TORNEO DELLE REGIONI: TUTTE LE GARE 1ª GIORNATA ALLIEVI


PIEMONTE – UMBRIA 0-0
Piemonte VA: Filograno 6; Zilio 5.5 (dal 23′ st Trucco), Zanellato 6, Rossi 6, Lenza 6; Savino 6, Lugliengo 6.5 (dal 10′ st Eliseo 5.5), Bortolini 6 (dal 17′ st Buso 6), Astrusa 5.5 ; Piscioneri 6 (dal 35′ st Pedrini s.v.), Naturale 5 (dal 20′ st Goffredo s.v.) A disp.: Garbarino, Rega, Cavaglià, Graziano. All.: Mari.
Umbria: Lenzi 8; Baldoni 6, Allegria 5.5, Di Maio 6.5, Pinna 6; Calcagni 6.5, Pirilli 6 (dal 35′ st Ciri s.v.), Curti 6.5 (dal 38′ st Volpi s.v.), Rosi 6.5; Ceppodomo 6, Agoumi 6.5 (dal 35′ st Panfili s.v.)
A disp.: Tifi, Braccalenti, Coppetti, Delicati, Viali. All.: Garofanini.
Arbitro: Esposito di Aprilia.
Note: ammoniti Rosi (U), Pirilli (U), Eliseo (P); corner 2-2 (1-1), recupero 1′ pt e 2′ st.

Partita combattuta a centrocampo tra due squadre molto fisiche e dagli schieramenti quasi speculari. Se infatti il 4-4-2 schierato dal tecnico piemontese Mari è quello classico, lo stesso schema degli umbri è interpretato in modo differente: il centrocampo è infatti a rombo con Calcagni play maker davanti alla difesa e Rosi trequartista con il compito di accendere le due punte in avanti.
In attacco Agoumi è il più attivo nel gruppo di mister Garofanini e il bolide scagliato dai trenta metri dopo 10′ fa sussultare il pubblico sugli spalti. La sfera è alta di poco. Da un’azione d’angolo ecco la risposta avversaria: della battuta s’ incarica Lugliengo, il tiro è insidioso e dopo un batti e ribatti Lenzi sbroglia la matassa bloccando il pallone.
I gialloblu dell’Umbria non trovano spazi e ci provano da lontano come al 20′ quando capitan Calcagni sfiora il palo alla sinistra di Filograno con una gran botta. Sempre da palla inattiva si fa pericoloso Lugliengo questa volta con un colpo di testa velenoso.
Al 24′ l’episodio che può dare una svolta al match: Piscioneri vola palla al piede con una progressione inarrestabile, l’attaccante resiste alle cariche ed entra in area ma è steso da Allegria con un chiaro fallo da rigore. L’arbitro non ci pensa un attimo ad indicare il dischetto sul quale si presenta Naturale; il piatto destro del numero 11 è centrale, Lenzi blocca senza fatica raccogliendo i complimenti dei compagni. La chance fallita deprime un po’ il Piemonte che da quel momento concede le redini del gioco all’Umbria: Rosi mette, in chiusura di tempo, Ceppodomo davanti al portiere che riesce ad anticiparlo in uscita evitando il peggio.
Nella ripresa i ragazzi di Garofanini continuano a spingere mentre mister Mari cambia molti elementi per dare freschezza ad una squadra divenuta un po’ troppo passiva col passare dei minuti. Agrumi si mette sulle spalle il peso dell’attacco e fa a sportellate con i difensori, avendo spesso la meglio: in una di questa occasioni il “2” umbro verticalizza per Ceppodomo che calcia addosso a Filograno in uscita disperata. Ancora pericoli per il Piemonte con Rosi e Agoumi su punizione, ma in entrambe le situazioni il portiere è attento a respingere. In pieno recupero la più nitida palla gol degli umbri la confezionano due giocatori con energie fresche da spendere: Panfili conquista il fondo e crossa per Volpi, l’attaccante sale altissimo di testa senza riesce inquadrare la porta da ottima posizione.
Il risultato rimane inchiodato così sullo 0-0: Garofanini può ritenersi soddisfatto dalla prova dei suoi, i piemontesi devono rammaricarsi soprattutto per il penalty fallito.

