PRIMAVERA TIM CUP: CINQUE DECISIVO SULLA ROMA


Se ci fosse una formula magica per trasferire lo spirito della Primavera anche in prima squadra la passeremmo subito sotto banco ai ragazzi di Reja. Ma “non siamo neanche paragonabili alla prima squadra” ha sentenziato alla fine della gara Alberto Bollini. Sull’età e la tecnica saremmo anche d’accordo. Sullo spirito e la grinta agonistica che invece ci hanno messo Perpetuini e compagni espugnando “Fort Trigoria” (che fino ad oggi era rimasto inviolato in campionato, 4 vittorie su 4 per la Roma) avremmo delle riserve.
E pensare che non era iniziata nel migliore dei modi. Il monsone indiano e il vento del nord si erano dati appuntamento alle 14,30, imperversando sul sintetico di Trigoria nei minuti iniziali, e rendendo così le cose ancora più difficili del previsto. Nel primo tempo da registrare davvero poche conclusioni effettive verso lo specchio della porta, sia da una parte che dall’altra. La Lazio ci prova dapprima con Cinque (7’) con un colpo di testa, poi con Capua che al 22’ prova il tiro da fuori e con Ceccarelli ancora di testa al 27’. La Roma spinge di più, ma difficilmente crea dei veri e propri pericoli per la porta difesa da Berardi (che si fa sempre trovare pronto). L’occasione più ghiotta capita sulla testa di Dieme al 40’ (angolo di Florenzi). Bollini richiama spesso la difesa: ai quattro dietro chiede maggiore velocità nelle ripartenze. Nel secondo tempo, la Lazio prende le misure al sintetico (e nel frattempo è anche spuntato il sole) e beneficia subito di un calcio piazzato al vertice dell’area di rigore. Lo spiovente di Perpetuini (che con grinta aveva richiamato i compagni ai fatti più che alle parole all’intervallo) incontra la testa di Cinque che in tuffo di testa nell’area piccola realizza il gol del vantaggio ospite. Da quel momento alla fine la Lazio terrà benissimo la difesa (forse un po’ troppo all’inglese) e tenterà più possibile di sfruttare le ripartenze. Non a caso la squadra di Bollini ha la miglior difesa del girone C (8 gol subiti). Molto spesso Barreto è tutto solo là davanti e fa fatica a creare occasioni. Preziosissimo il contributo di Ceccarelli e Cinque in fase di copertura, anche se il mattatore dell’incontro in un paio di occasioni difetta del controllo giusto. Vero brivido per Berardi quando Thiam di testa colpisce il palo alla sua sinistra al 57’. La Roma spinge e attacca di più come testimonia anche il conto dei corner: 12-2 in tutta la partita, 7-1 solo nel secondo tempo (che la Lazio batte nei minuti di recupero), ma le vere insidie sono poche. Negli ultimissimi minuti di gara, De Rossi deve rinunciare a Frascatore per infortunio (aveva esaurito i cambi) e la Roma finisce la partita in dieci. Nel recupero sia Capua (92’) che Perpetuini (94’) hanno la chance per il 2-0 ma i rispettivi tiri non vanno a bersaglio di un nulla. Se la Lazio aveva iniziato l’incontro con un certo pregiudizio polemico nei confronti dell’arbitro (strascichi del derby dei grandi), alla fine della partita il capitano della Roma Florenzi si allontana dal campo urlando “sempre a noi ci mandano le porchette!” Anche questo in fondo era un derby.

ROMA – LAZIO 0 -1
ROMA: Pigliacelli, Sabelli, Antei, Orch, Frascatore, Falasca (69’ Verre), Florenzi, Thiam (74’ Piscitella), Ciciretti (75’ Politano), Caprari, Dieme. A disposizione: Perilli, Mladen, Barba, Leonardi. Allenatore: De Rossi.

LAZIO: Berardi, Spirito, Campoli, Crescenzi, Adeleke, Perpetuini, Capua, Zampa, Cinque (89’ Trombetta), Barreto (92’ Di Mario), Ceccarelli (84’ Pantano). A disposizione: Scarfagna, Fagioli, Pala, Monteforte.
Allenatore: Bollini.

ARBITRO: Gavillucci di Latina (Cipolloni-Atta Alla Mostafa).
MARCATORE: 47’ Cinque.

Fonte: Federico Farcomeni – lalaziosiamonoi.it