SETTORE GIOVANILE CATANIA: CONOSCIAMO I PREPARATORI ATLETICI


Nel calcio moderno per arrivare al top non basta, bisogna accompagnare questo dono innato con la forza fisica e una degna ed eccellente preparazione atletica, utile a sostenere la fatica di un gioco che viaggia ormai a ritmi elevatissimi. La figura professionale in questione è quella del Preparatore Atletico. Il suoi compiti sono essenzialmente due : Entrare in totale sintonia con l’allenatore, affinché i suoi consigli siano catturati dal mister e divulgati all’intera squadra, e creare tra i giocatori la cosiddetta cultura sportiva, ossia l’insieme di conoscenze tecniche (teoria e metodologia dell’allenamento, biomeccanica, fisiologia, posturologia, scienze dell’alimentazione e riabilitazione motoria) e importanti fondamenti di tattica e tecnica calcistica. Attraverso l’approfondimento settimanale conosceremo i pensieri, le dediche e l’iter professionale dei quattro preparatori atletici delle giovanili rossazzurre: Walter Valvo, nato a Ragusa l’8 Novembre del 1980, P.A. della Primavera; Antonio Torrisi, nato a Catania il 18 Gennaio del 1983, P.A. degli Allievi; Marco Consiglio, nato a Catania il 19 Aprile del 1984, P.A. dei Giovanissimi; Mirko Antoci, nato a Ragusa il 18 Maggio del 1982, P.A. degli Esordienti e dei Pulcini.
WALTER VALVO: ‘ La mia esperienza lavorativa presso il Calcio Catania inizia nell’anno 2007, attraverso il tirocinio formativo come collaboratore nella Primavera. In breve tempo ho cominciato a seguire la squadra non solo agli allenamenti ma anche durante le partite, era dunque arrivato il momento di assumere le prime responsabilità sullo stato fisico-atletico della squadra e, successivamente psico-fisico del singolo soggetto. L’anno successivo mi venne affidata ancora la Primavera, una stagione entusiasmante, culminata con il raggiungimento degli ottavi di finale all’ultima giornata di campionato contro i cugini rosanero. L’ultimo da raccontare, almeno fino ad oggi, riguarda il campionato che si è appena concluso, ancora in Primavera, stavolta a fianco del tecnico Amura. Posso affermare che è stato quello più importante della mia carriera lavorativa. Durante questa stagione ho raggiunto il traguardo della laurea, ed ho acquisito maggiore consapevolezza nella gestione del gruppo grazie anche al supporto di tutto lo staff, dal mister, al Dirigente accompagnatore Varsallona e al preparatore dei portieri Di Muro, un gruppo che si è fin da subito consolidato e che ha raggiunto un forte affiatamento. I miei metodi professionali si ispirano agli insegnamenti di un grande Preparatore Atletico quale il prof. Alberto Bartali, uomo al quale devo tanto dal punto di vista lavorativo, che attraverso un progetto lungimirante e altamente operativo è riuscito a formare i nuovi preparatori atletici del settore giovanile. Il futuro può riservare tanto, io guardo ad esso con ambizione ma anche con grande umiltà. Sono certo che solo attraverso il lavoro ed il sacrificio si possano raggiungere i livelli più alti, è questo ciò che dico giornalmente ai miei ragazzi che spesso si fanno condizionare dal nome o dalla squadra di provenienza di un giocatore. In fin dei conti, basta adattare l’avversario al nostro gioco anziché adattarci noi al loro. Ringrazio tutti coloro che credono ciecamente in chi svolge il proprio lavoro con passione e dedizione, perché anche grazie a loro si trova spesso la forza di andare avanti‘.
ANTONIO TORRISI: ‘ Sono arrivato al Calcio Catania nel 2007, ma credo che il mio approdo era già tutto scritto da prima. Fino all’età di 14 anni ho solo giocato a calcio, ma presto ho iniziato a dedicarmi all’atletica (Cus Catania). Da questa esperienza ho imparato tantissimo sia sulla teoria dell’allenamento che sulla tecnica di esecuzione di determinate esercitazioni. L’esperienze vissute nell’atletica e la grande passione del calcio sono le “buone cause” del ruolo che oggi ricopro nel Calcio Catania. Il preparatore atletico lo svolgo con enorme passione, e vedere come crescono i ragazzi sia in prestazioni che fisicamente, allenamento dopo allenamento, mi riempie di soddisfazioni. Credo che il mio punto forte sia lo spirito di osservazione e soprattutto l’autocritica. Nella mia camera tengo appeso un foglio con l’aforisma di un grande campione del golf, Tiger Woods: “C’è sempre qualcosa su cui lavorare per migliorare, non sei mai arrivato”. E’ facile dedurre che in ambito professionale ambisco a diventare un preparatore completo a 360°, così da farmi trovare pronto a ogni incarico che mi viene dato dalla società. La dedica la faccio a quattro persone, che sicuramente le considero cruciali per questo cammino che ho intrapreso da tre anni a questa parte : Alla Prof.ssa Milazzo del Cus Catania che mi ha infuso la passione per l’attività fisica facendomi sia da insegnante che da trainer sui 400mt, al Prof. Alberto Bartali, che oltre ad avermi fatto assaporare la serie A come assistente in prima squadra, mi ha trasmesso la sua professionalità e parte del suo enorme bagaglio di esperienza, al Prof. Alfio Cazzetta con il quale almeno una volta a settimana ci incontriamo in sede, e anche al di fuori, per fare dibattiti costruttivi sulla metodologia dell’allenamento applicata al calcio, e soprattutto a mio papà Franco, un grande amante del calcio, con il quale, con grandissimo fervore, seguiamo tutte le partite di campionato e di coppa delle squadre italiane‘.
