IL GOL: PROTAGONISTA INCREDIBILMENTE POCO PRESENTE AL MONDIALE
Certamente la quantità di reti non è strettamente legata alla qualità dei match, ma le partite ricche di gol in genere appassionano i tifosi e regalano grosse emozioni. Se si fa un raffronto con le ultime due edizioni del Word Cup si può notare che a questo punto del torneo nel 2002 le reti totali segnate erano già 98 e nel 2006 erano 87, mentre in questo mondiale sudafricano sono scese a quota 77. Tutto ciò nonostante l’incentivo della differenza reti generale come parametro discriminante nel caso di parità, che dovrebbe determinare una maggiore spinta all’attacco per le compagini mondiali. Unica partita ad aver dato l’emozione di una vera goleada è stata quella tra il Portogallo, che ha segnato ben sette reti, e la Corea del Nord.
Quello che maggiormente stupisce sono le difficoltà incontrate dalle grandi squadre, considerate ormai big. Non è facile riuscire ad interpretare questi cambiamenti perché le motivazioni possono essere diverse. Molti team hanno puntato sulla solidità del gruppo, sulla capacità difensiva, come ad esempio il Brasile e l’Olanda, altri non sono stati capaci di proiettare in avanti il proprio potenziale offensivo, altri ancora hanno mostrato dei limiti, come la nostra Italia, o la Francia e l’inghilterra.
Le uniche squadre che hanno cercato di esprimere un calcio piacevole, ma anche fecondo a livello di risultati, sono state l’Argentina e la Germania, alle quali si potrebbe aggiungere anche il Cile, che però a differenza delle altre due si è rivelato troppo sprecone.
Accanto a queste motivazioni probabilmente c’è anche una crescita di quelle compagini finora considerate minori, o comunque non rientranti nel gruppo dei big.
A riguardo si possono considerare formazioni come Nuova Zelanda, Algeria e Slovenia, che hanno reso complicata la vita agli “squadroni”.
