TORNEO DELLE REGIONI: TUTTE LE GARE 2ª GIORNATA JUNIORES


Di seguito tabellini e cronache di tutte le gare della 2^ giornata.

Girone 1

BASILICATA-UMBRIA 2-3
BASILICATA: Brancale 5; Colangelo F. 6,5, Notari 6, Papaleo 6, Marchese 6 (al 11′ st Bacioterracino 6 ); D’Amelio 6, Sabato 6, Cipriano, Di Tolve 6 (al 22′ st Magliano 6); Sacco, Colangelo M. 6,5 (al 31′ st Serritella 6) A Disp.: Salluce, Argenti, Vaccaro P.,Vaccaro G., Dell’Erba, Affuso. All. Dimase.

UMBRIA: Schiaroli; Angeluzzi 6, Barlozzi 5,5, Storti 6 (al 2’st Ianuzziello), Belfiore 6,5; Sportoletti 6 (al 5’st Bartoccini ), Izloufa 6,5 (40’st Gerarchini s.v.), Giorgini; Berradi (al 9’st Ouri Ekatomin Guy 7 ), Biscaro Parrini 7 (31’st Tascini 6), Pastorelli 6,5. A disp.: Passeri, De Santis, Kola, Nonni,. All. Mancini.
ARBITRO: Fontemurato di Roma 2.
ASSISTENTI: Santoro e Barnabei di Roma 1.
MARCATORI: 10′ pt Pastorelli (U), 22′ pt Izloufa (U), 39′ pt Colangelo M. (B), 17′ st Bartoccini (U), 35’st Sacco (rig. U).
NOTE: Ammoniti per la Basilicata D’Amelio e Sacco, per l’Umbria Barlozzi. Espulso al 39′ st Barlozzi (U) per doppia ammonizione e al 47′ st Notari (B) per gioco scorretto. Recupero 1′ pt e 5′ st.

L’Umbria di mister Mancini vince con merito una delle gare più inense e combattute di questo Torneo delle Regioni, dimostrando ancora una volta che chiunque voglia vincere nella categoria juniores dovrà fare i conti con lei. Nonostante tutto non ne esce ridimensionata neanche la Basilicata, brava a crederci fino alla fine e penalizzata forse oltremodo anche da due interventi non proprio perftti del portiere Brancale sul primo e sul terzo goal. Dal primo secondo di partita è subito sfida senza esclusione di colpi ed il primo squillo di tromba è di marca umbra: sinistro dal limite del bomber Biscaro Parrini e palla di poco a lato. L’Umbria almeno inzialmente sembra averne di più e al 10′ passa inaspettatamente in vantaggio su calcio di punizione di Pastorelli, botta dal limite e Brancale è costretto a raccogliere la sfera in fondo al sacco. La Basilicata accusa il colpo e fatica a riorganizzarsi, anche perchè Sacco e Michele Colangelo sono arginati con facilità da Barlozzi e Belfiore. II ragazzi di mister Mancini allora lzano il ritmo e con maggior qualità arrivano al tiro prima con il solito Biscaro Parrini e poi con Pastorelli. Al 22′ però a trovare il jolly è Said Izloufa, che ruba palla a centrocampo se la porta sul sinistro e rasoterra batte ancora Brancale. Il doppio vantaggio sembra forse una punizione eccessiva per i lucani che alzano le due ali a sostegno di Michele Colangelo e cercando di chiudere l’Umbria nella propria metà campo. Le conclusioni in porta non arrivano ma la mole di gioco aumenta ed infatti al 39′ la Basilicata raccoglie il frutto dei suoi attacchi quando Michele Colangelo su assist splendido di D’Amelio trafigge Schiaroli di collo destro. Si va così al riposo e nella ripresa le due squadre tornano in campo ancora più battagliere. A far capire che il secondo tempo sarà una battaglia ci pensa subito Berradi, al 1′ botta da trenta metri e palla che colpisce la traversa sbatte sulla linea ed esce incredibilente. I capovolgimenti si susseguono e 5′ dopo è il turno di Di Tolve, che tutto solo davanti a Schiaroli manda alto di testa il cross meraviglioso di Sabato. Mancini capisce che è tempo di cambiae ed inserisce subito in avanti Ouri Ekatomin, che si piazza subito sulla sinistra per dar man forte a Biscaro Parrini. I primi risultati del cambio si vedono al 16′ quando proprio Biscaro Parrini recupera palla al limite dell’area serve la corrente Bartoccini che calcia di destro ma sulla linea salva Francesco Colaneglo. Il centocampista umbro però non demorde e solo sessanta secondi dopo sigla la terza rete inilando di testa un perfetto lancio dalle retrovie. Calato il tris l’Umbria gioca con più scioltezza ma nel finale Barlozzi commette fallo su Papaleo in area e per l’arbitroè rigore. Batte Sacco che fredda Schiaroli riportando sotto i suoi. Barlozzi 2′ dopo la combina ancora grossa facendosi espellere per doppia ammonizione e gli ultimi miuti di gioco diventano incandescenti. La Basilicata si butta in avanti più con la forza dei nervi che con ordine, riuscendo solo ad impensierire la retroguardia umbra con lunghi lanci dalla difesa. Finisce così 3-2 per l’Umbria, che completa una giornata meravigliosa per i proprio colori portandosi a 6 punti nel girone e candidandosi per un ruolo da protagonista.


