MESSI, RONALDO E KAKÀ: LE GRANDI DELUSIONI DEL MONDIALE 2010
Kaka’, Cristiano Ronaldo, Messi: nomi da Pallone d’Oro (l’hanno vinto negli ultimi tre anni), che avrebbero dovuto essere anche i grandi protagonisti del Mondiale. Invece lo sono stati al contrario, nel senso che primeggiano nella classifica delle grandi delusioni.
Il brasiliano, reduce da una stagione tormentata nel Real Madrid, soltanto dopo l’eliminazione della sua squadra ha ammesso di aver disputato un torneo in condizioni menomate, diagnosi confermata anche dal medico della Seleçao Jose’ Luiz Runco, che ha parlato di un Kaka’ ”al 70-80%”. Ronaldo e’ tornato al gol con la maglia del Portogallo, contro la disastrosa Corea del Nord sepolta sotto 7 reti, ma per il resto non ha mai inciso sui destini della sua selezione, come del resto gli era gia’ successo in passato. Avrebbe dovuto condurre i suoi al trionfo contro i ‘cugini’ della Spagna, invece e’ tornato a casa fra mille rimpianti. Si consola con la nascita del primo figlio, Cristiano Ronaldo junior.
Messi e’ stato stranamente inserito dalla Fifa nella lista dei dieci calciatori da votare per eleggere il migliore del Mondiale, ma si tratta di una scelta errata, dettata forse dal fatto che la federazione calcistica internazionale ed il n. 10 dell’Argentina hanno lo stesso sponsor tecnico. La realta’ dice che Messi, comunque riempito di botte dai difensori avversari, ha giocato da par suo solo nel primo match contro la Nigeria, poi e’ progressivamente sparito, ed in Sudafrica non ha mai segnato. Continua ad avere due volti, quello di quando gioca nel Barcellona e l’altro di quando veste la maglia dell’Argentina.
Un posto fra i protagonisti mancati spetta di diritto anche a Rooney, che avrebbe dovuto essere l’eroe dell’Inghilterra e invece l’ha trascinata a fondo, alla pari con Gerrard. E’ probabile che dopo questo Mondiale i tifosi inglesi non abbiano piu’ la faccia tosta di definirlo il Pele’ bianco, ma rimane il dubbio che anche lui sia arrivato in Sudafrica in condizioni fisiche imperfette: lo United lo ha fatto giocare anche quando non avrebbe dovuto, per via dei problemi ad una caviglia.
Cannavaro e De Rossi sono i simboli della delusione forse piu’ grande, chiamata Italia assieme alla Francia dell’altro ‘uomo-disastro’ Ribery . In particolare il capitano azzurro e’ stato preso di mira dalla critica, ma i suoi errori non potevano passare inosservati. Il romanista ha replicato in Nazionale, nonostante la rete segnata al Paraguay, la stagione incolore nella sua squadra, durante la quale aveva comunque stabilito il proprio primato personale di gol. Ma tutto cio’ non e’ bastato.
Felipe Melo e’ il simbolo del fallimento del Brasile, il suo campionario di errori contro l’Olanda e’ costato l’eliminazione di una squadra che, al pari della Spagna, alla vigilia era la grande favorita. Tornato in patria si e’ rinchiuso in una villa di Buzios, la St. Tropez brasiliana, ma sara’ meglio che torni al piu’ presto in Italia: per lui a Rio sara’ difficile circolare, hanno tentato di aggredirlo fin dal momento dell’arrivo in aeroporto assieme ai compagni.
Infine Eto’o e tutta la nazionale de l Sudafrica , esempi viventi che questo non e’ stato affatto, sul campo, il Mondiale dell’Africa. L’interista non ha avuto adeguata collaborazione dei compagni del Camerun, mentre i Bafana Bafana hanno raccolto quanto meritavano, visto che erano una squadra scarsa ed il ct Parreira non poteva fare miracoli. Sarebbe servito un Messia, come disse andandosene il precedente tecnico Joel Santana.
