I “FRANCESI” DELL’ALGERIA PROVANO A CONQUISTARE IL MONDIALE
A questo punto la storia potrebbe scrivere pagine nuove. Un passo indietro è però necessario farlo. La storia dell’Algeria “mondiale” parte nel 1958 quando dodici algerini scapparono dalla Francia per rientrare nel proprio paese in clandestinità e fondare “la nazionale della rivoluzione”. La squadra del Fronte di Liberazione Nazionale. Di quelli, tre vennero arrestati e tutti gli altri, che andarono a giocare in varie parti del mondo, benchè rinunciarono a soldi e gloria vissero comunque brillanti carriere. Dell’Algeria di questo mondiale ben 18 dei suoi sono francesi nel vero senso del termine, cioè nati in Francia. Addirittura, in tre l’Algeria non l’hanno mai vista. Cose li spinge, allora, a giocare con la maglia di un paese in cui non sono mai stati? Una ragione c’è e probabilmente è il legame con il paese dei loro padri che non può non essere considerato una cosa positiva. Tuttavia questa situazione ne riflette un’altra e cioè l’inadeguatezza di un paese che non è stato, e non è, in grado di mantenere i giovani nella propria terra. Come succede, del resto, se non in rari casi, nei piccoli paesi del sud Italia che non offrono le giuste possibilità e si è costretti ad andare fuori. Divagazione a parte, Francia e Algeria sono legate da un rapporto lungo e spesso non facile. Dopo otto anni di guerra, la Francia abbandonò l’Algeria nel 1962. Se i “pied noir” francesi presenti in Algeria nel 1950 erano un milione, oggi, in Francia, di algerini ce ne sono quattro milioni. Negli anni del terrorismo, quando la nazionale francese vinceva tutto ciò che c’era da vincere, gli algerini erano pazzi per i Bleus di Zinedine Zidane. Ora non è più così. Zidane il calcio lo ha lasciato e l’Algeria, senza guardare più alla Francia, gioca in questo mondiale pronta a dimostrare la propria crescita. Probabilmente è arrivato il momento per molti algerini di tifare soltanto per la propria nazionale.
Francesca Nigro
