PAVIA, 100 ANNI DA RICORDARE CON TANTI GIOVANI DIVENTATI CAMPIONI

Il Pavia nacque il 3 novembre 1911 in una saletta del Caffè Roma in via XX settembre nel pieno centro di Pavia quando venne a cessare l’attività dei goliardi pionieri, l’iniziativa fu di tre pavesi Emilio Piatti, Achille Pecci e Giovanni Ferrari. Il secolo di vita è quindi vicinissimo e per festeggiare lo storico compleanno sono diverse le iniziative che la società sta preparando, tra le quali quella di raccogliere tanti ex campioni del passato. Il prossimo 10 ottobre allo stadio Fortunati si radunerà un folto gruppo di ex azzurri pronti a rivestire la maglia che hanno indossato nei diversi campionati. Tra i giocatori che hanno già confermato la loro presenza a Fabio Paratici, attuale coordinatore dell’area tecnica della Juventus, Frederic Massara, stretto collaboratore del diesse della Roma Sabatini, Stefan Schwoch, mentre gli impegni internazionali del Milan probabilmente non consentiranno a Massimiliano Allegri di essere in campo in quella serata. Sono alcuni dei tanti nomi che hanno fatto grande il Pavia, società che negli anni Trenta è arrivata sino in serie B, categoria che è tornato a frequentare nelle stagioni 1953-54 e 54-55. Nel momento più difficile della sua recente storia il Pavia è ripartito dall’Eccellenza, era la stagione 1998-’99 quando la società passò nelle mani della famiglia Calisti, il padre Secondino e il figlio Armando. Con loro iniziò una scalata, con in panchina il tecnico cremonese Marco Torresani, fino a sfiorare per due volte la promozione in serie B. Traguardo sfiorato nel campionato 2004-2005 con i pavesi sconfitti nella finale play off con il Mantova. L’anno seguente ancora play off, con stop in semifinale con il Monza. Il resto è una storia legata alla famiglia Zanchi: papà Pierlorenzo e il figli Alessandro si affiancano prima come soci ai Calisti e poi diventano azionisti di maggioranza del club. Con loro il ritorno lo scorso anno in Prima Divisione, un sacrificio economico e il ripescaggio nella ex C1 confermata poi sul campo. La politica è quella di valorizzare i giovani e di far crescere il proprio vivaio nell’accogliente impianto della Cittadella Azzurra, tre campi sintetici a fianco dello stadio Fortunati. Il quartier generale del Pavia è qui: dagli aspetti operativi a quelli agonistici. La scorsa estate la scelta di affidare la squadra a Manuele Domenicali, allenatore con diverse esperienze in Lega Pro. Le speranze prima di tutto di non dover soffrire e di confermarsi in Prima Divisione e di lanciare magari qualche altro giovane in serie A o B. Francesco Acerbi è l’ultimo prodotto del vivaio capace di passare dalle giovanili in prima squadra per poi cominciare la scalata in B, lo scorso anno con la Reggina arrivando via Genoa al Chiedo di Di Carlo. Un Pavia con un pizzico di internazionalità con il paraguaiano Meza Colli e il centravanti spagnolo Rodriguez, entrambi arrivati dal Cesena, società con cui il rapporto di collaborazione è consolidato, che vuole nell’anno del Centenario festeggiare anche sul campo dopo le cerimonie ufficiali in programma nelle prossime settimane. Per ora l’avvio di campionato è stato tranquillo, costellato di pareggi: con quello ottenuto domenica a Monza gli azzurri ne hanno ottenuti quattro nelle cinque gare sinora disputate. E nell’unica sconfitta, quella di Taranto, il gol del ko è arrivato in pieno recupero altrimenti sarebbero stati 5 su 5 i pareggi ottenuti da Domenicali. Tecnico vogherese di adozione, città in cui è rimasto a vivere dopo la sua esperienza di calciatore, l’attuale allenatore del Pavia adotta il consolidato 4-2-3-1 interpretando un calcio offensivo. Soprattutto i due giovani esterni Andrea D’Errico e Pippo Falco offrono garanzie di spinta, grazie alle loro ottime qualità tecniche. Domenicali spera che il gruppo possa fare un ulteriore salto di qualità quando si vedrà in campo il centravanti Mattia Marchi, ingaggiato in collaborazione con il Novara. L’attaccante, alle prese con problemi fisici, ha debuttato solo nel finale di gara a Monza. Da lui ci si attende comunque un apporto importante visto che la società ha considerato il suo ingaggio come una delle operazioni di punta dello scorso mercato.

Trampolino per la A
L’ultimo è Giaccherini Da Pavia alla serie A. Sono tanti i giocatori che negli Anni Novanta hanno calcato il terreno del Fortunati e da giovani promesse sono diventati realtà del calcio professionistico. Allenati da Gianni Bui, sotto la presidenza di Claudio Achilli, hanno giocato per il Pavia Massimo Crippa e Roberto Rambaudi che all’azzurro del club di via Alzaia hanno poi affiancato anche quello della Nazionale. In quegli anni anche Massimo Allegri e Frederic Massara, oggi nel grande calcio con Milan e Roma, che approdarono poi al Pescara di Galeone. Il Foggia di Zeman contava anche su un altro ex Pavia, l’esterno sinistro Grandini. Stefan Schwoch arrivò dal Crevalcore in D e da Pavia iniziò la sua escalation di goleador tra A e B. Oggi in serie A militano molti giovani passati recentemente da Pavia: dal prodotto del vivaio il difensore Francesco Acerbi a Emanuele Giaccherini, uno dei tanti calciatori arrivati a farsi le ossa dal Cesena, approdato alla Juve di Conte. Rientrato alla base a Cesena Luca Ceccarelli, protagonista della quasi scalata in serie B del Pavia. Ma la lista dei giocatori pronti ad affermarsi non è finita qui: in serie B sono molti gli ex azzurri. Come il laterale Manuel Daffara, tornato quest’anno all’Albinoleffe dopo due stagioni a Pavia. Un altro giovane cresciuto a Pavia è milanese Antonio Caracciolo che ha vinto lo scorso campionato di Prima Divisione con il Gubbio e oggi gioca in serie B.

Ufficio Stampa Lega Pro