BASILICATA – FRIULI VENEZIA GIULIA 0-3
BASILICATA: Campanaro 5.5; Topazio 5 (1′ st Montemurro 5.5), Adorisio 5, Lucia 5 (28′ st Manfredi sv), Pinto 5.5 (28′ st Gallitelli sv); Patrone 5.5, Filardi 5.5 (24′ st Quarto), Lira Ferreira 6, Amoroso 5; Mastroberti 5 (12′ st Caldararo 5.5); Gallitelli 5.5 (33′ pt Di Cesare 5). A disp.: Picerno, Scarano, Telesca. All: Cutro.
FRIULI VENEZIA GIULIA: Di Lenarda 6; Bortolotti 6.5 (28′ st Zanolla sv), Da Fre 6, Beltrame 6, Paunovich 6.5; Polo 6 (17′ st Bianco 6), Damo 7.5, Sittaro 6.5 (29′ st Paliaga sv); Bertoni 6.5 (22′ st Codromaz 6); Oviszach 6.5 (15′ st Campanella 6), Grotto 7 (6′ st Tocchetto 6.5). A disp.: Truant, Adinolfi, Filopati. All: Zilli.
ARBITRO: Angioloari di Ostia.
MARCATORI: 3′ pt Bertoni, 18′ pt Damo, 4′ st Grotto.
NOTE: calci d’angolo: 2-6. Recupero: 0′ pt, 4’st.

Il Friuli Venezia Giulia, senza strafare, si sbarazza della Basilicata e inizia nel migliore dei modi la sua avventura in questa trasferta laziale. Superiore il tasso tecnico tattico della formazione in casacca biancazzurra, apparsa sempre molto sicura dei propri mezzi e dei propri uomini. Troppo molle e rinunciataria invece la selezione di Cutro che, nei fatti, non è mai riuscita ad impensierire la porta difesa dall’inoperoso Di Lenarda. Primo tempo di chiara marca friulana, con i biancazzurri che impiegano meno di 20′ per chiudere i giochi. Nemmeno il tempo di accomodarsi in tribuna che i ragazzi di Zilli passano. È il 3′ infatti quando Oviszach ispira Bertoni per vie centrali che con la punta del piede infila alle spalle di Campanaro. La Basilicata soffre, non riesce a tessere una qualche trama di gioco interessante e gli avversari ne approfittano siglando il raddoppio. Calcio d’angolo dalla sinistra al 18′ che trova il perentorio stacco di testa di Bortolotti che però colpisce una clamorosa traversa da cui scaturisce una mischia in area che Damo (centrocampista vecchio stampo molto interessante) è il più lesto di tutti a risolvere scaraventando la palla in rete. È il goal che sembra poter mettere già la parola fine sull’incontro degli Allievi. Dei lucani si raccoglie traccia solo al 25′, quando Lira Ferreri prova a sfruttare di testa un cross insidioso di Mastroberti dalla sinistra, ma la mira non è delle migliori. Poco prima del riposo c’è tempo per un’altra occasione del Friuli con un’ammirevole iniziativa personale di Sittaro che, giunto al limite, con un destro a giro impegna severamente Campanaro a terra. Al rientro in campo ci si attende una qualche risposta dalla formazione lucana e invece è nuovamente il Friuli ad andare in goal e a far calare il sipario sul Montorli di Boville. È il 4′ quando Grotto si libera delle marcature al limite dell’area e, spiazzando Campanaro in uscita per vie orizzontali, lo infila con un destro potente e preciso. La partita si chiude qui. I ragazzi di Zilli, che effettua comprensibilmente tutta una serie di sostituzioni volte a dare respiro ai suoi in vista dei prossimi impegni, si limitano ad amministrare il vantaggio senza strafare, anche perché la Basilicata non crea mai affanni eccessivi ai biancazzurri. Solo nel finale il neo entrato Tocchetto, alla mezz’ora, potrebbe siglare il poker, ma nell’occasione è bravo Campanaro a smanacciare in calcio d’angolo.