MARCHE – PIEMONTE V. A. 1-3
MARCHE: Palmieri 6,5; Borgognoni 6, Cerquozzi 5,5, Atitallah 5, Perucci 6; Montanari 6 (dal 35′ st Balducci sv), Cennerilli 5,5, Trillini 6, Piermattei 6,5; Lazzarini 7, Pesaresi 6,5 (dal 25′ st Tulli 5,5). A disp.: Moscatelli, Aquilanti, Borgiani, Durazzi, Islami, Macrolei, Piccinini All.: Cremonesi.
PIEMONTE V. A.: Trisconi 8, Iulini 6,5, Roccia 6, Lovreglio 6,5, Chieppa 6; Vacirca 6,5 (dal 24′ st Caracciolo 6), Sinisi 6,5, Giacosa 5,5, Armao 5,5 (dal 37′ st Peraudo sv), Cabrini 7 (dal 44′ st Riorda sv); Piermattei 7. A disp.: Donetti, Crispo, Manolio, Peraudo, Quatella, Riorda, Valsania. All.: Covezzi.
MARCATORI: Cabrini (P) al 10′ pt, Pesaresi (M) al 15′ pt, Vacirca (P) al 32′ pt, Tiboni (P) al 44′ st.
NOTE: ammoniti Palmieri (M) al 23′ pt, Atitallah (M) al 43′ pt, Cennerilli (M) al 21′ st, Armao (P) al 32′ st, Peraudo (P) al 41′ st. Angoli 6-4. Fuorigioco: 1-1. Recupero: 1′ pt 5′ st. Spettatori: 400 ca.

