LA COPPA AMERICA UNA QUESTIONE DI SPORT E DI UOMINI


In Sudamerica è più difficile. Capita per esempio che Edivaldo, il boliviano che ha siglato l’1-0 nel match d’apertura con l’Argentina, sia in realtà brasiliano. L’allenatore ha visto qualche suo filmato su Youtube e pochi giorni prima del ritiro l’ha chiamato al telefono per chiedergli se aveva voglia di giocare a pallone con la Bolivia. Missione compiuta. Dal Brasile alla Bolivia è stata la scelta fatta anche da Marcelo Moreno Martins che, però, sogna di trasferirsi in Ucraina. Precisamente a Dontesk dove uno dei pochi divertimenti sono le visite guidate alle miniere di carbone della zona. Non c’è niente da ridere. A lui piacciono e infatti per tornare a giocare nello Shakhtar (la squadra locale in cui aveva già militato dal 2008 al 2009) ha accettato una riduzione d’ingaggio (rispetto al Wigan). Se Elizaga è il portiere più vecchio della manifestazione (39 anni dell’Ecuador), quello del Costarica, Esteban Alvarado (classe 1989) doveva essere il più giovane. All’ultimo è stato escluso dalla lista dei convocati perché una donna l’ha accusato di violenza domestica. Fa ridere la storia di Pablo Zabaleta, difensore dell’Argentina, che ormai tutti chiamano “Macarena Zabaleta” per via del coro che gli dedicano i tifosi della sua squadra di club: il Manchester City. Infine, c’è il peruviano Yohandry Orozco, la cui fama è solo una questione di talento. Per averne un esempio basta vedere il gol che ha fatto ai recenti Mondiali under 20 contro il Perù: un tiro all’incrocio dopo essere partito palla al piede da centrocampo e aver saltato sette giocatori.

FONTE: tuttocoppamerica