VIAREGGIO CUP: REGGINA FUORI A TESTA ALTA

Perde invece contro l’Inter di Stramaccioni nella gara odierna. Una squadra, quella nerazzurra, forse sopravvalutata da Venuto e i suoi collaborati che schiera gli amaranto secondo un canonico 3-5-2 ma che, dal punto di vista mentale, li vede molto remissivi e timorosi nell’imbastire azioni offensive. E così è la compagine lombarda, come da copione, a fare la gara con i giovani amaranto più attenti a non prenderle che a darle. Atteggiamento inusuale per una squadra che quest’oggi, per passare il turno, aveva un solo risultato su tre, ovvero la conquista dei tre punti. Non apprezza nemmeno Nicola Amoruso, direttore responsabile del settore giovanile che, a fine primo tempo, intervistato da RaiSport si diceva speranzoso nel vedere, durante la seconda frazione di gioco, un atteggiamento dei suoi ragazzi più rilassato e al tempo stesso più aggressivo, sportivamente parlando. La Reggina però paga l’errore sul finire del primo tempo commesso prima da Bontà che, facendosi cogliere impreparato, lascia sfilare un pallone a centrocampo che termina sui piedi di Longo, il quale, dopo aver sciupato tre nitide occasioni da rete, si beve come un bicchier d’acqua il difensore Flavio Cianci e trafigge un Leone fino a quel momento insuperabile. E così la Reggina si trova a recitare una parte non sua, non abituata a metterla in atto, per cercare di recuperare un risultato e una qualificazione ormai compromesse: fare la partita. Venuto cerca di correre ai ripari prima togliendo uno spento Bontà e inserendo Maita, che rende la manovra amaranto più fluida, poi spostando qualche pedina in campo inserendo linfa nuova in attacco con Cherillo al posto di Aaron Akrapovic. Scelte che sembrano pagare per qualche minuto di gara. Ma è solo una breve “sfuriata” quella degli undici in divisa bianca che si sciolgono come neve al sole e non impensieriscono mai seriamente la retroguardia avversaria. L’ Inter così soffre poco e si concede il lusso di far scorrere il cronometro senza grande difficoltà arrivando fino al raddoppio: tutto nasce da un angolo voluto e conquistato da Terrani, appena entrato dalla panchina; Leone prima è bravo a respingere su un colpo di testa nerazzuro poi però non può nulla sul difensore Spendlhofer lasciato colpevolmente solo dalla retroguardia amaranto. Pagano le disattenzioni sul finire delle frazioni di gioco, paga la paura del blasone dell’avversario, paga il poco peso in attacco, difetto che gli amaranto mostrano anche nel corso del campionato. Va comunque fatto un plauso ai ragazzi di Antonio Venuto che nonostante un girone molto difficile sono riusciti a restare in gioco fino a 45′ dal fischio dell’arbitro. Adesso sotto con il campionato, sabato 25 arriva la Roma di Alberto De Rossi: quale riscatto migliore se non quello di uno sgambetto alla capolista?

FONTE: tuttoreggina.com