Primo tempo spettacolare, secondo soporifero. E’ questa in sintesi Marche – Piemonte, che se fino al 45′ hanno acceso le tribune del Comunale di Supino, nel secondo sono calate vistosamente. La spunta il Piemonte, che entra in campo più determinato e, soprattutto, si ritrova in casa un Trisconi in giornata di grazia, autore di almeno quattro interventi determinanti. Partenza rabbiosa dell’undici di Covezzi, decisi a cancellare il prima possibile il ko contro l’Umbria. La prima vera palla gol è però delle Marche, con Piermattei che si vede parare da un super Trisconi la conlusione dal limite dell’area. Il Pimeonte, però, non si fa intimorire e al 10′ è già in vantaggio con Cabrini, che si infila in velocità tra i due centrali avversari e con un elegante tocco sotto beffa Palmieri. Gioia effimera, che dura pochissimo. Perché al 15′ la difesa biancorossa si fa trovare impreparata sul traversone di Lazzarini e per Pesaresi è un gioco da ragazzi mettere dentro. E buon per i piemontesi che Trisconi si supera sessanta secondi dopo, quando nega ancora una volta la gioia personale, e soprattutto la rete del vantaggio, ancora al numero 11 marchigiano. Il match viaggia su ritmi altissimi, Palmieri è costretto agli straordinari per fermare Tiboni in uscita. La velocissima punta del Verbania è inarrestabile però al 32′, quando si beve due avversari sulla destra e pesca tutto solo Vacirca sul secondo palo. Per l’esterno è un gioco da ragazzi mettere dentro per il nuovo vantaggio. Le Marche reagiscono e prima della fine del primo tempo Trisconi deve ancora superarsi, per deviare in angolo una gran conclusione di Montanari, con un colpo di reni eccezionale. La conferma che il numero uno sia il protagonista assoluto di questo primo tempo al 41′, quando ferma ancora Lazzarini, presentatosi tutto solo in area, con il quarto intervento di grandissimo spessore. Nella ripresa la velocità del match cala inevitabilmente e nessuna delle due rappresentative riesce ad essere incisiva negli ultimi sedici metri. Le squadre reclamano un rigore a testa: le Marche al 26′ iper un contatto dubbio tra Trillini e Borgognoni che dalle tribune sembrava esserci tutto, il Piemonte al 39′, per un fallo di mani evidente di Cennerilli. Poi, ad un minuto dal termine, Tiboni, dopo uno scambio con Chieppa, chiude i giochi, Trisconi compie l’ennesimo miracolo su Balducci e il Piemonte può sperare ancora.

Girone 2

TOSCANA-LOMBARDIA 1-0
TOSCANA: Bindi 8; Bugliani 6, Biondi 7, Bonacchi 7, Elmi 6.5; Iobi 5.5 (24’st Fontani 5.5), Guelfi 7, Lunghi 5.5 (12’st Mariani 6), Casini 6 (38’st Cocci sv); Domenichini 6 (44’pt Kodraziu 6.5), Lucatti 7.5 (31’st Manganiello sv) A disp: Angeli, Manganiello, Segni, Vezzi, Barbetti. All: Manelli.
LOMBARDIA: Catena 5.5; Gallicchio 6, Bosna 6, Bonardi 5.5, Santambrogio 5.5, Giacomelli 5 (5’st Lasagna), Piccinini 5.5, Baldassare 5, Bosis 6, D’Aniello 4.5, Crea 5.5 A disp: Lucini, Giunti, Marchi, Ryah, Teofilo, Tresoldi All: Ardemagni.
ARBITRO: Carbonari di Roma 1, assistenti: Pittirutti e Ardanese di Roma 1.
MARCATORE: 19’Lucatti (T).
NOTE: ammoniti: Crea, Santambrogio, Barbetti (L), Casini (T) Calci d’angolo 1-3 (0-1), minuti di recupero 1’pt e 5’st. Al 33’st D’Aniello (L) fallisce un calcio di rigore.

