LA VICENDA DI DANIEL IN LOTTA CONTRO IL RAZZISMO
Ma sarà forse perché il nero attira più del bianco e, allora, Daniel Kouko, giovane calciatore di 22 anni, alcuni in campo sembrano notarlo più per il colore della pelle che non per le sue qualità calcistiche. Quelle, gli sciocchi le osservano solo in un secondo momento. Forse. E comunque di certo dopo averlo insultato e offeso creando un un altro vergognoso caso di razzismo alla Balotelli. Siamo a Fiesole, vicino Firenze, dove Daniel, originario della Costa D’avorio ma giunto in Italia da piccolo con la sua famiglia, milita in serie D con il FiesoleCaldine. Gli avversari lo temono perché ha un gran fisico e a calcio sa giocare davvero bene. Dovrebbe bastare per essere ammirato e invece di elogi e complimenti volano insulti sia dagli avversari in campo che da quelli seduti sugli spalti. Il vero problema di questa storia sta nella generale indifferenza che si ripete ad ogni partita, soprattutto in quella dimostrata dall’arbitro di turno che avrebbe come da regolamento la possibilità di sospendere l’incontro o addirittura di fermarlo del tutto qualora continuasse il comportamento sugli spalti. Invece succede il contrario; quando Daniel, stanco di tanta cattiveria, si rivolge all’arbitro in cerca di comprensione è lui ad essere ammonito o in alcuni casi anche espulso. Come è successo nell’ultima gara di campionato contro il Sansepolcro. Adesso però il FiesoleCaldine, deciso a dire basta, ha lanciato un appello attraverso il suo ds Vitale, come riportato su il “corrierefiorentino.it” di ieri 15 novembre: «Purtroppo non è mai facile parlare con gli arbitri. Spesso ho tirato le orecchie a Daniel per avere reagito, ma ora basta. Non è nemmeno giusto, sembra che il colpevole sia lui. Dico solo che sarebbe bello una volta veder sospendere una partita. Il mio è un appello ai direttori di gara, ma non solo». Noi, di appelli, sentiamo di rivolgerne anche un altro alla coscienza di tutte quelle persone capaci di far finire sui giornali una partita di pallone perché ancora ignorano il significato delle parole gioco, rispetto, fratellanza e condivisione.
Francesca Nigro
