello che penso e che cerco di trasmettere ai miei ragazzi. Per quanto concerne il mio curriculum calcistico, il mio obiettivo è quello di mettere a disposizione la mia esperienza e la mia professionalità, così come ho fatto da calciatore ed ora nel ruolo di allenatore”.

Francesco Mancuso