I ragazzi di Manelli vola a quota sei punti grazie al successo sulla Lombardia.Il match di vitale importanza per la qualificazione per i ragazzi di Ardemagni si fa subito in salita perché col primo tiro in porta la Toscana passa. Guelfi calcia una punizione affilata dai 20 metri che incoccia sotto la traversa, sbatte sulla linea, e finisce sulla testa di Lucatti che insacca indisturbato. La reazione lombarda è veemente ma poco precisa, perché gli avversari riescono bene a fare schermo. In pratica Bosis, l’uomo più pericoloso dei suoi,non riesce ad avere palloni giocabili. Al 40′ i lombardi arrivano al tiro con Gallicchio che sfrutta un calcio di punizione di Bosna e con una semirovesciata, piuttosto debole, impegna il portiere alla presa bassa, ed un minuto più tardi Lucatti servito in profondità sulla sinistra da Guelfi esplode un sinistro che centra il palo del portiere. Quando riparte la Toscana è pericolosa: Guelfi dalla destra tenta il cross, la palla finisce sul lato opposto a Kodraziu che serve Lucatti. Destro, palla bloccata da Catena e fine primo tempo. L seconda frazione di gioco si apre come un circo degli orrori: tante palle sprecate, molti falli ed in pratica non si gioca per almeno un quarto d’ora. La palla gol della Lombardia arriva al 17′ ed è realmente fortuita visto che si tratta di un cross che sbatte prima sulla pancia di Biondi, poi sulle gambe di Bindi e viene spazzata via prima che possa nuocere. Col passare dei minuti la Lombardia alza il baricentro, ma non riesce ad andare oltre ad una incursione tutta potenza di Bosis, sventata da Bindi in uscita bassa ed un fiacco destro di Crea dal limite, bloccato dal portiere. Decisamente più pericoloso il destro di Gallicchio dai venti metri che esce di un metro sulla sinistra di Bindi. Il livello del gioco, comunque, non aumenta. Il tempo scorre senza particolari fino al rigore per la Lombardia preso da Bosna: D’Aniello calcia centralmente e Bindi para. Il portiere toscano si esalta anche sulla botta di destro al volo di Bosis al 41′, e anche al 48 quando respinge nuovamente una conclusione a centro area a botta sicura dello stesso bomber lombardo.L’occasione chiude il forcing finale della Lombardia ed anche il match, dopo cinque di recupero.


TRENTINO ALTO ADIGE – SICILIA 2-1
TRENTINO ALTO ADIGE: Stefania 6; Moresco 6, Ohnewwein 6.5, Pramstaller 6.5, Trainotti 7; Etthairi 6.5 (dal 5′ st Lazzeri 6), Gilardi 6 (dal 37′ st Bommassar 6), Hila 6, Berteotti 6 (dal 21′ st Zadra 6); Orfanello 7.5 (dal 25′ st Dallapè), Kabilo . A disp.: Prezzi, Agostini, Demattè, Prezzi, Palfrader, Piccoli. All.:Maran.
SICILIA: Linguaglossa, Alma, Tarantello G., Campanella (dal 36′ pt Puzone), Li Greci (dal 40′ pt Mento), De Carlo, Beninati, Cricchio (dal 17′ st Ousmane), Paterniti, Alessandro (dal 36′ st Ventura), Caputa. All.: Valenti.
ARBITRO: Garelli di Ciampino.
ASSISTENTI: Popolla e Leonarduzzi di Ciampino.
MARCATORI: 20′ pt Orfanello (T), 28′ pt Caputa (S), 36′ Trainotti (T).
NOTE: ammoniti Cricchio (S), Alma (S), Beninati (S), Paternità (S), Moresco (T); corner 4-3 (1-0) per il Trentino Alto Adige.

Nel big match del campo di Segni le due squadre non fanno aspettare molto il pubblico per dare vita ad una gara vibrante, ricca di gol e a tratti nervosa.
Schemi speculari: entrambe fanno del 4-4-2 classico un biglietto da visita anche se i settentrionali in fase d’attacco si sbilanciano maggiormente con Etthairi. Il Trentino sul binario destro mette in crisi gli avversari e le prime avvisaglie arrivano già dopo 2′; Etthairi crossa al centro dove si coordina per il colpo di testa al volo Kabilo, in ritardo di pochissimo. Al 20′ ecco la gemma di Orfanello: l’attaccante riceve dal limite dell’area e lascia partire un siluro rasoterra angolatissimo ed imprendibile per Linguaglossa. La selezione di Maran sembra in pieno controllo dopo il vantaggio e prova con altre conclusioni da fuori il raddoppio, ma improvvisamente Caputa riporta la sfida in equilibrio: perfetta la scelta di tempo con cui il numero 6 parte sul filo del fuorigioco bruciando poi Stefania in uscita col piatto sinistro. Dopo 28′ già tante emozioni, ma non è finita… Etthairi dalla fascia destra batte una punizione velenosa a centro area, la palla schizza in porta, Linguaglossa si oppone da campione ma nulla può sul tap-in di Trainotti.
Tra la fine della prima frazione e l’avvio di ripresa la sfida si innervosisce, fioccano i cartellini gialli e i due tecnici effettuano alcune sostituzioni “tattiche” per evitare qualche espulsione.
La partita ora la fa la formazione Siciliana, gli isolani ce la mettono tutta, gli avversari però badano a tenere il risultato, cercando poi di colpire negli spazi.
A parte un tiro sull’esterno della rete di Caputa ed un colpo di testa del neo entrato Ousmane succede poco altro dalle parti di Stefania. Di contro i ragazzi di Maran si divorano due volte il colpo del ko: prima con Kabilo che svirgola un suggerimento a porta spalancata e poi con Zadra che colpisce troppo d’esterno mandando la sfera lontana dal bersaglio. Il cronometro scorre veloce e la squadra di Valenti ha sempre meno lucidità per riequilibrare la partita; l’ultimo sussulto arriva al 40′ dalla bandierina: battuta affidata a Mento, sulla respinta della difesa si avventa Beninati che di controbalzo tenta il jolly dalla distanza senza successo, tra la disperazione di compagni e panchina.

