TARDELLI: ITALIA ANCORA SENZA SPETTACOLO MA SI ATTENDE L’ESORDIO

”Io credo che questa nazionale ha un buon gruppo e possa fare bene – dice l’ex campione iridato, vice di Trapattoni sulla panchina dell’Irlanda non qualificata al mondiale -. L’Italia non ha giocatori che possano fare la differenza, come può essere un Pirlo. Al momento siamo la squadra che sotto il profilo della fantasia e della qualità è abbastanza piatta, però potrebbe essere una grande gruppo”.
Quanto al torneo appena cominciato dice: ”Se questo mondiale sarà come le partite d’esordio rischia di essere noiosò’. Tardelli imputa alla ”paura e un po’ anche alla sfortuna” la mancanza di spettacolo nelle prime gare. ”Ho visto poi anche molti errori, anche tattici, soprattutto da parte messicana, che ha una difesa direi abbastanza free”. ”Ma dal Messico, più che dal Sudafrica, mi aspettavo assai di piu’: gioca bene, ha giovani di qualità e quant’altro, però ha una difesa imbarazzante, che ha evidentemente dei problemi. Detto questo, mi aspettavo qualcosa in più anche dalla Francia”.
E non sono mancate le polemiche intorno al clan azzurro, alcune arrivate anche dai politici, come quelle seguite alla richiesta di tagli di ingaggi e premi. ”Io – dice Tradelli – credo sempre che chi muove certe accuse debba guardare prima in casa propria. Penso che certi discorsi si sarebbero potuti fare anche prima. E mi chiedo: perché se ne parla adesso? Forse perché c’è la recessione? Sulla polemica dei premi, vorrei ricordare che questi sono soldi della Fifa che i calciatori prendono perché giocano. Strano poi che queste cose escano prima sui giornali e alla vigilia del Mondiali, come se prima non fossero state note. I calciatori non c’entrano nulla con questa polemica’.
”Loro vanno ai Mondiali, giocano, la Fifa divide dei premi tra le squadre e queste dividono i primi con i calciatori – continua Tardelli -. Queste polemiche sono molte strane, ma del resto in Italia tutto è strano. Per esempio le polemiche sull’inno. Ebbene io credo che una faccenda come quella dell’inno possa essere ‘sentita’ solo da color che hanno vestito quella maglia o che hanno fatto dello sport, e che magari hanno la fortuna di ascoltare ’inno quando vincono. Io ricordi di questo tipo ne ho molti e mi rimarranno dentro per tutta la vita. A nessuno di noi, parlo di gente che come me ha fatto dello sport, verrebbe mai in mente di cambiare l’inno italiano’.