MARCO CONSIGLIO: ‘ La mia avventura al Calcio Catania inizia nel febbraio del 2007. Venni affiancato al Prof. Scardace per imparare tutti quelli che erano gli esercizi di coordinazione, di forza e sulla velocità. Un mese dopo mi ritrovavo con le squadre esordienti, allora classe ’94 e ’95 per mettere in pratica i suddetti insegnamenti e svolgere il mio periodo di tirocinio. Alla fine della stessa stagione mi venne proposto di occuparmi dell’ “off season” dei giovanissimi classe ’93, insomma il primo compito di una certa responsabilità. L’anno successivo mi occupai a tempo pieno della preparazione atletica della stessa squadra, impegnata nel campionato nazionale. Devo ringraziare anche l’allenatore di quella squadra, Roberto La Causa, per essermi stato sempre vicino. Nei due anni successivi ho continuato ad occuparmi dei giovanissimi nazionali. Anche qui mi sembra doveroso ringraziare i tecnici con cui ho collaborato e che mi hanno dato tanto sotto il profilo professionale ed umano: i mister Amura e Pulvirenti ed i preparatori dei portieri Iuculano ed Indelicato. Il lavoro viene programmato tenendo conto dei campi dove ci si allena, degli attrezzi a disposizione e soprattutto del lavoro tecnico che gli allenatori vorrebbero sostenere. Ci si programma sempre l’attività insieme, mettendosi d’accordo sui carichi di lavoro e sui tempi di svolgimento. In questo momento mi trovo benissimo al Catania, spero che il futuro mi riservi comunque delle belle sorprese, anche se non mi faccio illusioni al riguardo. Una dedica va ai miei genitori che mi hanno sempre sostenuto in tutte le mie scelte, a volte scomode, per aiutarmi a costruire un futuro lavorativo‘.
MIRKO ANTOCI: ‘ Sono Specializzando in scienze motorie, da tre stagioni collaboro nel settore giovanile del Calcio Catania. Posso affermare che questa esperienza, che spero continui più a lungo possibile, si sta riscontrando molto importante sotto ogni punto di vista, non solo perché posso applicare ciò che studio, ma perché giorno dopo giorno il mio bagaglio di conoscenze ed esperienze si riempie sempre di più. Il lavoro che svolgo nella categoria dove attualmente collaboro è prettamente di tipo coordinato, partendo dal presupposto che l’obiettivo principale in questa fase evolutiva del bambino, è quello di incrementare il più possibile le capacità motorie coordinative sia di base, sia speciali. Per quanto concerne la metodica; Partendo da un’osservazione iniziale sulle capacità coordinative di ogni singolo bambino, cerco di individuare qual è la carenza motoria più importante presente nella maggior parte di loro, in maniera tale da poter cominciare a stilare i primi obiettivi da raggiungere. Dal mio punto di vista è molto importante variare sempre l’esercitazione in quanto non abbassa il livello di attenzione, è stimolante come già detto e permette di arrivare a quella che è definita “destrezza motoria”. Ancora ho molto da imparare, soprattutto perché in questo lavoro non si finisce mai di crescere, e credo che questa società possa darmi questo. Un saluto speciale alla mia famiglia che mi ha dato la possibilità di essere qua, e spero di ricambiare dandogli molte altre soddisfazioni‘.
Essenziali nella loro figura, ma soprattutto siciliani in tutto e per tutto. Dobbiamo, con naturalezza, dare ragione a chi, secondo una metafora molto originale, riesce a pensare al calcio come la bandiera olimpica in cui ogni cerchio fa riferimento ad ogni singolo aspetto che caratterizza il gioco, ma tutti i cerchi sono uniti l’uno all’altro in uno stretto rapporto di interdipendenza. Risulta dunque impensabile credere di poter ottenere risultati senza “allenare” tutti gli aspetti che caratterizzano questo splendido sport di squadra. Uno di questi cerchi, possiamo dirlo con assoluta certezza, è senza dubbio relativo alla preparazione atletica, disciplina ma allo stesso tempo vera e propria passione.