Girone 3

CAMPANIA-LAZIO 1-1
CAMPANIA: Adinolfi 6; Russo 5, Cavallini 5.5, Zambrano 5.5, Architravo 5 (41′ pt Grande 5); De Luca 5.5 (8′ st De Biase 5.5), Nasto 6, Minauda 6, Tulimieri 5.5 (15′ st Landi 5.5); Procida 6.5 (39′ st De Tommaso sv), Murolo 6 (15′ st Esposito 5). A disp. Vaccaro, De Tommaso, Graziano, Ndiaye, Sasanelli. All. Sorianiello 5.

LAZIO: Dolci 6; Pralini 6.5, Simboli 5, Pucci 5.5, Cherubini 5.5; Crescenzo 5.5, Chiavelli 5.5 (28′ st Ubicini 5.5), Ott Vale 6 (39′ st Arcobelli sv), Melillo 6.5 (11′ st Kanoutè 5.5), Lupino 6.5 (23’st Romagnoli 6), Taverna 5. A disp. Casali, Di Ludovico, Perfili, Rossi, Sibilia. All. Mutalipassi 5.5.
ARBITRO: Moretti di Foligno (Minà e De Lorenzo di Latina).
MARCATORI: 25′ pt Procida (C), 7′ st Melillo (L).
NOTE: Zambrano, Minauda, Cavallini e Grande (C), Chiavelli, Pralini, Ott Vale e Cherubini (L). Calci d’angolo: 11-2 (8-1). Recupero: 3′ pt, 4′ st. Espulso: al 46′ st Rossi (L) per proteste.

