TORNEO DELLE REGIONI: TUTTE LE GARE 3ª GIORNATA ALLIEVI
Girone 1
FRIULI VENEZIA GIULIA – MARCHE 4-0
FRIULI VENEZIA GIULIA: Truant 6; Zanolla 6, Beltrame 6.5 (28’st Filopati sv), Adinolfi 6.5, Paunovich 6; Bianco 6.5 (25’st Campanella sv), Damo 6.5 (23’st Da Fre sv), Paliaga 6 (33’pt Polo 6.5); Bertoni 7 (18’st Sittaro 6); Oviszach 6.5 (17’st Codromaz 6), Grotto 7.5 (23’st Tocchetto sv). A disp. Di Lenarda, Bortolotti. All. Zilli.
MARCHE: Osso 5; Bongiovanni 5 (14’st Gabrielloni 6), Nocera 5, Spaccapaniccia 5, G. Dominici 5 (23’st Marconi sv); E. Dominici 5.5, Quattromini 5.5, Defendi 5 (23’st Poli sv); Valentini 6 (25’st Latorraca sv), Gigli 5.5 (21’st Marcatili 5.5), Palmieri 4. A disp. Ortenzi, Mandolesi, Marcolini. All. Galizi.
ARBITRO: Di Vilio di Roma 1.
MARCATORI: 12’pt e 1’st Grotto, 13’st Bertoni, 22’st Grotto.
NOTE: ammoniti Bianco, Sittaro (F). Espulso al 33’pt Palmieri (M) per fallo da dietro.
Tutto facile per il Friuli Venezia Giulia, che si sbarazza delle Marche con un comodo 4-0 e continua la sua marcia a punteggio pieno nel girone. Impressionanti le prove dei friulani, che dopo il 3-0 rifilato alla Basilicata nella giornata inaugurale si sono resi protagonisti di un’altra goleada. Protagonista assoluto è Davide Grotto, autore di una tripletta da attaccante vero e migliore in campo per distacco. Le Marche partono con buon piglio, ma al 12′ della prima frazione è il Friuli Venezia Giulia a passare: punizione di Bertoni deviata dalla barriera, tocco di Oviszach e tap-in di Grotto, 1-0. I marchigiani non ci stanno e reagiscono con un paio di conclusioni di Valentini, uno dei pochi a salvarsi, e con una splendida punizione dalla lunga distanza di Nocera che colpisce in pieno la traversa. La squadra di Zilli difende con i denti il vantaggio, ma sono proprio le Marche a darle una mano al 33′, quando Palmieri rimedia un rosso diretto a centrocampo e lascia i suoi in dieci compromettendo seriamente le possibilità di rimonta. A spegnere definitivamente ogni speranza ci pensa poi ancora Grotto, che dopo nemmeno 15” dall’inizio del secondo tempo approfitta di un errato piazzamento della difesa su lancio di Damo e supera Osso con il pallonetto. La partita, di fatto, finisce qui, le Marche non danno mai mostra di poter rimettere in piedi la situazione e il Friuli Venezia Giulia dilaga: al 13′ Bertani firma il tris con una perfetta punizione a giro dai 25 metri, mentre al 22′ c’è tempo per l’hat trick di Grotto e il definitivo 4-0.
PIEMONTE V. A. – BASILICATA 2-0
PIEMONTE V. A.: Garbarino 6; Cavaglià 6,5, Zanellato 6, Rossi 6 (dal 12′ st Trucco 6,5), Lenza 7(dal 36′ st Rega sv); Lugliengo 6 (dal 22′ st Buso 6,5), Savino 6 (dal 37′ st Graziano sv), Astrua 6, Bortolini 6,5 (dal 17′ st Eliseo 6); Pedrini 7 (dal 28′ st Piscioneri 6), Naturale 6 (dal 1′ st Goffredo 6,5). A disp.: Filograno, Zilio. All.: Mari.
BASILICATA: Campanaro 6,5; Patrone 6, Adorisio 6,5 (dal 29′ st Manfredi 5,5) 6, Lucia 5, Pinto 6 (dal 40′ st Gallitelli Mi. sv); Amoroso 5 (dal 7′ st Scarano 6), Montemurro 5,5 (dal 2′ st Quarto 6,5), Filardi 6,5 (dal 34′ st Topazio sv), Lira 6,5; Di Cesare 5, (dal 38′ st Caldararo sv) Mastroberti 6. A disp.: Picerno, Gallitelli Ma., Telesca. All.: Cutro.
