MISTER SACCHI TIENE UNA LEZIONE DI CALCIO A LAMEZIA TERME
A prendere la parola è stato il sindaco lametino Gianni Speranza che, augurandosi che all’evento sportivo andato in scena venerdì, ne possano seguire tanti altri, ha voluto sottolineare come “la presenza ed il nome di Sacchi sia collegato alla grande innovazione apportata nel gioco del calcio e di questa ce ne sarebbe tanto bisogno pure al di fuori del mondo dello sport”.
E’ seguito poi l’intervento del presidente degli allenatori lametini Alessandro Vinci, che dal suo insediamento è riuscito a portare in terra calabrese, per stage tecnici o corsi di aggiornamento, importanti nomi del panorama calcistico nazionale come Franco Selvaggi, Maurizio Viscidi, il presidente nazionale dell’Aiac Renzo Ulivieri o, per ultimo, lo stesso Arrigo Sacchi. “Quello odierno lo ritengo un evento st
E’ stata poi la volta dell’ex allenatore in seconda di Vigor Lamezia e Sambiase che ha giustificato l’assenza del presidente del Comitato Regionale della Figc Saverio Mirarchi e del vice-presidente nazionale della LND Nino Cosentino, impossibilitati a presenziare a causa del lutto che ha colpito il segretario del Comitato Regionale Emanuele Daniele.
Di seguito è intervenuto Mimmo Praticò, presidente del Coni Calabria, che nel ringraziare l’amministrazione comunale si augurava di ospitare i prossimi eventi sportivi nel nuovo palazzetto dello sport di prossima costruzione.“
“Il calcio è ormai basato troppo sul profitto – ha dichiarato il presidente del Consiglio Regionale, Francesco Talarico – . Nel nostro piccolo crediamo di avere dato un contributo con la Legge Regionale 28 del 2010 con la quale abbiamo finalmente dotato la Calabria di una legge organica sullo sport. E ci tengo a dire che non è stata creata nella cosiddetta stanza dei bottoni, ma con il contributo e l’apporto di diversi addetti ai lavori in campo sportivo. Adesso questa legge dovrà essere finanziata e quindi costituire un osservatorio che avrà il compito di censire tutti gl’impianti sportivi disseminati sul territorio per poi instaurare un dialogo costruttivo con i vari Comuni”.
Ed infine ecco l’ospite più atteso, Arrigo Sacchi che, dopo aver portato i saluti del presidente della Figc Abete, ha dato il via ad una prelibata lezione di calcio, del proprio modo di vedere ed interpretare questo sport, menzionando anche i deficit dei metodi di lavoro attuati nei vivai calcistici nazionali.
“Nel calcio ho sempre fatto le cose al massimo delle mie possibilità, senza pensare ai soldi o al successo – ha esordito il tecnico di Fusignano – ed oggi sono amareggiato ogni volta che vedo i genitori dei ragazzi preoccupati solo che il figlio diventi un campione nel calcio, trascurando tutto il resto”.
Ha così proseguito:“Stiamo lavorando per colmare il ritardo accumulato. Penso a quello nei confronti della Francia o di altri paesi europei dove i ragazzi si allenano per almeno 18-20 ore settimanali in centri dove sono attentamente seguiti anche a livello scolastico. Ma bisogna cambiare anche la mentalità calcistica che viene loro inculcata e che nel nostro paese è storicamente votata al difensivismo e non certo al gioco propositivo e collettivo che attualmente è incarnato alla perfezione dal modello Barcellona. Non ho mai sentito un allenatore italiano dire, quando i risultati non arrivano, che si deve giocare meglio. Piuttosto, invece, lo si sente giustificare la sconfitta con la poca grinta e cattiveria messa in campo dai suoi o con presunte lacune tecniche del gruppo”.
Il mister ha poi concluso il suo intervento con alcuni ricordi ed aneddoti relativi soprattutto ai tempi di quando guidava il Milan di Gullit e Van Basten ed ha poi elencato quelli che sono a suo avviso i mali del calcio moderno, a partire dalla violenza negli stadi italiani, non solo tra tifosi ma anche tra altre componenti di questo mondo, definiti “carceri allo stato aperto”.