La Campania ferma il Lazio. Con l’aiuto della fortuna, dell’imprecisione degli avversari, ma soprattutto delle decisioni arbitrali. Il signore Moretti di Foligno, infatti, nega al novantesimo un calcio di rigore ai ragazzi di Mutalipassi che dire solare è quasi riduttivo. Tra l’altro con una scelta di tempi e gesti, da ricordare il peggior Garancia Aranda, giacchetta nera spagnola che in un Liverpool-Roma di dieci anni fa assegnò un rigore ai giallorossi, prima di tramutarlo in angolo. Alla beffa il danno: subito dopo l’episodio, infatti, il direttore di gara umbro, su segnalazione dell’assistente, si avvicina alla panchina laziale per espellere Rossi, reo di aver detto qualcosa di troppo. Risultato: per la Campania, un esordio positivo per il risultato, ma pessimo nella prestazione, per il Lazio una gara da dentro o fuori contro il Veneto che vincendo contro la Calabria appaia i padroni di casa in classifica.
Le formazioni. Rispetto alla gara d’esordio Mutalipassi conferma solo la difesa e cambia per intero centrocampo e attacco. In mediana il CT schiera Chiavelli in cabina di regia, con Ott Vale e Crescenzo accanto. In avanti il trio Lupino, Melillo, Taverna. La Campania risponde con un 4-4-2: Adinolfi in porta, linea a quattro con Russo, Cavallini, Zambrano e Architravo. Al centro si dispongono Nasto e Minauda, con Tumieri e De Luca sugli esterni. In attacco Procida e Murolo.
Il Lazio attacca, la Campania segna. I primi minuti sono tutti appannaggio del Lazio che arriva due volte alla conclusione a rete, prima con Crescenzo, che lanciato in area prova a superare Adinolfi in uscita, destinando troppo a lato, e poi con Melillo che dopo aver superato in dribbling tre avversari nello spazio di un fazzoletto, inventa una rasoiata che si stampa sul palo. Alla prima vera occasione, però, la Campania passa: rinvio di Dolci, respinta del centrocampo ospite e veloce capovolgimento di fronte con Procida che brucia Simboli e Pucci ed anche il portiere biancoceleste. Sotto di una rete, colpiti nel loro momento migliore, i ragazzi di Mutalipassi rischiano addirittura di capitolare: su un angolo battuto dalla sinistra, De Luca è libero di colpire sul secondo palo. Palla a lato. Il cronometro scorre in maniera impietosa e i padroni di casa continuano a schiacciare gli avversari nella loro metà campo. I pericoli maggiori, però, si corrono su azione da calcio d’angolo con Ott Vale prima e Pralini dopo bravi nello stacco di testa, ma sfortunati nell’esito.
La ripresa, che si apre senza alcuna sostituzione, né da una parte dall’altra, si svolge sullo stesso canovaccio tecnico-tattico del primo tempo: Lazio a fare la gara e Campania a colpire in ripartenza. O almeno a provarci. Il numero sette è il minuto dello spettacolo: Ott Vale conquista palla a metà campo e, superato in velocità un paio di avversari, serve nel corridoio Melillo, che non deve far altro che spingere al di là di Adinolfi. Mutalipassi vuole vincere e allora gioca la carta Kanoutè, che prende proprio il posto dell’esterno italo-argentino. Peccato che l’occasione per tornare in vantaggio ce l’abbia, invece, la Campania: Simboli incespica sul pallone lasciando Procida libero di calciare a rete. Prima Pucci e poi Dolci si immolano per la causa.
Assedio Lazio. Con Kanoutè in campo i biancocelesti alzano il baricentro ancora un po’. Morale: si gioca ad una porta sola. Al 27′ sul cross di Kanoutè, Pralini si avvita da attaccante consumato, non trovando l’angolino alla destra di Adinolfi solo per una dose infinita di sfortuna. Un minuto dopo è Ott Vale ad avere la palla del 2-1, con la difesa della Campania che si salva in angolo. Ancora Lazio al 35′: cross disegnato di Romagnoli, ma Crescenzo disturba Simboli al momento di colpire a rete. Poi inizia il Romagnoli show, che nel giro di trecento secondi disegna tre cross che devono solo essere spinti in porta: al 39′ Kanouté in girata manda alto, al 40′ Arcobelli di testa non trova l’incrocio. Al novantesimo l’episodio incriminato e commentato ampiamente in apertura di articolo: Romagnoli semina avversari come fossero birilli e non appena entrato in area subisce l’intervento di ben tre calciatori della Campania. Moretti di Foligno fa per assegnare il calcio di rigore e poi indica l’angolo, scatenando l’ira di tutta la panchina laziale. C’è ancora un’ultima possibilità di Simboli che di nuovo di testa, alza sopra la traversa.

VENETO – CALABRIA 2-0
VENETO: Pettenò 6.5; Cofini 6, Gelio 6.5, Chinello 6.5, Broggio 6; Tardiani 6.5 (8’st Zanella 7), Boscolo 6.5 (33’st Soppelsa sv), Fabris 6.5 (28’st Sevirani sv), Cazzola 6.5 (8’st Finotto 6.5); Marchesan 6.5 (16’st Guccione 7), Maistrello 7. A disp. Martini, Eller, Bellon, Soave. All. Bodo.
CALABRIA: Lombardo 6; Gerace 5.5, Certoma 6, Minutolo 6, Truccolo 5.5 (37’st Bonomo 5); M. Altomare 6 (16’st voci 6), Leta 5.5 (25’st Zanghi 5.5), Raschella 5.5, Gentile 5.5; W. Altomare 6, Pirrotta 5.5. A disp. Brecchi, Montesano, Barilari, Stillitano, Folador, Talotta. All. Camerino.
ARBITRO: Ricci di Tivoli. Assistenti Assante e Carnevale di Frosinone.
MARCATORI: 19’st Guccione, 49’st rig. Zanella.
NOTE: ammoniti Cofini, Marchesan, Chinello, Finotto (V), Raschella, Bonomo (C). Angoli 7-5 per il veneto. Recupero 1’pt, 4’st.

