IN QUESTO MONDIALE SI ASPETTA ANCORA DI VEDERE I VERI CAMPIONI
Sara’ l’ostico clima sudafricano o le nefaste vuvuzelas, o forse l’emozione dell’esordio combinata alla sindrome della sconfitta, fatto sta che le stelle del calcio mondiale finora sono state a guardare: il primo tratto del cammino di Sudafrica 2010 non ha riservato grandi emozioni. Gol e spettacolo latitano, a quattro giorni dal calcio di inizio del torneo. Il gol più bello – ed è quanto dire – è stato quello del ragazzo di Soweto, ala della nazionale sudafricana Lawrence Siphiwe Tshabalala (uomo partita Fifa), che ha battuto il portiere messicano Perez con un gran sinistro al decimo della ripresa. Ma – come direbbe Franco Califano – tutto il resto e’ noia. La Francia accusa una profonda crisi di popolarità con Raymond Domenech finito nella bufera e i suoi gioielli probabilmente ne hanno risentito: così Yoann Gourcuff rischia addirittura di perdere la maglia da titolare (al suo posto partirebbe Florent Malouda) per l’opaca prestazione contro l’Uruguay. Ribery – reduce dallo scandalo delle baby prostitute – si è rivelato inconsistente e neanche la carta di Thierry Henry è risultata quella vincente. L’Argentina di Diego Maradona – sulla carta una specie di Invincibile Armata – è passata di misura contro la Nigeria. Lionel Messi, il giocatore che più assomiglia al Pibe de Oro – si è dato molto da fare, illuminando la partita senza però concretizzare il suo impegno. Tante occasione sul piede della ‘Pulce’ ma zero gol. Non è andata meglio a Wayne Rooney, anche lui a bocca asciutta: l’attaccante che fa paura al mondo non ha trascinato la compagine inglese, incapace di andare oltre il pareggio (1-1)contro i cugini americani. Rooney non è in perfette condizioni fisiche ed è apparso particolarmente nervoso e irritabile tantoda fare arrabbiare Fabio Capello che già deve fare a meno dell’infortunato Rio Ferdinand.
Non ha ‘tradito’ invece StevenGerrard andato a segno al quarto minuto ma poi è finita lì. La pattuglia dei campioni in crisi creativa si allunga perchè pure la performance di Marek Hamsik con la Slovenia si è dimostrata ben lontana dagli standard ai quali ha abituato il pubblicopartenopeo. La Serbia contava molto su Dejan Stankovic, reducedalla triplete con l’Inter, ma ha sofferto e perso con il Ghana. Molte le speranze del Camerun che – per il suo esordio – si sentiva forte di un altro protagonista della scena del calcio, Samuel Eto’o, pedina insostituibile nell’Inter tre volte campione. Speranze al momento naufragate sotto il peso di una pesante sconfitta nella partita contro il Giappone.
L’Italia di Lippi ha trovato in Daniele De Rossi il suo leader, in Simone Pepe la rivelazione e in Riccardo Montolivo un adeguato sostituito dell’infortunato Andrea Pirlo. Ma i lampi di genio sono stati davvero pochi in una squadra che non ha molto di geniale. Se Atene piange, Sparta non ride: gli olandesi di Lambertus ”Bert” van Marwijk hanno vinto con l’Australia ma non hanno convinto affatto. Wesley Sneijder non è al top della condizione, mentre si attende il ritorno di Arien Robben non prima di una settimana. E’ arrivato il giorno del Portogallo e soprattutto quello di Cristiano Ronaldo: neanche lui ha trovato la via del gol e la partita contro la Costa d’Avorio è scivolata via tra uno sbadiglio e l’altro, concludendosi a reti inviolate. Poteva essere un grande match con il confronto tra Ronaldo e Didier Drogba ma l’infortunio dell’ivoriano ha di certo compromesso la sua prestazione. Lui è entrato in campo ma con un tutore al braccio, dimostrando coraggio e abnegazione che però non sono bastati.
Debutto agrodolce per il Brasile di Dunga che vince (2-1) senza mai domare la Corea del Nord. Piccola beffa per Julio Cesar che subisce un gran gol di Ji Yun Nam. A spianare la strada ai verdeoro è Maicon, terzino con il vizio del gol. Kaka’ viene invece sostituito da Dunga il quale precisa che il cambio era previsto in quanto il giocatore non è pronto per disputare i novanta minuti. La squadra più prolifica è – al momento – la Germania ma l’ora dei campioni non è scoccata e lo spettacolo deve ancora cominciare.
