BALOTELLI EROE IN “BUUU” PER DIRE NO AL RAZZISMO
Della vita di Balotelli ci si serve nel libro perché è da lui che si parte per parlare di razzismo. Se Balotelli si ritrova a giocare in Inghilterra, ahimè, una ragione purtroppo c’è. E non c’è da esserne fieri. Vada per il genio calcistico ammirato anche oltralpe ma a spingerlo lontano dall’Italia sono stati anche gli inquietanti cori razziali ascoltati nei nostri stadi festanti al grido di “Se saltelli muore Balotelli”. Nel libro quindi Balotelli c’è ed è proprio da lui che si inizia, da un gol realizzato nello stadio del Real Madrid e prosegue con l’incontro con il protagonista di “Buuu”, Elio. Esattamente come Mario, Elio, che da tutti si fa chiamare Jack, è un bimbo adottato. Come Mario, anche Elio è un vero asso del pallone. Questo ragazzino, però, ha una malformazione rarissima, il sangue pigro. Nel senso che non va in salita. Per questo motivo Jack può stare solo a testa in giù. La sua vita è al contrario rispetto a quella degli altri e anche giocare a calcio lui lo fa diversamente dagli altri. Infatti, invece di usare i piedi usa le mani aiutandosi con piccoli tacchetti di legni. Il bello di tutto ciò è che Elio è il più bravo della sua banda di amici, quello che fa sempre gol. Il momento del gol è esaltato da Garlando perché come dice lo stesso autore ai suoi lettori (mini e non), ti costringe all’abbraccio: “Tra un buuu e un gol corre la lunga strada della nostra civiltà”. Nel libro racconta quindi un mondo fatto di bullismo e di follia ultrà fatta di insulti e di pregiudizi senza fine ma anche di un mondo in cui sarà Mario ad aiutare Jack a trovare “un posto là dove non vogliono stranieri in squadra e solo italiani con la testa a nord”. “Buuu” è un libro per tutti.