ARBITRO: Pantano di Frosinone.
MARCATORE: Pedrini (P) al 3′ e al 26′ pt.
NOTE: ammoniti Lira (B) al 5′ st, Di Cesare (P) al 17′ st. Angoli: 3-5 Fuorigioco: 3-1. Recupero: 0′ pt, 2′ st. Spettatori 300 ca.
Il Piemonte vince ancora e resta in piena corsa per il primo posto per le semifinali. La formazione di Mari batte la Basilicata e si porta a sette punti in classifica dopo tre gare giocate. Il match si mette subito in discesa per i biancorossi, che al 3′ vanno in vantaggio con Pedrini, che raccoglie il grande assist di Lenza e batte Campanaro senza problemi. Lenza al 5′ spreca una clamorosa possibilità di raddoppiare al 5′, ma si fa ipnotizzare dal portiere che lo ferma nell’uno contro uno. L’inizio è scoppiettante, con la Basilicata che avrebbe la possibilità di pareggiare al 7′, ma Di Cesare fallisce dall’altezza del dischetto del rigore una comodissima palla gol. Il match cala di intensità, almeno fino al 21′, quando Pedrini segna fortunatamente, dopo aver vinto un rimpallo con Campanaro, il 2-0. Proteste vibranti da parte dei ragazzi di Cutro, secondo i quali la sfera non avrebbe superato interamente la linea di porta. Nella ripresa la partita non offre grandi spunti fino al 18′, quando la Basilicata potrebbe riaprire la gara, ma Scarano fallisce da due passi il colpo di testa. Lo stesso avviene, a parti invertite, quando Goffredo da dentro l’area piccola, riesce a deviare sul fondo. Nei minuti finali da registrare una punizione che esce di un soffio di Buso, ma poco male. Perché il triplice fischio finale il Piemonte può esultare e puntare alla qualificazione alle semifinali, con sette punti conquistati nella tre giorni di gare.
Girone 2
PUGLIA-TRENTINO ALTO ADIGE 2-1
PUGLIA: Ancona 6.5, D’Ettorre 6.5 (1’st Cancella 6), Ronco 6.5, De Virgilio 6.5, De Marzo 7, Semerano 6.5 (1’st Gloria 6.5), Franco 6 (34’st Scarcia 6.5), De Vita 6.5 (17’st Stragapede 6.5), Lorusso 6 (23’st Santeramo 6.5), Daddato 7, Maruccia 6.5 (18’st Gaetani 7). A disp. Bartoli, Vernich. All. Quadrello.
TRENTINO ALTO ADIGE: Bordigon 7, Dossi 6.5, Lleshi 5.5, Mirabella 6.5 (1’st Mair 6.5), Molignoni 6 (21’st Virzi 7), Cellana 6.5, Ferrari 6 (27’st Omodei 6), Gerosa 6.5, Pinamonti 6.5 (11’st Barbacovi 6), Hofer 6 (1’st Di Mari 6.5), Wang 6. A disp. Bissola, Wagger, Manica, Webber. All. Endrighi.
ARBITRO: Marino di Formia 6.
MARCATORI: 11’st Daddato (P), 31’st Virzi (T), 38’st Gaetani (P).
NOTE. Espulsi: al 39’pt Lleshi (T). Ammoniti: Dossi (T), Wang (T), Di Mari (T), De Vita (P), Santeramo (P). Recupero: 2’pt, 5’st.
