LA GERMANIA PIENA DI GIOCATORI NON TEDESCHI
Dei 23 atleti convocati dal ct Joachim Loew, infatti, ben 11 vantano radici all’estero, con 8 Paesi rappresentati, che salgono a nove se si include anche la Germania. Più della metà dei giocatori, inoltre, sono nati fuori dai confini tedeschi oppure hanno almeno un genitore non-tedesco. Tra gli uomini di Loew si mescolano polacchi, bosniaci, spagnoli, ghanesi, nigeriani, tunisini e turchi. A sottolinearlo è anche il “Secolo d’Italia secondo il quale questa Nazionale “prefigura l’essenza stessa di una nuova Europa unita”. E inoltre ” i Campionati del Mondo diventano un’occasione per capire quanto lo sport possa fare per favorire il dialogo tra culture che si ritrovano sotto la stessa bandiera”. Un’occasione che l’Italia, invece, non ha saputo cogliere lasciando a casa proprio Mario Balotelli, il ragazzo di origine ghanese di appena vent’anni, spesso fischiato e oggetto di pesanti insulti razzisti per il colore della sua pelle che aveva messo d’accordo tutti ed era stato invocato un paio di mesi fa persino dalla “Padania”, che aveva sdoganato la nazionale multietnica degli azzurrini di Casiraghi. “Ogbonna, Okaka e Balotelli sono italiani a tutti gli effetti. Sono nati nel nostro paese, qui hanno studiato, qui hanno imparato i primi rudimenti del calcio. Da decenni, dappertutto, certi pregiudizi sono superati”, scriveva il quotidiano della Lega Nord che puntava sulla “generazioneBalotelli” in quanto rappresentante dell’ossatura dell’Italia di domani.