Girone 2

SICILIA – LOMBARDIA 1-2
SICILIA: Di Martino 6, Tedesco 6, Cipolla 5, Sferrazza 5 (19’st Mangiaracina sv), Leone 6, Buscema 6 (10’st Graziano 6.5), Dibby Koffi 5.5(34’st Bisogno sv), Munafò 6 (7’st Hraiech 5), Zarbo 5 (28’st Chrico sv), Grimaudo 5.5 (10’st Di Maira sv (36’st Palermo sv), Costa 7 A disp: Barone, Nassi All: Aiello.
LOMBARDIA: Ivusic 6.5, Concina 6, Scarcella 6 (14’st Noé 4), Molnar 6.5, Vangi 6, Zorloni 6.5, Tomasello 6, (1’st Ferré 5), Neotti 7.5 (31’st Di Maggio sv), Vicenzi 6 (1’st Cascino 6.5), Chiappano 6, Verga 5.5 (20’st Tonolini 5.5) A disp: Coffani, Battistin, Cerrato, Traini All: Gazzola.
ARBITRO: Marco Dante di Roma 1.
MARCATORI: 28’pt e 10’st Neotti (L) 16’st Costa (S).
NOTE: espulso al 19’st Noé (L) per gioco falloso. Ammoniti Mangiaracina, Hraiech (S), Scarcella e Tomolini (L). Calci d’angolo 2-0, minuti di recupero 0’pt e 5’st.

Se la Sicilia avesse avuto un centravanti di stampo classico, ossia l’uomo che la butta dentro anche solo guardandola con lo sguardo, molto probabilmente non avrebbe perso contro la Lombardia. Guidata da un Neotti in giornata, i ragazzi di Gazzola si prendono tre punti pesantissimi, senza però meravigliare per il gioco proposto. Fondamentale l’organizzazione tra i reparti più che la coralità nel far circolare il pallone, che è mancata comunque anche ai ragazzi siciliani, che, probabilmente hanno anche peccato di cattiveria agonistica almeno fino a quando non hanno raggiunto il gol che ha accorciato le distanze, una vera perla dell’attaccante dell’Adrasto. Gli isolani partono bene e al primo minuto sfiorano il vantaggio con il loro uomo migliore, Costa, che lanciato in verticale dentro l’area di rigore calcia su Ivusic che devia la bordata in fallo laterale. Il buon approccio però non ha un seguito e così la Lombardia prende le misure agli avversari e si rende pericolosa, non molto ad onor del vero. Un diagonale di Chiappano da buona posizione termina sul fondo ed al 18′ Neotti, prima di attirare su di sé tutte le luci della ribalta, sparacchia alto col piattone su un cross dalla destra a non meno di cinque metri dalla porta. Il numero dieci si fa perdonare dal proprio tecnico però, al 28′: sfruttando un’incomprensione della coppia centrale difensiva sicula punta dritto verso la porta, salta Di Martino con un gran bel gioco di gambe ed infila la porta col destro. Esplosione di gioia lombarda. Come si era fatta vedere in principio di gara, la Sicilia si fa nuovamente sotto proprio al 40′ ancora, nemmeno a dirlo, con Costa. Il diagonale dell’attaccante in maglia giallorossa è potente ed angolato, ma Ivusic si distende e mette in angolo. Nella ripresa la gara non cambia, e rischia di venir anestetizzata al 10′ per via del raddoppio lombardo. Zorloni si fa tutto il campo e serve ancora in verticale Neotti che con un tocco di punta preciso e beffardo dal limite mette dentro. La Sicilia non ci sta e trova il gol che riapre tutto al 16′ con Costa che salta due avversari sulla destra e scarica una bordata sotto la traversa imparabile. L’espulsione di Noé sembrerebbe poter far arrivare i siculi al pari ma, nonostante tutto, la diga impostata da Gazzola tiene e i tentativi dell’undici di Aiello, nel frattempo completamente rivoluzionato, finiscono sempre per sfumare nell’occasione dopo l’ultimo passaggio utile. La Lombardia vince ed esulta, ma dovrà fare attenzione ai cartellini rimediati dai suoi difensori dalla prossima gara in poi.