Puglia e Trentino Alto Adige hanno dato vita ad una grande gara al Chiappitto di Alatri. Sono i pugliesi ad aggiudicarsi la vittoria al triplice fischio finale, ma da evidenziare il grande carattere del Trentino Alto Adige che in dieci contro undici per la metà dell’incontro è riuscito ugualmente ad agguantare il pareggio a dieci minuti dal termine. Match winner dell’incontro il pugliese Gaetani, classe ’95, che al 38′ ha siglato il 2 a 1 definitivo. La prima occasione del match passa tra le gambe dei ragazzi di mister Quadrello che all’8′ si spingono in avanti con Maruccia, non riesce però il tocco di chiusura a Daddato. Al 26′ Ronco lancia De Vita, ma a centro area non c’è nessuno a seguire l’azione e la difesa del Trentino Alto Adige può far sua la sfera con facilità. Alla mezzora è Lorusso che mette al centro per De Vita il quale però si fa anticipare. Esce fuori la formazione di mister Endrighi nei minuti finali: punizione di Lleshi dalla lunga distanza, ma nessuno in area ne approfitta. Al 39′ è proprio Lleshi che si fa espellere per proteste a seguito di un fallo da ultimo uomo. Si mette in salita la partita per i ragazzi del Trentino Alto Adige, che giocano tutta la ripresa con un uomo in meno. La Puglia prende bene le distanze in campo e all’11’ trova il gol: cross di Lorusso all’indirizzo di Daddato che non sbaglia e insacca la sfera dell’1 a 0. Al 20′ Gaetani ha l’occasione per raddoppiare, ma il numero uno del Trentino Alto Adige Bordigon si esalta nell’uscita. I ragazzi di mister Endrighi ci mettono il cuore in campo e malgrado l’inferiorità numerica riescono a riaprire i conti del match al 31′, grazie ad un contropiede di Virzi che agguanta il pareggio. Gli avversari però non hanno intenzione di concedere nulla: eccoli in avanti al 34′ con Santeramo che parte in velocità e va al tiro, si allunga Bordigon anticipando l’accorrente Scarcia. A due minuti dal termine però arriva il gol che chiude i conti: Gaetani scatta sulla linea del fuorigioco, resiste alla marcatura di Wang e conclude a rete con un tocco morbido che si infrange all’angolino alto della porta. Non può nulla questa volta Bordignon. La Puglia si aggiudica la gara.
SICILIA-TOSCANA 0-1
SICILIA: Di Martino 6.5; Palermo 6, Nassi 5.5, Cipolla 5.5 (16′ st Mangiaracina 6), Tedesco 5 (19′ st Sferrazza 6); Munafò 6.5 (8′ st Leone 6), Diby Koffi 6, Buscema 5.5 (28′ st Graziano 6), Hraiech 6.5 (10′ st Zarbo 6.5); Chirco 5.5 (16′ st Grimaudo 6), Costa 6. A disp.: Barone, Bisogno, Di Maira. All.: Aiello.
TOSCANA: Gardel 6.5; Lunardi 6, Polvani 6, Cecchi 5.5, Perillo 5.5; Aldrovandi 6 (8′ st Zoppi 6), Morelli 6.5, Betti 5.5 (36′ st Sassi sv); Disanto 6, Mascolo 7 (1′ st Bianchi 5.5), Taflaj 6 (29′ st Maresca 6). A disp.: Montenegro, Cianferoni, Colucci, Lumini, Tirinnanzi. All.: Bartalucci.
ARBITRO: Gori di Roma 1.
MARCATORE: 23′ pt Mascolo (T).
NOTE: ammoniti: Aldrovandi (T), Disanto (T), Morelli (T), Gardel (T), Palermo (S). Calci d’angolo: 5-4. Recupero: 1′ pt, 4’st.
Grazie ad una prodezza balistica di Mascolo la Toscana, non senza soffrire, capitalizza lo “scontro diretto” con la Sicilia e continua a sperare nella qualificazione agganciando la Lombardia al comando a quota 6.
L’equilibrio iniziale. A dispetto del risultato su cui le due squadre vanno a riposo, è un primo tempo decisamente equilibrato quello a cui si assiste al Montorli di Boville. Parte molto meglio la Toscana che in avanti è sempre imprevedibile con la rapidità di Taflaj e Disanto a supporto dell’estroso Mascolo. Già al 16′ i viola confezionano la prima palla goal con una conclusione dalla distanza proprio di Taflaj su cui però è plastico Di Martino nel distendersi in volo e deviare in angolo. La Sicilia stenta ad imporre la propria manovra, la formazione di Bartalucci in questo avvio è molto aggressiva e per i biancocelesti non c’è spazio sulle corsie laterali, ma solo la possibilità di effettuare lanci lunghi a cercare Costa & Co. sempre ben arginati dal puntualissimo Polvani. Al 23′ si sblocca il risultato: Mascolo controlla palla al limite, elude l’intervento dei difensori siciliani e con un meraviglioso sinistro a giro insacca alle spalle di Di Martino.