Il Veneto fa sua l’importantissima sfida contro la Calabria per 2-0 e sale a quattro punti in classifica, appaiando il Lazio e regalandosi la possibilità di giocarsi la qualificazione nello scontro diretto di oggi pomeriggio. Successo sofferto quanto meritato per i ragazzi di Bodo, che hanno esercittao per tutta la partita una certa supremazia senza però riuscire a concretizzarla fino a metà ripresa, quando una perla assoluta di Guccione ha regalato il vantaggio ai suoi. La Calabria, invece, incassa il secondo ko consecutivo e può dirsi fuori dal torneo.
Velocità. Si parte subito su ritmi piuttosto elevati, il gioco è veloce ed entrambe le formazioni cercano di tenere il pallone a terra e di scardinare le difese avversarie con rapide combinazioni tra le punte e gli esterni. Il primo brivido arriva dopo due minuti, con Cazzola che se ne va sulla destra e mette in mezzo un pallone insidiosissimo che attraversa tutta l’area senza che nessuno riesca a intervenire. La Calabria risponde con Pirrotta, destro alto dal limite dopo un buon movimento di Walter Altomare. I padani affondano soprattutto sulla destra con un ispirato Cazzola, che dopo il pericolo creato in avvio si ripete al decimo minuto con un’azione in fotocopia, pallone mandato in angolo.
Il Veneto preme. Si gioca soprattutto a centrocampo, ma col passare dei minuti è il Veneto e guadagnare progressivamente campo, agendo molto bene sugli esterni e chiudendo la prima frazione in avanti: al 42′ Maistrello si gira benissimo al limite e trova la risposta di Lombardo; sul tiro dalla bandierina, lo stesso Maistrello va poi a raccogliere una torre di Bellon ma il suo bel colpo di testa finisce tra le braccia dell’estremo difensore calabrese. Prima dell’intervallo la Calabria rompe la pressione con uno spunto di Walter Altomare, ma Pettenò para e si va a riposo senza gol.
Cambio vincente. La musica resta la stessa fino al quarto d’ora, quando Bodo indovina la mossa che cambia la partita sostituendo un vivace Cazzola con Guccione. La scelta può sembrare azzardata, ma il tecnico del Veneto viene ripagato appena tre minuti dopo: lunga rimessa laterale in area di Cofini, respinta di testa di Truccolo e stupendo sinistro al volo del neo entrato che insacca a fil di palo, Veneto in vantaggio.
Calabria a testa bassa. Poco dopo un altro nuovo entrato, Zanella, sfiora la traversa dal limite, ma il gol cambia il copione della partita e la Calabria, prima fin troppo timida e bloccata sulla mediana, alza la pressione alla ricerca del pari, mentre il Veneto abbassa il baricentro cercando di difendere il punteggio. I calabresi vanno vicini al pareggio al 20′, quando serve un super Pettenò per parare in angolo la conclusione da pochi metri di Certoma su azione da corner. Ancora il numero 12 del Veneto sugli scudi poco dopo su un diagonale di Voci, per quello che di fatto sarà l’ultimo vero tiro in porta della Calabria.
Raddoppio. Nel finale, infatti, è il Veneto a farsi pericoloso in contropiede con Finotto e Guccione, e al 49′ Zanella si guadagna un calcio di rigore per fallo di mano di Bonomo. Sul dischetto va lo stesso Zanella, palla all’incrocio e vittoria per il Veneto.

FONTE: lnd.it/torneodelleregioni