MARADONA ANNUNCIA “E’ FINITO UN CICLO”
Ancora nulla è stato deciso e, ufficialmente, Maradona è ancora l’allenatore della seleccion. Ma, secondo le ultime indiscrezioni, pare che l’incredibile entusiasmo e l’incondizionato appoggio dei tifosi al rientro della squadra non bastino per convincere Maradona a mantenere il proprio incarico alla guida dell’albiceleste, come invece prevede l’attuale contratto, con scadenza luglio 2011. “Basta, il mio ciclo è terminato, ho dato tutto ciò che potevo”. Con queste parole, le prime rilasciate dopo il rientro a Buenos Aires, Maradona lascerebbe immaginare un’imminente rinuncia. “Adesso voglio solo riposarmi e godermi la mia famiglia”, ha detto Maradona al canale Cronica TV. A darlo per certo è tuttavia il quotidiano argentino Cronica, un tabloid che tratta soprattutto notizie di cronaca, apre la sua prima pagina con il titolo del ritiro, che il quotidiano interpreta come la premessa per una rinuncia dall’incarico di commissario tecnico della nazionale argentina. La frase è stata raccolta, precisa il giornale, tra i vicini di casa di Maradona e sarebbe stata pronunciata dall’ex pibe de oro al suo arrivo nel quartiere El Trebol, quando ha anche ribadito che il suo obbiettivo ora “é quello di stare con la mia famiglia”. A livello ufficiale la Federazione argentina si limita a ribadire che aspetta che sia Maradona a dire se vuole restare o lasciare. La permanenza o meno di Diego Armando Maradona alla guida della nazionale é una decisione che dipende solo da lui”, come spiegato dal segretario delle selezioni nazionali dell’Associazione calcistica argentina (Afa), Luis Segura. “E’ Maradona che deve decidere il suo futuro, dopodiché si vedrà. Il nostro presidente Julio Grandona non ha mai interrotto un rapporto con i tecnici prescelti e se Diego decide di continuare, sarà lui il ct”, ha aggiunto Segura parlando con la televisione Tyc Sports. In effetti Grandona si è sempre vantato di non aver mai licenziato alcun tecnico della selezione. L’uscita anticipata di Marcelo Bielsa (nel 2004) e di Alfio Basile (2009) avvennero a seguito delle loro dimissioni. Il contratto di Maradona, ha precisato Segura, scade nel luglio del prossimo anno, dopo la Coppa America, che si giocherà in Argentina. Il dirigente non ha confermato le notizie secondo le quali alcuni giocatori, dopo la cena che è seguita alla partita persa con la Germania, si sono presentati nella camera del tecnico per chiedergli di restare e neppure le voci che altri componenti della squadra hanno manifestato il loro malumore per essere stati poco utilizzati in Sudafrica. La squadra, adesso, si è schierata interamente al suo fianco anche se la stampa gli dà contro. “Ma cosa c’è da festeggiare?”, è stato il polemico titolo del quotidiano Olé di oggi, che si chiede il motivo di tanto entusiasmo da parte dei tifosi al rientro in patria della squadra. “Evidentemente Diego ha un credito di idolatria più grande di quanto si potesse immaginare”, giudica il quotidiano. “La disfatta in Sudafrica impone una rivoluzione”, ha sentenziato La Nacion, dando nemmeno tanto implicitamente il benservito a Maradona. Nel frattempo, i tifosi si sono apertamente schierati dalla parte del loro idolo, e ieri sera hanno atteso l’arrivo della squadra al coro di “giornalisti terroristi, Diego non se ne andrà”. Per il momento sembra sia difficile, ma chissà che alla fine riusciranno a convincerlo. A nutrire le stesse speranze è la presidente argentina. “Forza Maradona e Forza Argentina”, è stato il messaggio della presidente argentina, lanciato a margine di un evento pubblico realizzato nella serata di lunedì. “Ho provato a chiamare Maradona subito dopo il termine della partita per consolarlo e congratularmi nonostante tutto, ma non ho potuto parlargli perché era chiuso negli spogliatoi a piangere”, ha rivelato Kirchner. “C’è ancora tanta tristezza in tutti gli argentini. Ma nel calcio, così come nella vita, si vince e si perde. Quando ho visto quanta gente è andata ad accogliere la squadra e quanto amore hanno manifestato a Maradona, ho sentito un immenso orgoglio”. Anche la prima cittadina argentina si è unita al coro dei tifosi, che hanno applaudito i giocatori e osannato Maradona, il quale anche secondo Kirchner meriterebbe di restare sulla panchina albiceleste. “Voglio invitare Maradona alla Casa Rosada, lo merita tanto lui come i giocatori. Adesso è giusto aspettare che scemi il dolore che ognuno porta dentro, ma nessuno ha dato al popolo argentino tante gioie in un campo di calcio quanto Maradona. Bisogna guardare avanti, e adesso c’è solo da pensare al 2014”, ha concluso.