Finale siculo in crescendo. Il goal subìto scatena la reazione dell’undici di Aiello che chiude la prima parte di gara all’attacco. Al 26′ la prima occasione per riportare il risultato in parità. Discesa di Hraiech sulla sinistra e diagonale che Gardel intercetta: sulla respinta il primo ad arrivare sul pallone è Morelli, che però per allontanare l’insidia scaraventa la sfera sulla propria traversa rischiando il più clamoroso degli autogoal. La Toscana arretra di qualche metro e la Sicilia cerca di approfittarne, ma senza la lucidità necessaria sotto porta. L’ultimo sussulto è infatti una girata di Munafò dal limite di poco lontana dalla destra del palo.
Forcing continuo. Nella ripresa la stanchezza e le assenze in casa Toscana si fanno sentire e i viola perdono quel mordente che ne aveva contraddistinto l’avvio di gara. Nell’intervallo, come se non bastasse, Bartalucci deve lasciare negli spogliatoi Mascolo, autore del goal, a causa del riacutizzarsi di un risentimento muscolare. Pronti via e Sicilia vicinissima al pareggio: Munafò va via sulla destra, guadagna il fondo e mette al centro per Costa che in scivolata spedisce di un soffio alla destra del palo più lontano. I biancocelesti ci credono e anche i cambi effettuati da Aiello sembrano azzeccati. Al 14′ un’altra occasione con una conclusione di Chirico da fuori che risulta però debole e centrale. Della Toscana non c’è traccia e intorno alla mezz’ora occorre un miracolo di Gardel per evitare che Grimaudo, con una spettacolare girata al volo, dal limite dell’area piccola realizzi l’1-1. Nel finale proteste siciliane per un contatto più che sospetto nell’area viola e, in pieno recupero, ci pensa il palo a negare a Disanto la gioia personale per un 2-0 che, onestamente, sarebbe risultato fin troppo severo.
Girone 3
EMILIA ROMAGNA – CAMPANIA 2-1
EMILIA ROMAGNA: Abate 6; Campidelli 6 (dal 35′ st Casadio s.v.), Palmieri 6.5, Rossi 6.5, Ceglia 6; Mangi 6 (dal 23′ st Vecchi 6), Casoli 6.5 (dal 13′ st Monnolo 6), Trombetta 6 (dal 30′ st Pagan s.v.), Burnelli 6; Sorrentino 7.5, Zanni 6.5 (dal 16′ st Pellacini 6) A disp.: Golinucci, Casadio, Incerti, Marchi, Senni. All.: Trapella.
CAMPANIA:Vitiello 5.5; Vaiano 5.5 (dal 9′ st Simeoli), Sivero 6 (30′ st Nominato s.v.), Visconti 6, Cibelli 5.5; Duello 5.5 (dal 9′ st Paolella 6), Del Giudice 5.5 (dal 25′ st Motta 6), Perretta 5.5 (dal 21′ st Di Biasi 5.5), Pispico 6 (dal 1′ st Elia 6), Ecaterina 5.5, Palumbo 5.5. A disp.: Cimmino, Magliano, Nominato, Granato. All.: Sironi.
MARCATORI: 40′ pt e 12′ st su rig. Sorrentino (E); 40′ st Paolella (C).
NOTE: ammoniti Sivero (C), Ceglia (E), Palombo (C) corner 4-3 (2-2) per l’Emilia Romagna.
Un’ Emilia Romagna estremamente pratica elimina dal torneo la Campania giunta alla seconda sconfitta consecutiva in due partite. Il primo tempo è da sbadigli, le due compagini tendono a non scoprirsi e lo spettacolo ne risente pesantemente. Le uniche emozioni arrivano da calcio piazzato, il primo a provarci è Del Giudice che riesce ad aggirare la barriera ma Abate vola e devia in corner. Risposta della selezione di mister Trapella affidata a Sorrentino che fa le prove generali del gol, impattando di testa, senza però imprimere la giusta forza al pallone. Quando il primo tempo sembra destinato a terminare sullo 0-0, è il “17” dell’Emilia Romagna ad avventarsi in perfetta coordinazione su un suggerimento proveniente dalla sinistra: il colpo di testa questa volta è angolatissimo, Vitello rimane pietrificato.
