PREMIO “IL BELLO DEL CALCIO” A GIANFRANCO ZOLA
Come ha sempre saputo fare lui, ricordato ieri alla cerimonia del V Premio internazionale Il bello del calcio, istituito da La Gazzetta dello Sport proprio in sua memoria: Gianfranco Zola il prescelto per ricevere questo premio e onorare un simbolo del calcio come Giacinto.
Presenti per l’Inter la signora Milly Moratti e l’amministratore delegato Ernesto Paolillo, la signora Giovanna Facchetti insieme ai figli Vera, Barbara, Luca e Gianfelice, ma anche Mario Corso e Luciano Castellini, stretti in un abbraccio che per Giacinto è sempre caldo, forte, profondo. “Di lui ci manca tutto, a partire da quel ritmo solido nel portare a termine qualsiasi cosa facesse, in campo e non solo. Sapeva che c’erano i tempi e le modalità giuste per fare le cose, in maniera corretta, e le faceva”, racconta di lui la moglie del presidente Massimo Moratti.
Sul palco, insieme a Zola, Gianfelice Facchetti, il direttore de La Gazzetta dello Sport Andrea Monti e il presidente del Coni Gianni Petrucci. In platea trante altre personalità del mondo dello sport, a partire da Giancarlo Abete, Maurizio Beretta, Demetrio Albertini, Roberto Donadoni, ma anche Adriano Galliani e Diego Della Valle.
“Giacinto Facchetti e Gianfranco Zola – esordisce Monti – sono senza dubbio molto vicini nell’animo, nel carattere e nel patrimonio umano: un esempio nel mondo del calcio. Questo è stato un anno duro, in cui più e più volte la memoria di un campione come Giacinto è stata strattonata. Credo, invece, che bisognerebbe avere una misura ulteriore di rispetto per un gentiluomo che non è accusato di nulla e che oltretutto non può difendersi. Nostro impegno deve anche essere preservare figure importanti del calcio italiano, come Facchetti. E oggi La Gazzetta dello Sport è più che mai orgogliosa di onorare la memoria di Giacinto: il suo esempio resta e ci onora per sempre”.
“La classe e lo stile di Giacinto – aggiunge Petrucci – si vedono e si riconoscono sempre, anche nei filmati che abbiamo appena visto: virtù che non si scoloriscono mai. Nessuno può infangare un nome che ha fatto la storia del calcio”.
“In quest’ultimo anno – ha quindi sottolineato Gianfelice – c’è stato davvero un attacco molto sporco alla memoria di mio padre. E la cosa che deve far riflettere il mondo dell’informazione è anche la diversità di spazio che è stato dato in tanti casi alle offese, alle calunnie, rispetto a quello per successive smentite o ritrattazioni. Il fatto che la persona non ci fosse più non ha fatto altro che aumentare le offese. Detto questo, oggi, guardando Zola – che più di ogni altro meritava questo premio – mi sembra giusto guardare con fiducia al futuro del mondo del calcio: finché ci saranno figure come Zola tutto potrà essere ancora possibile”.
