IL PRESIDENTE FIFA, BLATTER, “BASTA TEMPI SUPPLEMENTARI”


Il quotidiano Repubblica riporta oggi le innovazioni del numero 1 del calcio mondiale e noi lo riportiamo integralmente per voi. “Abolire i tempi supplementari ai Mondiali passando direttamente ai rigori nelle partite ad eliminazione diretta, oppure ripristinando il golden gol. Sono le proposte lanciate da Sepp Blatter, che a quasi due mesi dalla fine di Sudafrica 2010 ha una certezza: bisogna cambiare qualcosa per aumentare lo spettacolo. In un’intervista al sito della Fifa, il numero uno del calcio annuncia infatti l’esame di alcune proposte che possano garantire partite più aperte e meno tattiche.

“Nei primi incontri della fase a gironi – sottolinea Blatter a proposito degli ultimi Mondiali – abbiamo visto alcune squadre scendere in campo per evitare la sconfitta, giocando per il pareggio, e questo è un argomento che vorrei discutere alle prossime riunioni della commissione tecnica. Dobbiamo trovare una via che incoraggi un calcio più aperto in tornei come i Mondiali, con le squadre che giochino per vincere. Pensiamo che sia da rivedere anche il concetto di supplementari, dove spesso vediamo squadre che tengono un atteggiamento ancora più difensivo per evitare a tutti i costi di subire un gol. Per ovviare a queste situazioni potremmo andare direttamente ai rigori al 90′ o reintrodurre il golden gol. Vedremo cosa uscirà dalle discussioni nelle commissioni “.

Analizzando nel complesso la rassegna sudafricana, dal punto di vista tecnico e non organizzativo, Blatter ricorda che “per diversi Mondiali abbiamo sempre

aspettato che emergesse un campione nuovo, che si imponesse una nazionale di un continente che non aveva mai vinto una Coppa. La Corea del Sud ci è andata vicina per l’Asia nel 2002 e quest’anno un paio di centimetri sono costati al Ghana la semifinale. Detto questo, comunque, il successo della Spagna è stato meritato, assieme all’Argentina ha prodotto il miglior calcio e sono entrambe due nazionali giovani, come anche il Ghana e la Germania, che ha chiuso terza. Un buon segno”. Al 74enne dirigente svizzero è piaciuto il gioco mostrato in questi Mondiali: “Ho visto delle belle cose   sottolinea sul sito web della Fifa -. Il calcio è diventato strategico, le squadre si muovono in blocco, e questo è gradevole per lo spettatore, non si tratta oramai di un semplice attacco-difesa”.

Blatter ogni tanto cerca di “forzare” le regole tradizionali del calcio per suscitare maggiore interesse nelle manifestazioni più importanti, ma non sempre poi i suoi proponimenti vengono messi in pratica. Una cosa però è chiara: nonostante la lunga militanza nel mondo del calcio non ha alcuna intenzione di gettare la spugna e dopo 35 anni nella Fifa continua ancora a trovare grandi stimoli. “Quando sono arrivato alla Fifa, mi hanno raccomandato di portare a termine una missione – spiega – che consisteva nello stabilire un programma di sviluppo e di venderlo, alle associazioni nazionali e agli sponsor. Mi sono impegnato in questa missione. Subito mi sono reso conto che il calcio era molto più di un gioco. Allora ho preso coscienza, personalmente, che avevo una missione da compiere. E quella missione non si è ancora conclusa”.

Il presidente della Fifa spazia poi su altri campi, sportivi e non, dai Giochi Olimpici della Gioventù al dramma del Pakistan. “Abbiamo deciso di aprire i Giochi Olimpici della Gioventù ad associazioni che normalmente hanno poche possibilità di ottenere la qualificazione ai Giochi Olimpici o ad altre competizioni della Fifa  –  sottolinea il massimo dirigente del calcio mondiale -. E abbiamo scelto la categoria under-15 perché abbiamo già i Mondiali under-17 e under-20. Ho assistito a quattro partite a Singapore e ho potuto vedere un buon calcio. Mi ha impressionato la nazionale di Singapore, ma soprattutto il torneo offre a questi giovani una finestra sul mondo. C’erano ragazzi di tutti i paesi, si percepiva un ambiente magnifico, con scambi culturali ed umani”.

Il Pakistan sta attraversando momenti drammatici, a causa delle inondazioni e la Fifa non è indifferente a questa situazione. “La Fifa, per grande e potente che sia, non può fare molto più che deplorare quello che è successo in Pakistan. Aiutiamo a ricostruire, a poco a poco, i terreni da gioco, ovviamente. Ma globalmente quella che deve intervenire è la comunità internazionale. Non possiamo utilizzare i nostri fondi per opere umanitarie. Lavoriamo già negli ambiti sociali, culturali ed educativi attraverso il movimento Football for Hope  –  conclude Blatter – il cui obiettivo consiste nell’unire, appoggiare, consigliare e rinforzare i programmi di sviluppo sociale ed umano”.
Fonte: Repubblica.it