Per la Campania si fa dura, anche perché al rientro in campo gli avversari gialloblu sono carichissimi e Zanni si divora una clamorosa palla gol da buona posizione, scegliendo una soluzione tanto potente quanto imprecisa. I ragazzi di Trapella sono incontenibili e al 12′ conquistano un netto calcio di rigore per atterramento del portiere campano su D’Urso. Dal dischetto va Sorrentino che firma la doppietta con qualche brivido visto che il portiere aveva intuito la conclusione. Ora per la selezione di Sironi c’è una montagna da scalare e il tecnico prova l’assalto imbottendo il reparto avanzato di attaccanti. Nessun gran risultato però, anche perché nelle poche situazioni interessanti create, a disfare tutto ci pensa l’imprecisione delle punte. Il festival del gol fallito lo inaugura Simboli che spara alto da buona posizione l’assist al bacio di Elia, poi è Palella a non centrare lo specchio della porta dal limite dell’area piccola. Si aprono praterie per gli l’Emilia Romagna che cerca il tris per evitare ogni sorpresa; Vitello nega la tripletta a Sorrentino parando d’istinto una conclusione dalla breve distanza. Palombo e compagni sono sbilanciatissimi e ogni volta che gli avversari recuperano la sfera affondano i colpi; al 30′ clamoroso palo dello scatenato mattatore di giornata imitato poi da Burnelli che fa tutto da solo, dribbla due avversari e scarica sul palo a portiere battuto. Al 40′ è Paolella a trovare il gol della speranza, un colpo da biliardo nello stretto imprendibile per Abate. Nei 4′ di recupero concessi, solo attacchi confusi e qualche recriminazione da parte dei campani per un presunto atterramento di Palombo in area, non ritenuto falloso dal direttore di gara. L’Emilia Romagna vola a sei punti e aggancia la Lazio in testa, in attesa dello scontro decisivo. Campania che ora giocare solo per l’onore.
LAZIO-VENETO 1-2
LAZIO: Salvitti 6; Fusaroli 5, Floris 5.5, Zollo 5.5 (24’st Alongi sv), Corasaniti 6 (20’st Celli 5.5); Amendola 7.5, Ciaramelletti 5.5 (12’st Leccese 6), Schiumarini sv (12’pt Cristofari 5.5), Del Prete 6 (1’st De Palma 5); Salvi 5.5 (10’st Cardella 5), Persichetti 6 A disp: Poggi, Alongi, Cardella, Celli, Coviello, De Palma, Leccese, Verzani All: Dagianti.
VENETO: Cecchinato 6.5 (42’st Nalesso sv),Riello 6 (27’st Pivato sv), Trentin 6, Ginocchi 6, Lamacchi 6, Olivieri 6.5, Marchioro 5.5 (25’st Marchetto 6), Frachesen 6, Dalbo 6 (7’st Pietrobelli 8), Bevilacqua 7, Bolzon 6.5 (30’st Iosob sv) A disp: Bertacchini, Pilosio, Trevisan. All: Bedin.
ARBITRO: Caltabiano di Roma 2.
MARCATORI: 35”pt Amendola (L) 8’st Pietrobelli (V), 11’st Bevilacqua (V).
NOTE: espulso al 38’st Fusaroli per doppia ammonizione. Ammoniti Coviello (L) e Marchetto (V). Calci d’angolo 3-1 (2-1). Minuti di recupero 0’pt e 6’st.
Poteva essere la gara della svolta, ed invece non lo è stata. Contro una formazione che aveva molto poco da chiedere al torneo, il Lazio passa in vantaggio, gestisce il primo tempo e, nel giro di due minuti nel corso dell’inizio della ripresa, subisce due gol che adesso fanno vacillare il discorso qualificazione. Va aggiunto che i ragazzi di Dagianti hanno centrato anche due legni, uno per tempo, ma la sconfitta di oggi appare più un suicidio che un omicidio.
