LA NIKE CENTRA LO SPOT GIUSTO E RACCOGLIE PIU’ DELL’ADIDAS
Altra regola a venire messa duramente in discussione: essere (a caro prezzo) sponsor ufficiali di una manifestazione può anche dare meno eco mediatica rispetto a un concorrente che non ha stretto accordi istituzionali ma, semplicemente, propone se stesso.
DESTINO – Una ricerca della Nielsen ha concluso che, nonostante sia la Adidas lo sponsor tecnico ufficiale del mondiale di calcio, nelle settimane di vigilia la maggior eco mediatica sui social network, sui blog, nella conversazione globale di Internet, è stata riservata alla Nike. Che sponsor ufficiale non è, ma ha messo a punto – tramite i ragazzacci della Wieden+Kennedy, che inventa da sempre gli spot e le campagne della multinazionale americana – la campagna Write the Future, scrivi il futuro. Più che uno spot un mini-film che viaggia abbondamente oltre i 14 milioni di clic su YouTube, girato da Alejandro Gonzalez Iñarritu (Amores Perros, 21 Grammi, Babel). Lo spot è dedicato a un tema insolito per la pubblicità: il destino. E ci mostra il possibile futuro di campioni come Rooney, Ribery, Cannavaro, Cristiano Ronaldo, Drogba tramite flash-forward, balzi nel futuro immaginato da loro durante la partita: Rooney baronetto o inserviente relegato a vivere in una roulotte, statue dedicate a Cristiano Ronaldo in caso di vittoria, il vincente Ribery protagonista di un irridente spot-imitazione di una famosa vecchia campagna con Rooney. Morale (già nota alla saggezza degli antichi romani): il futuro lo scriviamo noi.
LUCAS – Un tema che ha affascinato il popolo della Rete, ancora di più di quello che appariva, sulla carta, un gol a porta a vuota: la Adidas infatti ha a caro prezzo convocato George Lucas per trasportare i suoi campioni (tra i quali Beckham) e anche un fan famoso come Noel Gallagher degli Oasis (comparsata speciale del rappr Snoop Dogg) nel vero bar di Guerre Stellari. Un capolavoro di tecnica digitale ma i clic sono meno di 3 milioni) nel quale Beckham e Harrison Ford giovane e i famosi extraterrestri recitano tutti insieme, ma che, spiega la Nielsen, ha fatto meno del mini-film Nike per restare impresso nel pubblico e far discutere.
ESEMPI – Un altro esempio di questo fenomeno, secondo l’autorevole BrandRepublic è quello della birra Carlsberg. Non è, a differenza della concorrente Budweiser, uno sponsor ufficiale del torneo ma grazie a uno spot molto riuscito (Saatchi & Saatchi) ha avuto maggior eco su Internet, secondo lo stesso studio. Un «colpo» non riuscito alla Pepsi che, tentando di spodestare lo sponsor ufficiale Coca-Cola aveva ingaggiato Messi, Henry e Kakà. Ma la Coca-Cola ha vinto la gara.