TOSCANA – PUGLIA 0-0
TOSCANA: Gardel 6.5, Lunardi 6, Sassi 6.5, Polvani 6, Cianferoni 6; Lumini 6.5, Betti 5.5, Colucci 6.5 (21’st Aldrovandi 6), Maresca 6.5 (35’st Di Santo sv); Mascolo 6.5 (30’st Taflaj 6), Bianchi 6.5 (41’st Tirinnanzi sv). A disp. Cecchi, Montenegro, Morelli, Perillo, Zoppi. All. Bartalucci.
PUGLIA: Vernich 6.5; Pagnelli 5, Ronco 5, De Marzo 5, Scarcia 5.5 (19’st D’Ettorre 6); Cancella 6 (30’st Lo Russo sv), Stragapede 6 (24’st Franco 6), Semerano 6.5, Gloria 6; Daddato 6.5, De Vita 6.5 (19’st Maruccia 6). A disp. Ancona, Bartoli, De Marzo, De Virgilio, Gaetani, Santeramo. All. Quadrello.
ARBITRO: Mattera di Roma 1.
NOTE: nessun ammonito. Angoli 6-4 per la Puglia. Recupero 0’pt, 4’st.

Finisce senza gol fra Toscana e Puglia, ma non sono mancate le emozioni. Diverse, infatti, le occasioni da rete da una parte e dall’altra per un pareggio sostanzialmente giusto, anche se ai punti forse la Toscana avrebbe meritato qualcosa in più. Dopo un primo tempo equilibrato, infatti, la squadra di Bartalucci ha preso in mano il comando delle operazioni nella ripresa provando a ottenere qualcosa in più del pareggio, mentre i pugliesi sono sembrati quasi accontentarsi, pur andando vicini al gol nel finale. Meglio la Toscana in avvio, con Lumini che va al tiro tre volte in un quarto d’ora, ma trova un buon Vernich a dirgli di no. La Puglia si affida alla grande qualità di De Vita e Daddato e va vicina al gol con quest’ultimo al quarto d’ora, palla fuori di poco sull’uscita di Gardel. Sul capovolgimento di fronte arriva forse la più bella azione della gara: combinazione tutta di prima Colucci-Maresca-Mascolo-Maresca, diagonale rasoterra e palla sul palo interno, mani nei capelli per i numerosi sostenitori toscani accorsi a Carpineto. La Puglia non sta però a guardare e si fa vedere un paio di volte con Daddato, che però prima non inquadra il bersaglio di poco, poi non arriva per un soffio su una sponda di testa di De Marzo. Nella ripresa sale di tono la Toscana, la retroguardia della Puglia inizia a perdere tutti i contrasti e a sbagliare diversi disimpegni e arrivano buone occasioni per Mascolo, Maresca e soprattutto Bianchi, che si danna l’anima ma non riesce a gonfiare la rete sempre per pochi centimetri. Nel finale si rivede la Puglia, ma Daddato e Maruccia in area sciupano evitando ai toscani un ko che sarebbe stato senz’altro troppo severo.

Girone 3
VENETO – EMILIA ROMAGNA 1-3
Emilia Romagna: Golinucci 6,5; Campidelli 6, Casoli 7, Ceglia 6, Rossi 6,5; Trombetta 6,5 ( 23’st Burnelli 7,5), Senni 6 (18’st Monnolo 7), Palmieri 6, Pagan 6,5 (35’st Incerti s.v.); Zanni 7 (20’st Pellacini 6); Sorrentino 6 (25’st Mangi 6). A disp.: Abate, Incerti, Marchi, Vecchi. All. Trapella 7.
Veneto: Nalesso 5,5, Riello 5,5 (10’st Bolzon 6), Regini 7, Pivato 6, Trentin 6 (13’st; Marchioro 6) Bertacchini 6,5, Marchetto 6,5 (13’st Iosob 6), Frachesen 6, Bevilacqua 5,5 (6’st Ginocchi 6); Pietrobelli 6; Trevisan 5,5. A disp.: Cecchinato, Dal Bo, Lamacchi,Olivieri, Pilosio. All. Bedin 5,5.
Arbiro: Quaresima di Ciampino.

