IN ARRIVO L’ARBITRAGGIO FAI DA TE. RIVERA ASSICURA “BAMBINI PIU’ FELICI”
Rivera lo spiega con poche parole citando il suo passato, e quello di molti altri, come esempio: “Noi da piccoli, per strada o all’oratorio, giocavamo così: significa che si può fare”. Si giocherà senza arbitro dunque, come riportato bene nell’articolo a firma di Manlio Gasparotto, pubblicato sulla Gazzetta.it e che ci permettiamo (spero non ce ne voglia l’autore e l’editore della rosea) integralmente perché spiega bene tutta la rivoluzione intesa da Gianni Rivera. Dunque niente arbitro. E si spera senza polemiche. Non perché sono partite di bambini, ma perché sono bambini. Debbono divertirsi, crescere amando il calcio e prendersi qualche piccola responsabilità. Che cosa è successo? Che nel comunicato numero 1 del Settore Giovanile Scolastico, a pagina 32, è stato scritto: “Nella stagione corrente le partite della categoria Pulcini (8-10 anni, n.d.r.) dovranno essere arbitrate con il “metodo dell’autoarbitraggio”… Tale opportunità prevede che la gara venga arbitrata dagli stessi giocatori che la disputano, delegando ai tecnici responsabili delle squadre eventuali e particolari interventi di mediazione”.
COME ALL’ORATORIO — Sparisce, quindi, il direttore di gara in partite che già erano guidate dai tecnici. Si torna indietro, alle origini, per fare un passo avanti. E il perché lo spiega Gianni Rivera, il presidente del Settore Giovanile Scolastico della Federazione. Lui ha firmato il Comunicato numero 1: “Noi da piccoli, per strada o all’oratorio, giocavamo così, e qualcuno è diventato comunque calciatore. Significa che si può fare”. E’ un tentativo, tra l’altro, di tenere a bada genitori esagitati, educando anche loro al rispetto delle regole ed alla tolleranza degli errori.
COME — Attraverso quale strada si è arrivati a questa decisione? Studi, esperti, psicologi? No. Il campo. “Io non ho fatto nulla di speciale – continua Rivera – ma ho raccolto le indicazioni, ho visto che in alcune aree già si faceva, magari in maniera carbonara, e che i risultati erano positivi. Si è deciso di allargare a tutta Italia un sistema che funziona, ora vediamo se è la filosofia giusta. Sembrava impossibile farlo, ma credo sia una mossa giusta per smuovere l’ambiente che spesso si organizza solo pensando al denaro. Speriamo che le reazioni siano buone e non difensive, protezionistiche come succede quando si tocca qualcosa”. Rivera cosa si aspetta? “Noi speriamo che la gente si organizzi e lavori in un certo senso, parlo di tutti i tecnici e dei genitori, per far sì che i bambini si divertano: il primo scopo di questa norma. Speriamo si capisca che è un fatto di cultura e di etica. Puntando sulla qualità, che pure ora non è molta, Prandelli sta dimostrando che si possono fare cose ottime. Lui detta una linea tecnica, noi ci muoviamo in quella direzione, se bambini e bambine si divertono di più, se si alleggerisce il clima delle loro partite si fa qualcosa di positivo. E così i ragazzi imparano che le regole vanno conosciute e rispettate”.
LA SPERIMENTAZIONE — In sostanza, da alcuni anni il Settore Giovanile sperimentava le partite autoarbitrate in Piemonte, Puglia, Basilicata e Lazio. I rapporti arrivavano, in Commissione, un comitato ristretto che ogni anno propone attività, modalità e indirizzi ai vivai e sopratutto alle 7.200 scuole calcio attive in Italia. Rivera per mesi ha girato l’Italia, incontrato gente, tecnici e dirigenti, genitori. Ha raccolto i risultati, gli indirizzi, ascoltato i suoi uomini e senza alcun condizionamento, ma con la forza della sua stessa esperienza, ha deciso che i tempi erano maturi per il grande salto.
fonte: tratto da gazzetta.it
ARBITRI IN SQUADRA — Che non vuol dire cancellare gli arbitri, anzi: “Noi speriamo di dare una mano anche a Collina, magari il prossimo passo sarà far allenare regolarmente gli arbitri nelle squadre, con i ragazzi. Sarebbe un’esperienza fantastica per tutti e farebbe bene a entrambi i mondi, i giocatori dovrebbero arbitrare le gare in settimana, Allievi e Juniores dovrebbero dirigere i ragazzini (come recita lo stesso comunicato 1, n.d.r.) e con un esperto in squadra sarebbe più semplice. Lo stesso arbitro non dirigerebbe quella squadra per un po’… Ma son dettagli”.
