A CIASCUNO IL SUO: I MILLE INNI NAZIONALI DELLA 19° FIFA WORD CUP
Le immagini dell’avvio del match della Corea del Nord contro il Brasile hanno fatto il giro del mondo: l’attaccante dei ‘cavalli alati’, Tae-se, non ha retto l’emozione e ripreso in mondovisione ha pianto mentre suonavano l’inno del suo Paese. Lacrime che hanno riaperto il dibattito sulla partecipazione dei giocatori.
Mentre in Italia il Parlamento valuta l’opportunita’ di una legge per rendere obbligatorio l’inno di Mameli durante le cerimonie ufficiali, il mondo del calcio discute del pianto di Tae-se. ”Lo capisco”, spiega Damiano Tommasi, ex centrocampista della nazionale ed ora anche editorialista per l’Osservatore Romano, il quotidiano pontificio, dove cura una rubrica di commento alle gare del Mondiale sudafricano. ”Rappresentare la propria nazione contro il Brasile al Mondiale – spiega l’ex giocatore della Roma – e’ particolarmente emozionante, figurarsi per una squadra come la Corea del Nord che si trova ad affrontare i pentacampioni del mondo”.
La stessa emozione che ha confessato Domenico Criscito dopo la partita con il Paraguay. Eppure sugli Azzurri, proprio a causa dell’inno, si era abbattuta una bufera prima della partenza per il Sudafrica. Protagonista involontario e’ stato Claudio Marchisio: il centrocampista e’ andato fuori tempo mentre cantava all’avvio della gara con la Svizzera scatenando l’ilarita’ dei compagni di squadra. Su youtube, pero’, qualcuno ha caricato il video affermando che Marchisio avrebbe detto ‘Roma ladrona’. Un’ipotesi subito respinta dal giocatore e dai compagni.
Ma l’attesa e’ per Italia-Nuova Zelanda: chissa’ che Lippi non decida di far entrare fin dall’inizio Rino Gattuso, uno che pur stonando e senza mai perdere il suo accento l’inno lo canta sempre a ‘squarciagola’.