Marcatori: 28’pt Zanni (ER), 31′ st Sorrentino (ER), 39’st Frachesen (V), 42’st Burnelli (ER).
Note: Ammonio per gioco scorretto Pietrobelli (V). Recupero 2’pt e 4′ st.

Senza strafare e con la compattezza della grande squadra, l’Emilia-Romagna supera meritatamente il Veneto con un netto 3-1 candidandosi come une delle rivali più quotate nella vittoria del girone. Fina dalle prima battute di gioco si vede subito che per il Veneto la partita sarà dura, soprattutto quando al 10′ Trombetta si presenta per la prima volta tutto solo davanti al portiere divorandosi la più incredibile delle occasioni. Al 20′ è ancora Trombetta ad impegnare da lontano Nalesso, bravissimo a deviare in angolo un destro dell’attaccante romagnolo. Il goal sembra nell’aria, infatti arriva puntuale al 28′ quando ancora Trombetta tiene palla in area e crossa basso per la corrente Zanni che tutto solo non ha difficoltà a battere Nalesso. Il Venento non sembra in grado di reagire, anche perchè l’Emilia-Romagna non concede spazi ed in contropiede con Senni colpisce la traversa al 38′ dopo un altra bella giocata di Zanni. La seconda frazione di gioco inizia con un Veneto più aggressivo ma ancora privo di quelle lucidità e di quelle geometrie utili per far male agli avversari. In un inizio di tempo molto guardingo da entrambe le parti, il primo sussulto lo regala Sorrentino che impegna Nalesso in uscita. L’Emilia -Romagna così capisce che è il momento di far male e al 31′ su assist del neo-entrato Burnelli trova con Sorrentino la rete del raddoppio. A questo punto inizia un’altra gara, perchè il Veneto, forse troppo tardi, decide di giocarsi la partita e al 35′ con Bolzon va vicinissimo al goal con un colpo di testa che esce di pochissimo. 4′ più tardi però la partita si riapre: ottimo tocco di esterno di Marchioro per Frachesen in area, destro chirurgico e goal. Il Veneto allora vede la via del pareggio, si butta in avanti con Pivato e per pocchissimo non realizza il miracolo con la traversa che dice di no al colpo di testa del centrale di mister Bedin. Passato il pericolo l’Emilia-Romagna si rituffa in avanti nel recupero e quasi per caso trova su azione d’angolo la rete della tranqillità grazie a Burnelli che devia splendidamente in rete un assit al bacio di Monnolo.

LAZIO – CALABRIA 4-3
LAZIO: Salvitti 5; Alongi 6 (dal 5′ st Zollo 6), Floris 6,5, Fusaroli 6,5, Celli 5,5 (dal 23′ st Corasaniti 6); Leccese 5,5 (dall’8′ st Amendola 6,5), Ciaramelletti 7, Cristofari 6,5, De Palma 7 (dal 43′ st Schiumarini sv); Persichetti 6 (dal 37′ st Salvi sv), Cardella 7,5. A disp.: Poggi,Coviello, Del Prete, Verzani. All.: Dagianti 6,5.
CALABRIA: De Sio 6; Barilaro 5,5, Cofone 6, Spano 5,5, Liotti 5,5 (dal 41′ st Zaccone sv); Canotto 7,5, Caruso 5, Amato 5 (dall’8′ st Ferraro 5), Nesci 5,5; Figliomeni 5 (dal 24′ st De Felice 5,5), Franchino 5,5 (dal 33′ st Barreca). A disp.: Simonetta, Rotundo, Iudicelli, Bronzi, Alampi. All.: De Sensi 5.
ARBITRO: D’Aquino di Roma.
Marcatori: 2’pt, 35’st Fusaroli (L), 4′, 15’pt e 18’st Canotto (C), 35’pt De Palma (L), 38’st Cardella rig. (L)
NOTE: ammoniti Nesci (C) al 39′ pt, Cristofari (L) al 40′ pt, Caruso (C) al 8′ st. Espulo Caruso (C) al 26′ st. Alongi (C ) al 35′ st. Angoli: 4-1. Recupero: 1′ pt, 5′ st. Spettatori: 400 ca.

