EURO 2012, GIRONE A: IL MATCH INAUGURALE TRA POLONIA E GRECIA SI CONCLUDE IN PARITA’

Poi le mosse del ct greco Santos, che lancia dentro Salpingindis, autore del goal del pari, e ridisegna la squadra. La Polonia perde tutta la sicurezza, Szczesny si fa buttare fuori e Karagounis sbaglia un rigore. Grecia e Polonia si prendono un tempo a testa. Il risultato è un divertente ed emozionante 1-1.

FORMAZIONI:
Per la Polonia, il tecnico Smuda si affida al killer-instinct di Lewandowski, supportato dal trio Rybus-Błaszczykowski-Obraniak, con quest’ultimo ad agire da trequartista e principale inventore di gioco. Davanti alla difesa agiranno Murawski e Polanski, mentre a proteggere il portiere Szczesny ci saranno Wasilewski e Perquis, centrali, Boenisch e Piszczek esterni.
La Grecia di Santos risponde con Chalkias tra i pali, Papastathopoulos e Avraam Papadopoulos al centro, con Torossidis ed Holebas sulle corsie esterne difensive. In mezzo al campo troviamo Karagounis, Maniatis e Katsouranis, mentre in avanti spazio al trio composto dal futuro parmense Ninis, Samaras e dal bomber Gekas.

PARTITA – I padroni di casa partono subito forte, sospinti dalla bolgia dello stadio nazionale di Varsavia. Dopo tre minuti, infatti, il duo Borussia Lewandowsi-Kuba crea grattaccapi alla difesa greca. Il tiro del capitano polacco viene stoppato, ma sulla ribattuta arriva la pericolosa conclusione di Murawski, deviata in angolo dal 38enne Chalkias. La Polonia fa comprensibilmente la partita, mentre la Grecia si vede solo su palla inattiva, e raramente, come nel caso del colpo di testo di Gekas su punizione di Karagounis.
Gli ellenici soffrono soprattutto le folate sulla destra di Piszczek e proprio su una di queste arriva il vantaggio polacco. Il terzino del Borussia Dortmund, stavolta, non sbaglia la misura del cross, trovando la testa dell’onnipresente Lewandowski che incorna il pallone dell’1-0. Delirio a Varsavia, il primo goal dell’europeo non poteva che siglarlo lui. La Grecia a quel punto prova ad intensificare le azioni offensive, ma ad eccezione di qualche iniziativa di Ninis, la Polonia riesce senza difficoltà a spegnere sul nascere le iniziative elleniche.
La partita, di per sè, non è spettacolare, soprattutto da quando la Polonia ha trovato il goal che ha interrotto gli equilibri. I padroni di casa, infatti, si limitano a controllare il match e sfruttare al meglio le occasioni che si presentano. Tuttavia, al 37′, Perquis spedisce fuori da posizione favorevolissima il pallone del 2-0, per la disperazione dei tifosi di casa che sognavano già di mettere in ghiaccio la partita.
A due minuti dalla fine del primo tempo, però, arriva la doccia fredda per la Grecia: Papastathopoulos trattiene Murawski sulla trequarti e si becca la seconda ammonizione che gli costa il rosso. Gli animi ellenici si accendono, sia per l’espulsione (dubbia) che per un rigore successivamente non concesso. Intanto la prima frazione si conclude, con la Polonia in vantaggio di un goal e di un uomo.
Ma se il secondo tempo doveva essere una passeggiata per i padroni di casa, dopo più di cinque minuti succede l’impensabile. La Grecia trova uno dei primi affondi della gara e su cross di Torossidis, Szczesny esce in maniera spropositata, lasciando libero il neo entrato Salpingidis di sfruttare un rimpallo favorevole e depositare a porta sguarnita il pallone dell’1-1. Dopo il pari la Polonia non trova più gli stessi spazi e la Grecia rischia clamorosamente di andare in vantaggio con Samaras, che servito ottimamente in area da Karagounis non riesce ad inquadrare lo specchio. A venti dalla fine, però, succede di tutto. Su un lancio dalla trequarti la difesa polacca si imbambola e Szczesny non può fare altro che stendere Salpingidis, ancora lui, e concedere il calcio di rigore. Sul dischetto si presenta capitan Karagounis, ma il suo tiro è respinto dal neoentrato Tyton, che aveva preso il posto dell’espulso Szczesny. Nei minuti successivi è sempre la Grecia a fare la partita, anche se di occasioni vere e proprie non se ne vedono. Decisivo per gli ellenici l’ingresso di Salpingidis, mentre il tecnico polacco Smuda si è limitato a sostituire Rybus per fare entrare il secondo portiere Tyton. Solo nel recupero si rivede finalmente la Polonia, con un cross basso di Obraniak che per poco non costringe Katsouranis ad infilare la propria porta. E’ l’ultimo brivido del match. Un tempo a testa per Polonia e Grecia, Euro 2012 si apre con un’emozionante pareggio.

fonte: www.goal.com/