ORGOGLIO INGLESE: IL CRAWLEY SFIDA IL MANCHESTER UNITED


“Per la prima volta in diciassette anni, una squadra del campionato dilettanti inglese riesce a qualificarsi per gli ottavi di finale della F. A. Cup, la Coppa d’Inghilterra, che da queste parti è considerata un trofeo importante quasi quanto il campionato di massima serie (e per alcuni vale anche di più). E’ il Crawley, che ha sconfitto sabato per 1-0 il Torquay, una squadra di quella che noi chiameremmo la serie C, comunque professionistica, in una gara tesa, scorretta, cattiva, durissima. E chi ha trovato il Crawley nell’urna del sorteggio, effettuato ieri, per il prossimo turno? Golia. Ovvero il Manchester United, campione in carica della Premier League, corazzata del football nazionale. “E’ il sorteggio che sognavamo”, dice Steve Evans, l’allenatore del Crawley. “Si giocherà a Manchester, all’Old Trafford, si decide tutto in 90 minuti e in una partita secca tutto in fondo è possibile. Noi ci andremo per vincere, ci proveremo”.

Sembra, difficile, sulla carta, che la favola possa continuare. Mai, nell’intera storia della Coppa d’Inghilterra, una squadra dilettanti ce l’ha fatta ad accedere ai quarti di finale del torneo. E’ proprio questo, tuttavia, che fa amare agli inglesi la F. A. Cup quasi più della Premier League e di ogni altra competizione nazionale o internazionale. Perché alla Coppa d’Inghilterra partecipano tutti: le squadre della Premier League, come dire della serie A italiana; le squadre dei tre campionati della Football League, che si possono paragonare alla serie B e ai vari gironi della serie C nostrana; e poi le squadre della Conference League, ossia i dilettanti. In teoria, la squadretta di un quartiere, una squadra “del bar” o quasi, può sfidare e battere, o almeno sperare di battere, i professionisti della massima serie. E’ questa la bellezza della Coppa.

Il Crawley, squadra di una cittadina del West Sussex, nel profondo sud dell’Inghilterra, davanti al canale della Manica, non è una squadretta da bar. L’allenatore del Torquay, la squadra semi-professionista, insomma di serie C, che sabato è stata eliminata nello scontro diretto nei sedicesimi di finale, ha fatto notare che il Crawley “ha speso dieci volte più di noi” per tesserare i suoi giocatori. E non a caso è secondo in classifica, alle spalle di Wimbledon, nel suo campionato di Conference League, con la prospettiva di essere dunque promosso nel girone superiore, in Football League, trai semi-professionisti, nella prossima stagione.

Ma per ora è un piccolo Davide. Non accadeva dal 1994 che una squadra dilettanti arrivasse agli ottavi della Coppa d’Inghilterra, perché le favole sono possibili ma si realizzano di rado nella realtà. Ed è soltanto la sesta volta nella storia della Coppa che un club dilettanti si qualifica per gli ottavi. Di sorprese, nella F. A. Cup, ce ne sono spesso: il Manchester City di Roberto Mancini, per esempio, ha rimediato soltanto un pareggio contro il Notts County, e poteva perdere: dovrà rigiocare, a Manchester, per passare il turno e andare pure lui agli ottavi. Ma sorprese come una sfida agli ottavi trai i Red Devils di Alex Ferguson, trai campionissimi del Manchester United, e gli sconosciuti dilettanti del Crawley è decisamente rara. Sembra scritta da uno sceneggiatore, per un film. Vedremo come andrà a finire”.

Fonte: repubblica.it