Subito Lazio. Giusto il tempo di controllare il numero dei ragazzi in campo, poi la formazione, oggi in maglia rossa, passa in vantaggio. Persichetti scarica per Amendola il quale fa partire una splendida conclusione a girare sulla quale Cecchinato non può nulla: Lazio 1 – Veneto 0. La gara poi si incanala su canali ottimali per il team laziale che inizia a gestire il pallone senza forzare i ritmi, mentre il Veneto ripiega nella sua metà campo, provando ogni tanto la sortita in contropiede. Nessuna delle due formazioni però riesce ad impensierire i rispettivi estremi difensori e quindi anche la tribuna non si esalta per quanto accade in campo, bensì rumoreggia più volte per le decisioni di Caltabiano di Roma 2, in alcuni frangenti giustamente. Si arriva così al 28′ quando Frachesen prova a sorprendere Salvitti con un tiro dalla distanza. Il portiere del Segni, che gioca nello stadio del Colleferro senza risentirne (scherziamo ndr), blocca sicuro. Più pericoloso è sicuramente Amendola pochi istanti dopo quando con un tiro, molto simile a quello che è valso il gol del vantaggio per i suoi, scheggia il palo alla destra di Cecchinato, che guarda la sfera immobile finire sul fondo. Prima della conclusione del primo tempo, che si chiude inspiegabilmente senza recupero, nonostante le numerose interruzioni, un tiro al volo di Olivieri costringe Salvitti ad una presa sotto l’incrocio dei pali.
Dagianti cambia. Negli spogliatoi, al rientro, rimane Del Prete, al suo posto c’è De Palma. Scelta che non sarà tra le più azzeccate a nostro giudizio. Oltre al cambio tra le fila dei rossi, in campo ci sarà, dopo poco, anche un altro Veneto. Merito, questa volta sì, della scelte completamente esatta di Valter Bedin, che inserisce nella contesa Simone Pietrobelli. L’uomo che cambierà la storia del match e della qualificazione alle semifinali.
Il Veneto si accende. Il neo entrato servito in profondità da Bevilacqua, passa tra le maglie della difesa laziale e con un tocco morbido beffa Salvitti in uscita bassa. Giusto il tempo di annotare nome e minuto del marcatore che i veneti passano in vantaggio. I due dell’azione precedente si scambiano il ruolo: Pietrobelli crossa al centro per Bevilacqua che con un preciso sinistro al volo buca per la seconda volta Salvitti. La formazione di Dagianti a questo punto della gara perde completamente la bussola e a difficoltà nel reagire. L’unica occasione degna di nota è infatti caratterizzata dal secondo legno di giornata. Il gaetano Leccese dalla destra pennella per Persichetti che salta più in alto di tutti e centra in pieno la traversa. Il rammarico però non trasforma il Lazio che da questo momento in poi e fino al termine del match (sei minuti di recupero compresi) non solo non attaccherà più in maniera convinta, ma anzi, rischierà, non molto clamorosamente per il vero, di subire il gol del 3-1 che avrebbe reso la sconfitta ancora più amara e avrebbe complicato anche il discorso qualificazione in merito ad una eventuale differenza reti decisiva. Si chiude quindi con la festa dei ragazzi del Veneto che , mentre si accingono ad abbandonare il campo di gioco, salutano i loro compagni di spedizione classe ’96, inneggiando ad un coro che i ragazzi di Rossi avevano fatto nei loro confronti dopo la gara che aveva aperto la giornata al Caslini di Colleferro. Adesso arriva il turno di riposo per il Lazio, tutto fa presagire che sarà decisiva la gara contro l’Emilia Romagna nell’ultimo incontro del girone eliminatorio. In caso di vittoria per il Lazio si tratterebbe di doppietta nel settore giovanile, ma in caso di sconfitta dovrebbe iniziare a nascere dei grossi punti interrogativi.
DOPOGARA: E’ felice per il risultato e per la prestazione il selezionatore veneto Valter Bedin, anche se commenta sconsolato al termine del match appena vinto “Purtroppo per noi questa vittoria non serve a nulla visto che non abbiamo più nulla da dire, però sono soddisfatto per la prova che hanno offerto i ragazzi e sono contento per loro che si siano tolti questa soddisfazione, nel battere una squadra comunque molto quotata. Noi purtroppo non siamo stati noi stessi durante le prime due gare e quindi adesso siamo fuori” In merito al determinate ingresso di Pietrobelli commenta ” Se l’avesse visto nelle altre gare avrebbe pensato tutt’altro, invece sia lui che Bevilacqua sono due tra i ragazzi più promettenti della nostra selezione, ed oggi (ieri ndr) l’hanno dimostrato.” Peccato per il Veneto, aggiungiamo noi, che questi valori siano usciti fuori troppo tardi, altrimenti staremo parlando di una qualificazione alle semifinali come una corsa a perdifiato tra tre belle realtà del calcio italiano giovanile.