Ottanta minuti incredibili, emozioni a non finire ed un finale degno del miglior thriller. Il Lazio va sotto due volte, ma quando tutto sembrava finito, ribalta la gara, complice l’ingenuo rosso rimediato da Caruso. Vince la Rappresentativa di Dagianti, che sciupa tantissimo, rischia di perdere, ma alla fine riesce a conquistare il successo nella gara d’esordio. Proprio quella che un anno fa, in Piemonte, a conti fatti era costata l’eliminazione dalla fase a gironi. Dieci minuti da capogiro. Quello che accade in campo nella prima fase sembra l’esatta fotocopia di quanto era accaduto poco più di un’ora prima nella categoria Giovanissimi. Dopo centoventi secondi sugli sviluppi di un calcio d’angolo Fusaroli, con una fantastica rovesciata, batte De Sio. Neanche il tempo di esultare, però, che la Calabria trova il pari con Canotto, che si libera con un elegante sombrero di Celli e con un grande diagonale batte Salvitti. I giallorossi sfiorano addirittura il vantaggio pochi secondi dopo, quando ancora Salvitti esce in maniera insicura e Barilaro non trova lo specchio da posizione defilata a porta sguarnita. La risposta del Lazio esattamente sessanta secondi dopo. Lancio dalle retrovie per Cardella, partito in sospetto fuorigioco, e gran sinistro che coglie il palo esterno a portiere battuto. I ritmi sono infernali, il match piacevolissimo.
Sciocchezza Salvitti. La partita è equilibrata, anche se è la Calabria a guadagnare metri con il passare dei minuti, senza però rendersi pericolosa. Al 15′, però, ci pensa Salvitti a combinare la frittata, uscendo in maniera scomposta su Franchino, controllato agevolmente da Alongi. Rigore netto, che Canotto segna spiazzando il portiere. Il Lazio è anche sfortunato, con Cardella che al 17′ colpisce il secondo legno personale con un gran diagonale che si stampa sulla traversa e con Persichetti, che sbaglia clamorosamente il controllo a due passi dalla porta con il solo De Sio sulla sua strada. L’attaccante del Monterotondo fallisce clamorosamente il pareggio al 25′, calciando alto dal limite dell’area piccola sciupando l’assist di De Palma. Il Lazio però c’è, prende in mano il pallino del gioco e al 33′ trova il meritato pari. Punizione dalla fascia destra che De Palma che il numero 10 trasforma in oro con un esterno destro favoloso che si insacca nell’angolo basso all’altezza del secondo palo. Due minuti più tardi è ancora l’esterno sinistro a sfiorare la rete del sorpasso, ma il suo destro a giro è fermato da un grande intervento in tuffo di De Sio. E il primo tempo termina sul 2-2. Lazio sterile, Canotto super. Il secondo tempo inizia con la squadra di Dagianti in attacco alla ricerca del vantaggio, ma le occasioni da gol latitano e le iniziative si infrangono tutte all’atezza dei sedici metri. La Calabria aspetta sorniona e al 18′, alla prima occasione utile, passa. Zollo si perde Canotto, che taglia alle spalle dell’esterno destro e anticipa Salvitti in uscita. L’esterno calabrese va giù, anche se il contatto non sembra esserci. Ancora rigore e ancora Canotto, che firma la tripletta personale e riporta avanti i calabresi. Il Lazio si rialza. Al 26′ però la gara cambia. Caruso si becca, ingenuamente, il secondo giallo e la Calabria resta in dieci. Il forcing del Lazio aumenta e De Sio deve superarsi sulla punizione a giro di Amendola. Poco male, perché sul seguente corner è Fusaroli a saltare più alto di tutti e a firmare pareggio e doppietta personale. Il Lazio ci crede, spinge in superiorità numerica e Amendola viene fermato in area da Barilaro. L’entrata sembra sul pallone, ma D’Acquino concede il rigore. Cardella, nonostante la stanchezza, rimane freddo e regala alla sua squadra una vittoria da ricordare a lungo.

FONTE: lnd.it/torneodelleregioni