DOHA E’ PRONTA PER IL MONDIALE DEL 2022


Infatti il Qatar come destinazione turistica proprio non lo si conosce. Di questa piccola penisola si conosce quasi esclusivamente l’aeroporto di Doha dove si fa scalo prima di ripartire per l’Australia o in direzione Oriente. Viene da chiedersi in quanti assisteranno dal vivo al campionato del mondo e quanti sceglieranno di rimanere a casa. E invece, le sorprese potrebbero essere molte. Leggere per credere, perchè Doha non è solo una grande capitale del commercio ma ha tante cose da vedere.

Il nome racconta non tanto il passato, quanto il presente e futuro della città. Fino a sessant´anni fa era un villaggio di pescatori, circondato dal deserto e chiamato Al-Bidda. Nel 1971, quando l´emirato ottenne l´indipendenza dalla Gran Bretagna, diventò la sede del governo e venne chiamata Doha. In arabo, significa “luogo con alberi e fiori”. Ora è una metropoli in continua espansione, con superstrade, grattacieli, sedi di multinazionali. Ma anche molti alberi e fiori. Se ne vedono ovunque: nelle aiuole, nei parchi, lungo la splendida corniche che costeggia il mare. Ma crescono su una terra che viene da lontano, che è stata sostituita alla sabbia del deserto di cui ancora rimangono tracce.

La prima sorpresa è il MIA, il grande Museo di Arte Islamica, inaugurato poco più di un anno fa. Come la terra su cui crescono gli alberi e i fiori di Doha, anche questo «museo scultura», come l´ha definito il progettista, l´americano I.M. Pei, è cresciuto su qualcosa che prima non c´era, un´isola artificiale realizzata per ospitare l´edificio separato dalla città, sospeso come un Partenone religioso e culturale, collegato al lungomare da un ponte. Un ponte tra passato e futuro. Non ospita la più grande collezione di arte islamica al mondo, ma certamente la più preziosa. Con le sue tavole, i manoscritti, le ceramiche, i tessuti, copre seicento anni di storia e i tre continenti dove è arrivata la cultura islamica: l´Africa, l´Europa e l´Asia.
L’altra sorpresa di Doha è il suq Waqif: vecchio di secoli, non lontano dal porto, è da poco stato restaurato. Nei vicoli coperti, nelle stradine intonacate, si trova di tutto: gioielli, spezie, tessuti, alimentari, falchi ammaestrati; sulla via centrale si affacciano bar e ristoranti. Per chi ama invece lo shopping, Doha è il regno dei centri commerciali. Uno dei più grandi è “Villagio” di Al Waab Street di fronte alla Sport City, il quartiere delle strutture sportive. All´interno si trovano tutte le più prestigiose firme e un lungo canale percorso da gondole che rende omaggio a Venezia.
Ma c’è ancora tanta cultura a Doha: vale la pena di visitare, sulla corniche, il Qatar National Museum, la Government House e l´Ethnographic Museum di Grand Hamad Street. Un consiglio per i viaggiatori: a Doha sono rari i mezzi pubblici, ideale per spostarsi è il taxi, i guidatori sono gentili e la tariffa è molto economica.