Girone 4
MOLISE-ABRUZZO 2- 2
MOLISE: D’Andrea 6,5; Campanozzi 6, D’Arienzo 6, De Curtis 6,5 (al 32’st Carpentino s.v.), Nardolillo 6; Cerio 6,5, Grossi 6 ( al 16′ st Pirone 6) , Vitale 6,5 (al 32’st Cirelli s.v.), Ligocki 6,5; Fraraccio 6 (al 16’st Iovine 6), Palmiero 6,5. A disp.: Ricci, Colavita, Ranieri, Scungio. All. Maestripieri.
ABRUZZO: Spacca 6,5; Cerqueti 6, Erasmi 6, Miccoli 6, Speranza 5,5 (al 18’st Isidoro 6); Ferraioli 6 (al 30’st Di Domizio 6), Amedoro 5,5 (al 22′ st Polidoro 5), Petalli 6,5 (al 18′ st Savino 6,5); Casalena 6,5 (al 5’st Casim), Stornelli 6,5, Surricchio 6 (11’st Di Marco 6). A disp.: Chinni, Abbonizio, De Leonardis. All. Iervese.
ARBITRO: Passone di Latina.
MARCATORI: 1′ pt Casalena (A), 1’st Palmiero (M), 21’st Ligocki (rig. M), Di Domizio (A).
NOTE: Ammoniti per il Molise, Cerio,Ligocki, Palmiero e per l’Abruzzo, Amedoro, Miccoli, Ferraioli, Speranza. Espulsi al 37′ st Cirelli (M) e Polidoro (A) per reciproche scorrettezze.
Molise ed Abruzzo battezzano il loro esordio nel Torneo delle Regioni con un pareggio spettacolo che lascia aperti tutti i giochi nel girone 4. L’inizio è subito folgorante, infatti al 1′ Petalli batte una punizione in area e Casalena anticipa Campanozzi per il vantaggio lampo dell’Abruzzo. Risponde subito in contropiede il Molise, bel cross di Vitale per Ligocki, sinistro al volo del polacco e palla di poco fuori. Il botta e risposta continua anche al 12′ quando il Molise deve ringrazie un grande D’Andrea che devia splendidamente in angolo una punizione potentissima di Petalli. La partita scorre euqilibrata fino alla metà del primo tempo quando Palmiero serve deliziosamente a centro area Fraraccio che davanti a Spacca sbaglia il più facile dei controlli vanificando tutto. Il Molise a quest unto prova crederci ma deve stare attento agli spazi lasciati al contropiede abruzzese che con la velicità di Petalli e Casalana sfiora il raddoppio al 28′ quando D’andrea blocca sicuro un tiro di Stornelli servito proprio da Petalli. Per vedere un altro tiro nello speccho della porta bisogna attendere il 38′ quando ancora Fraraccio si trova tra i piedi un ottimo pallone ma il suo sinistro è debole e centrale. Il secondo tempo si apre col botto così come era cominciato il primo. Al 1’st infatti Palmiero servito sulla sinistra si presenta tutto solo davanti a Spacca lo supera con potente sinistro. Abruzzo gelato e Molise che riacciuffa subito il risultato. A questo punto Iervese inserisce subito il genio dell’argentino Casim e la rapidità di Di Marco in avanti per dar man forte a Stornelli. Il Molise però non vacilla e dimostra carattere nel trovare al 21′ l’azione che porta in vantaggio i biancorssi: Ligocki s ene va in area, Isidoro lo atterra e per l’arbitro è rigore.. Batte lo stesso polacco del San Pietro e Paolo che supera Spacca per il 2-1 Molise. L’Abruzzo a questo punto si butta in avanti più con i nervi che con le idee e costruisce al 26′ la grande azione per il pareggio ma Casim su ribattuta di D’Andrea si divora incredibilmente il tap-in vincente. Il Molise allora alza le barricate e per l’Abruzzo si fa impossibile arrivare in area, anche perchè la compagine di Maestripieri dimostra autorevolezza e tranquillità. Per trovare il pareggio ci vorrebbe un colpo da biliardo che infatti arriva al 40′ con Di Domizio che indovina su punuzione il detsro vincente. Nonostante una direzione discutibile dell’arbitro Passone di Latina, la gara è stata combattuta e bella per tutta la durata.
