COREA DEL NORD ELIMINATA MA BEN RIPAGATA


Il ritorno in patria è però reso più dolce dal contributo ricevuto dalla Fifa pari agli stipendi percepiti per tre mesi dagli oltre 44 mila lavoratori nordcoreani del distretto industriale di Kaesong, sviluppato congiuntamente con la Corea del Sud. La Fifa, scrive il Chosun Ilbo, un quotidiano di Seul, offre alle 32 squadre qualificatesi alla fase finale del campionato un milione di dollari ciascuna a titolo di rimborso degli oneri per la preparazione. Al termine delle tre partite della prima fase, ogni team incassa 8 milioni di dollari aggiuntivi, a prescindere dal superamento o meno al turno successivo. Da quest’anno, poi, ogni club che ha un giocatore impegnato in Coppa del mondo riceve un contributo di 1.600 dollari al giorno per ogni singolo calciatore, con il periodo di pagamento che inizia due settimane prima l’apertura ufficiale del torneo e che termina il giorno dopo l’ultimo match di ciascuna nazionale. Al netto dei tre calciatori in forza a club esteri – Jong Tae-se (Kawasaki Frontale), An Yong-hak (Omiya Ardija) e Hong Yong-Jo (Rostov) – Pyongyang può mettere insieme altri 960.000 dollari per i restanti 20 giocatori, sul totale dei 23 totali che completano la rosa, costituita in gran parte da militari affiliati a 6 club nazionali, direttamente nel controllo statale. Se la Corea del Nord si fosse qualifica al turno successivo avrebbe incassato 9 milioni di dollari aggiuntivi, 14 milioni per i quarti, 18 milioni per le semifinali e ben 30 milioni nel caso di vittoria del torneo. Ebbene, tutti questi soldi li avrà anche persi ma può tranquillamente consolarsi con i 4,9 milioni di dollari di sponsorizzazione della Legea, l’azienda di Pompei che fornirà maglie e abbigliamento ai “cavalli alati” per quattro anni.

Fonte: Ansa.it