LA LAZIO IN TOUR NELLE SCUOLE ROMANE
La terza tappa del tour che la Lazio sta compiendo nelle scuole romane ha coinvolto questa mattina Federico Marchetti, Luciano Zauri, Lionel Scaloni, Enrico Zampa e il mister della Primavera biancoceleste, Alberto Bollini. Capitanati dal sempre presente team manager Maurizio Manzini, gli uomini di Reja sono stati contaggiati dall’entusiasmo irrefrenabile di decine e decine di piccoletti, che a malapena gli arrivavano alle ginocchia. “Federico, un autografo! Luciano, fatti una foto con me!” e i giocatori che ubbidienti eseguivano sotto gli ordini dei loro piccoli generali. Li vedevi correre da un calciatore all’altro con una rapidità che neanche un atleta professionista riuscirebbe a eguagliare. Anche i ragazzi più grandi, quelli delle medie e delle superiori, si sono calati nella mischia, tanto oggi fare la figura dei marmocchi non avrebbe comportato nessuna presa in giro. Poi c’era lei, la più bella, la più desiderata e acclamata da tutti, Olympia, che con le sue ali, il suo sguardo fiero, ha benedetto della sua purezza animale i piccoli amici umani. Ogni tanto spuntava qualche tuta giallorossa, accompagnata da richieste sommesse e timide “Vogliamo anche i giocatori della Roma…”, con l’aria un po’ afflitta di chi oggi ha visto gioire i compagni dell’altra squadra della Capitale, pardon la prima. Alla fine, però, anche i tifosi romanisti presenti hanno saputo apprezzare la disponibilità della pattuglia biancoceleste, la maestosità di Olympia, che come una matrona romana distesa su una lettiga si è fatta aristocraticamente scortare dal suo fido falconiere, Juan Bernabé. Al momento delle domande, se n’è stata buona buona a catechizzare le risposte che gli atleti laziali fornivano sotto la raffica di domande provenienti dagli studenti del Santa Maria. “Vi confidate con l’allenatore? Quanto è importante l’attaccamento alla maglia? Cosa mangiate prima della partita?”: Marchetti e co. hanno preso molto seriamente il loro ruolo di modelli ed esempi di condotta che la visibilità offerta dal calcio, fortunatamente ma anche in maniera onerosa, comporta loro. L’importanza della presenza di atleti professionisti in una scuola è stata poi rimarcata dal preside dell’Istituto, che ci ha tenuto a sottolineare la grandezza dei valori che solo il vero sport sa donare: serietà, sacrificio, lealtà. Non sono mancate ovviamente le risate, in particolare quando uno studente ha chiesto a Zauri: “Ma è vero che nello spogliatoio raccontate le barzellette su Totti?”, con il terzino che si è riservato una risposta molto diplomatica. Bersagliato di domande anche il baby Zampa, classe ’92, che con gli studenti più grandi si passava davvero pochi mesi. Di nuovo nel cortile, Olympia, dopo aver lasciato benevolmente le luci del palcoscenico ai giocatori, ci ha tenuto ha ribadire che la protagonista della mattinata era lei, su questo non si poteva di certo scherzare. Il momento più emozionante è stato vedere i bambini dell’asilo accovacciarsi attorno all’aquila: davanti alla bellezza di un animale così perfetto, questi piccoli frugoletti si sono raccolti in un silenzio assorto, con le palpebre che sbattevano all’impazzata, tanta era l’incredulità di godere di uno spettacolo così speciale. Come anche nelle più belle favole, però, è arrivata la fine, con la campana severa che richiamava ogni singolo studente nelle aule lasciate, con somma gioia, vuote per qualche ora. I giocatori sono andati via, diretti anch’essi verso il loro dovere di professionisti, che per loro si chiama allenamento. Olympia è rimasta ancora un po’ – quanto le piace farsi ammirare – mentre i piccoli e grandi tifosi della Lazio rivivevano nella loro mente la giornata vissuta. “Io sono abbonata – ha esordito una ragazza di nome Carolina – e i miei giocatori li vedo solo da lontano. Oggi invece sono stati in mezzo a noi, tutti molto disponibili… una bella emozione!”. Mentre un suo amico, Oliver, ci ha tenuto a sottolineare di non essersi neanche sforzato di prendere in giro i suoi compagni romanisti: “Hanno visto da soli chi sono i primi”. Il calcio autentico è questo, bambini impazziti per i loro campioni grandi e grossi, sfottò che sanno di genuinità e non mettono in discussione l’amicizia. C’è da scometterci che i primi ad aver giovato di questa carica pulita siano stati loro, i giocatori, consapevoli che lo sport è prima di tutto entusiasmo infantile, tenuto vivo dalla sana scintilla che nasce e cresce in ognuno di noi e che ci invita a rimanere sempre un po’ bambini. Il calcio, lo sport, la vita è semplicemente questo.
FONTE: lalaziosiamonoi.it