LIGURIA-SARDEGNA 1-2
LIGURIA: Franceschini 5.5; Angella 5 (18′ st Rivieccio 5), Strata 5.5, Sobrero 5; Moreno 5.5 (22′ st Ruelle 6), Crosetti 6 (33′ st Andriello sv), Caraglio 6 (10′ st Placido 5.5), Argeri 5, Luccini 6; Lunghi 6.5, Valenzise 6 (18′ st Bettalli 6). A disp. Segnani, Albertoni, Di Monte, Isoppo. All. Andreani 5.
SARDEGNA: Rassu 7; Agostini 6, Loddo 6.5, Sanna 6.5, Masala 6 (15′ st Ferraraccio 6); Girau 5.5 (7′ st Loi 6), Aru 5.5, Corongiu 6.5, Ladu 6 (36′ st Mura sv); Spano 6 (21′ st Piras 6), Letizia 6.5 (10′ st Cusino 6.5). A disp. Angioi, Canzilla, Dedola, Fois. All. Paba 6.5.
ARBITRO: Di Marco di Ciampino.
MARCATORI: 32′ pt Letizia (S), 2’st Lunghi (L), 20′ st Cusino (S).
NOTE: ammonito Sobrero (L), Calci d’angolo: 4-5 (2-3). Recupero: 0′ pt, 3′ st.
Se “il buongiorno si vede dal mattino”, sarà un Torneo delle Regioni ricco di soddisfazioni quello della Sardegna di mister Paba. La selezione isolana, in pieno spirito contropiedista-italiano, supera, seppur con qualche difficoltà, i pari età della Liguria, puniti con ripartenze perfette e sempre nel loro momento migliore. Peccato, perché i ragazzi di Andreani hanno mostrato individualità interessanti e una buona organizzazione di gioco. Poco male, la kermesse è ancora lunga e ci sarà modo di rifarsi.
I primi minuti sono principalmente di studio, durante i quali si vive un unico brivido: una girata di Lunghi, attaccante ligure, che termina a lato. La formazione in maglia bianca ha gamba e lo dimostra qualche istante dopo con Brosetti: il centrocampista ci prova direttamente da calcio di punizione, con la palla che passa sotto la barriera, non trovando la porta. Al 32′ il più classico dei colpi di scena: la Sardegna passa. Ladu in spaccata, raggiunge una palla impossibile sull’out sinistro, trovando Letizia appostato sul primo palo, che, da rapace vero, batte Franceschini. Per nulla intimorita la Liguria continua proprio da dove aveva interrotto: il gioco. Prima Lunghi, di nuovo in girata, non punisce Rassu per un soffio e poi Strata, sul susseguente angolo, stacca bene di testa, ma mette sopra la traversa.
La ripresa si apre senza sostituzioni e con lo stesso canovaccio tecnico-tattico della prima frazione di gioco: Liguria a fare la gara e Sardegna a coprirsi come meglio può. E’ il minuto numero due, però, quando Lunghi, finalmente, riesce a vincere la sua sfida personale con la sfortuna e con Rassu. Il numero tredici è strepitoso nel risolvere una mischia nell’area sarda, con una bella conclusione di sinistro che vale l’1-1. Ma la Sardegna ha ancora la forza di mettere il muso avanti: Spano si libera di un paio di avversari, si accentra e serve in profondità Corongiu che di prima suggerisce al centro per Cusino. Il numero sei sardo non deve far altro che spingere in rete il 2-1. La Liguria non è affatto doma e continua a premere alla ricerca di un pareggio che a conti fanti sembrerebbe meritato. Così non è, e la Sardegna può festeggiare tre punti fortemente voluti, rincorsi e ottenuti. Per andare avanti, chiunque dovrà fare i conti con la banda Paba. Sicuro.
FONTE: lnd.it/torneodelleregioni
