ABETE: “SBAGLIATO NON CREDERCI ANCORA”
Abete si dice comunque fiducioso per la qualificazione dell’Italia agli ottavi, ha spiegato di aver parlato con Lippi questa mattina e c’è la convinzione di andare avanti: “Ho parlato con Lippi, prima della conferenza stampa, poi siamo rientrati a Johannesburg, siamo stati a cena assieme, l’ho visto questa mattina e la convinzione di andare avanti è tanta. Noi ci crediamo perchè l’Italia negli spareggi ha sempre dato il massimo e quello con la Slovacchia è il primo. Io sono fiducioso perchè penso che questa nazionale lo meriti e non è solo una fiducia che deriva dal dovere che si ha da dirigente federale”. Poi, riguardo alla partita contro la Slovacchia: “Sapevano che c’erano partite decisive, speravamo di avere un punteggio maggiore, ma siamo messi in una condizione di potere andare tranquillamente avanti. Certo quella con la Slovacchia deve essere una partita di svolta perchè siamo obbligati a portare il risultato a casa. Bisogna distinguere la capacità critica con la fiducia che rimane tantissima nell’allenatore e in questi giocatori”. La difficoltà degli azzurri rimane la non incisività in zona gol, e questo concetto viene ribadito da Abete: “Abbiamo da parecchio tempo una grande difficoltà ad andare in gol. E’ un dato evidente nei numeri. Probabilmente c’è questa forte consapevolezza e quindi nel momento in cui subisci un gol o non riesci a segnare subentra un pochino di ansia o una preoccupazione eccessiva che porta ad accelerare i tempi piuttosto che a svolgere una manovra più ordinata. Abbiamo provato a cambiare la partita fino all’ultimo ma bisogna avere qualche giocata in più, altrimenti basta un gol subito per avere difficoltà”. La nostra Nazionale ha deluso ma non è la sola, a ribadirlo è lo stesso Abete: “C’è un problema complessivo da parte delle più forti squadre europee. C’è una crescita generale nel calcio mondiale, ma noi dobbiamo ancora essere in grado di fare la differenza. Abbiamo un problema complessivo di ricambio generazionale. Cassano ha già giocato agli europei e non è andata bene. Balotelli gioca stabilmente in under 21 che sta provando a qualificarsi. Giocatori che fanno la differenza a livello internazionale ne vedo abbastanza pochi. Dobbiamo essere giustamente critici, ma anche realisti e comprendere che non abbiamo alle spalle 10 giocatori che stanno nelle classifiche di France Football o palloni d’oro che sono a casa. Pensiamo che due giocatori come Buffon e Pirlo, che fanno la differenza, sono fuori”.
