SNEIJDER: I SUOI CONCITTADINI LO ASPETTANO CON LA COPPA IRIDATA
Ma è ad Utrecht che la febbre mondiali bolle come l’aria. Perchè è qui, nel quartiere operaio di Ondiep, che è nato e cresciuto Wesley Sneijder. Lo stesso di un certo Marco Van Basten. Il primo club di Sneijder si chiamava Dos, raccontano i vecchi del quartiere, ma ora si è fuso con altre due società dando vita al Dhsc. In Anton Geesinkstraat è il Cafè Murk, il centro della vita calcistica: il pub in cui anche Wesley andava a giocare a biliardo e a farsi una birra. Alle pareti la foto di una formazione giovanile e una maglia col suo nome. “Lui è ancora uno di noi, la sua casa non c’è più ma non può dimenticarsi di passare qui”, dice il rosso Hennie. Evert e Bep, che quando possono danno una mano a mandare avanti la scuola calcio, alzano la posta: “Ci aspettiamo che venga a trovarci per farci vedere la Coppa del Mondo. In fondo è da qui che è partito per conquistarla”.
