BILANCIO NEGATIVO PER LE NAZIONALI AFRICANE, MA SI SALVA IL GHANA


Però l’amarezza per l’eliminazione non si è ancora placata, al punto che i dirigenti della federazione hanno ufficialmente chiesto alla Fifa di rivedere i criteri per l’assegnazione dei gol: il fallo di mano col quale l’uruguaiano Suarez ha fermato sulla linea il colpo di testa di Adiyah all’ultimo minuto dei supplementari (il relativo rigore è poi stato sbagliato da Gyan) negli auspici dei dirigenti ghanesi dovrebbe diventare il grimaldello per cambiare d’ora in avanti la regola e assegnare direttamente il gol, in casi come questo. La richiesta della federazione è un tentativo di risarcimento morale: resta la beffa di un Mondiale in cui le Stelle Nere sono arrivate a un passo dalla semifinale, risultato storico per un’africana.

Ma in Ghana si dibatte almeno di questioni tecniche. Per le altre cinque squadre, tutte uscite al primo turno, le questioni all’ordine del giorno sono molto più scabrose. La situazione peggiore è quella della Nigeria. Rientrato per l’intervento della Fifa il proposito del presidente della repubblica Goodluck di cancellare l’attività della nazionale di calcio per due anni, si è scoperto un caso di corruzione. Tre alti dirigenti della federazione sono stati licenziati e un quarto – il segretario generale – potrebbe presto perdere il posto: sono tutti sotto inchiesta col sospetto di avere distratto fondi “per milioni di dollari”, secondo la commissione contro la corruzione politica ed economica. Anche in Camerun la disfatta dei Leoni al Mondiale è finita in Parlamento, per l’interrogazione di un gruppo di deputati, che chiedono “un’inchiesta sull’eliminazione nella fase a gironi”. Nel frattempo, in attesa di conoscere il nome del successore di Le Guen – Matthaeus avrebbe declinato l’offerta – il tentativo in corso è quello di reclutare un nuovo portiere, Itandje, in teoria convocabile anche dalla Francia.

Aspetta notizie dalla Costa d’Avorio, Eriksson, che però al Mondiale ha fallito, così come Saadane non nasconde le divergenze con la federazione algerina: tra i potenziali sostituti c’è Madjer, noto da giocatire come “Il Tacco di Allah”. Quanto al Sudafrica, si consola col successo d’immagine del paese ed è una bella consolazione. Ma la nazionale ha già voltato pagina: Parreira è tornato in Brasile e il suo vice Mosimane lo ha già rimpiazzato. Il minimo comune denominatore è che la maggior parte delle federazioni africane, dopo avere largheggiato, ora deve tirare la cinghia: il Marocco, che al Mondiale non c’era, si è accorto che i 3 milioni di euro annui accordati al nuovo ct Gerets sono troppi e la vicenda si è ormai trasformata in un caso nazionale.