LA JUVENTUS INAUGURA IL SUO NUOVO SPLENDIDO STADIO
E’ in questo nuovo stadio che si raduneranno i tifosi bianconeri che vorranno vedere dal vivo le prodezze di Del Piero &C. Su questo nuovo stadio si indirizzeranno i sogni di tanti ragazzi che giocano al calcio e che un giorno sperano di poter calpestare l’erba della nuova casa bianconera. ”Benvenuti a casa” dice Andrea Agnelli, inaugurando davanti ai tifosi accorsi alla ‘prima’ bianconera il nuovo stadio con cui la squadra conta di tornare a vincere dopo diversi anni di amarezze. Una ”casa” da 41mila posti, tutti pieni per l’esordio, disegnati da Pininfarina, cosi’ come gli esterni hanno la firma di Giugiaro, le due grandi firme internazionali del design, entrambi nati e cresciuti a pochi chilometri da questo campo sorto dalle ceneri del vecchio ”delle Alpi”.
Grande festa per lo Juventus Stadium ieri sera, con lo spettacolo costruito sulle note della memoria, degli effetti speciali, dei colori e delle coreografie stupefacenti, ma anche della commozione, dalla K Events, di Marco Balich, autore della cerimonia inaugurale delle olimpiadi di Torino. Agnelli, presidente del club bianconero, scende sul terreno di gioco, assieme al sindaco della citta’ Piero Fassino per testimoniare la collaborazione, l’accordo per il terreno che era di proprieta’ pubblica, che ha potuto dare vita a questo primo stadio di club in Italia.
L’atmosfera di grande festa non impedisce al giovane presidente di tornare sul tasto dello ‘scippo’ degli scudetti: ”Sappiamo accettare i risultati del campo, perche’ il campo dice sempre la verita”’, e non a caso piu’ volte nel corso della serata si ricorda che gli scudetti sono 29, compresi quelli cancellati dalla giustizia sportiva.
”Vincere e’ stata sempre un’abitudine – ricorda Agnelli – una bellissima abitudine”. Fischi invece a Fassino, fischi veri dalla curva e non si capisce perche’, visto che il sindaco e’ pure tifoso della Juve: ”Torino – dice il sindaco – e’ orgogliosa delle sue squadre di calcio, e di essere la citta’ della Juventus. Grazie per aver dato a Torino ancora una volta una dimostrazione d’amore e sono certo che la citta’ vi ripaghera”’. Una frase che ribalta gli umori e attira applausi da tutti i settori. Effetti tricolori sugli spalti grazie al kit consegnato ai tifosi, che contiene anche minuscole lampadine led per un ordinato effetto ‘accendino’.
Lo show, introdotto dal dj Linus, con Cristina Chiabotto, comincia con un omaggio ai colori della squadra, con giraffe zebrate, suoni della savana, percussioni. La tribuna vip e’ gremita.
C’e’ la famiglia Agnelli, John Elkann, con i figli Oceano e Leone e la moglie Lavinia, c’e’ Lapo Elkann, Allegra Caracciolo, madre di Andrea, piu’ volte inquadrata dalle telecamere. C’e’ il gotha del calcio Adriano Galliani, del Milan, Claudio Lotito, presidente della Lazio, Marcello Lippi, Gianni Petrucci, presidente del Coni, Giancarlo Abete numero uno della Figc, Cesare Prandelli, allenatore della nazionale. C’e’ il ministro delle infrastrutture Altero Matteoli, non c’e’ invece Roberto Maroni che aveva annunciato la sua presenza, probabilmente trattenuto a Roma da impegni di governo. Ci sono i dirigenti della squadra, in evidenza e molto applaudito Jean Claude Blanc, il vero regista di questa opera innovativa per il calcio italiano. C’e’ Beppe Marotta.
Fassino chiacchiera a lungo con il presidente della Fiat.
Sfilano sul campo anche i vecchi campioni. Gli ultra’ della curva, troppo giovani per ricordare, riservano un applauso di cortesia a Luis Del Sol, la grande ala degli anni Sessanta, mentre danno fondo a tutto l’entusiasmo possibile per Edgard Davids, simbolo della Juventus onnipotente. Sfila anche un emozionato Sentimenti IV, che negli anni Quaranta fu portierone, ma curiosamente anche ala destra. Manca invece il Trap, e si sente la sua assenza, cosi’ i tifosi si consolano con Lippi e Conte. Manca Platini che manda un videomessaggio, e manca Roberto Baggio.
Le immagini, e un grande numero 6 apparso sul campo, ricordano anche chi non avrebbe comunque potuto esserci, come Gaetano Scirea, o Daniele Fortunato. Lo spettacolo monta, gli effetti speciali si moltiplicano, coreografie sospese mentre un bel primo piano delle telecamere fissa bimbo di Elkann a bocca aperta quando partono i primi fuochi sopra lo stadio.
Due bambini vestiti alla marinara svolazzano per lo stadio, introducono il video dedicato all’Avvocato e al Dottore, e Allegra sembra avere gli occhi lucidi, forse non solo lei. Le immagini scorrono, c’e’ Sivori, ci sono i tifosi in bianco e nero quelli che andavano allo stadio con il cappello, c’e’ Boniperti, che poi esce dal monitor per raccogliere assieme alla bandiera della squadra Del Piero un altro tributo.
”Bisogna rialzarsi”, dice il capitano in mezzo al campo.
”Questa – sottolinea – e’ una storia magnifica che mi ha spinto a firmare in bianco, come e accaduto 18 anni fa”. Poi suona la carica: ”Voglia e determinazioni sono fondamentali anche nel calcio e noi ce la metteremo tutta anche quest’anno ”. Pinturicchio viene sommerso dai cori. E Boniperti non e’ da meno: ”Vincere non e’ importante, ma e’ l’unica cosa che conta”, cita il refrain della serata. C’e’ ancora spazio per i sentimenti, quelli tragici dell’Heysel, rappresentati dalla scritta di fiamme ”In memory”, quelli rassicuranti della nuova casa: ”Welcome Home”, scrivono con il corpo i 420 figuranti ricoperti di led.
Le squadre entrano in campo alle dieci con un po’ di ritardo sul programma della festa. E la Juventus di fronte alla squadra piu’ antica del mondo, il Notts County, quella che le regalo’ le maglie bianconere nel 1903 e oggi gioca in terza divisione, pareggia 1-1. Vincere e’ importante, sara’ anche l’unica cosa che conta, ma per questa sera va bene cosi’.
fonte: asca.it
