DINO ZOFF ELOGIA GIGI BUFFON
Secondo un’altra leggenda dei numeri uno, Dino Zoff, il portiere Azzurro entra di diritto nella lista dei migliori di sempre: “Combi e Setimenti IV sono lontanissimi e non li posso giudicare – ha dichiarato Zoff a Maurizio Corsetti de Il Venerdì di Repubblica – Ma tra i più forti di sempre direi Yashin, Banks, Zoff, Maier, Albertosi, Schmeichel e poi Buffon. Da giovane, Gigi aveva più personalità di quanta ne avessi io alla sua età, ma da vecchio io sono stato quasi imbattibile. Vedremo lui, a quarant’anni.
Zoff si nasce o si diventa? “Lottando con i numeri, con i risultati che non bastano mai. Fare, fare, fare. E mai un volo di troppo, non solo tra i pali. Per essere Zoff ho dovuto vincere un mondiale a quarant’anni, eppure nel ’73 ero arrivato secondo al Pallone d’Oro dopo Cruyff. Ho cercato di tenermi basso, forse troppo, per il pudore di far vedere cose che non ci sono. Io sono stato un artigiano di qualità, magari il migliore al mondo, però non un artista. Lo era Pelè, il più grande di sempre, l’essenza del calcio, poi Maradona, forse più geniale ma meno completo, Sivori, Cruyff, Platini, Messi che ora merita il Pallone d’Oro a vita e Paul Gascoigne”. Qual è la parata della vita di Zoff? “Italia-Brasile dell’82, il famoso colpo di testa di Oscar nel finale. Volo e blocco a terra quella palla, sapendo che non esiste altra soluzione. So di averla presa in campo e non oltre la linea, ma è terribile l’istante in cui aspetto di capire se anche l’arbitro ha visto bene, mentre i brasiliani già gridano gol. La mia giornata attuale? Un po’ di sport la mattina, tennis, nuoto, e il pomeriggio con i nipotini di due anni e mezzo e sette mesi. Sono un nonno operativo”.
Fonte: Il Venerdì di Repubblica
