PER IL CALCIO SENZA PASSIONE DEGLI AZZURRI SI E’ SCOMODATA LA PSICOLOGIA
La dottoressa ha precisato ancora “sono scesi in campo impauriti, tesi ed agitati al punto che ora avranno bisogno di essere seguiti per evitare il ripetersi di queste situazioni anche in futuro – ed ha ancora proseguito – erano bloccati dalla paura, incapaci di reagire e con un’ansia paralizzante e se non supereranno la vergogna e la paura, queste si ripresenteranno nelle loro prestazioni sportive future mettendo in pericolo la carriera calcistica e non solo”.
Il parere è evidentemente quello di un’esperta e non può essere messo in discussione, ma un po’ di scetticismo è d’obbligo. Che una manifestazione come quella del mondiale possa creare tensione lo si da per scontato e di conseguenza anche che possa portare a giocatori e allenatori stress e ansia, ma per circa settanta minuti, durante la partita con la Slovacchia, quando ormai la situazione era disperata gli azzurri non sono sembrati più né ansiosi né stressati, hanno giocato inseguendo disperatamente una vittoria che era lontana, in quei minuti non c’era più il mondiale, la stampa, gli ingaggi record, i contratti pubblicitari, mancava tutto ciò che regola il calcio e che del calcio non fa parte, in campo erano rimasti undici giocatori, senza alcun problema psicologico, che hanno lottato con passione per vincere. Allora l’augurio è che di questo 19° mondiale sudafricano rimanga solo il ricordo di quei minuti, che dopo tutto disturbare la Psicologia per una pessima partita sembra esagerato.
