IL RINGRAZIAMENTO DI GINO SGROI, DIRIGENTE DEL SETTORE GIOVANILE DELLA PAOLANA
Mesi di lavoro in cui l’affiatamento cresce talmente da diventare sinonimo di famiglia e quando si giunge al culmine della stagione il saluto diventa quasi struggente.
Ecco perchè ci fa piacere riportare integralmente il discorso di ringraziamento fatto da Gino Sgroi, dirigente del settore giovanile della Paolana, al gruppo di ragazzi protagonisti della vittoria del torneo di Cesenatico. Si tratta di parole commoventi, cariche di affetto verso un gruppo che ha visto crescere nel tempo tracciando per ognuno di loro il profilo calcistico. Un grazie sentito a quanti si sono spesi per la Paolana, a cominciare dai ragazzi certo, ma rivolto anche a tutti quelli che hanno fatto parte dell’impresa Cesenatico senza dimenticare gli assenti che hanno contribuito alla stagione degli allievi della Paolana.
Discorso di Gino Sgroi agli Allievi della Paolana vincitori del torneo di Cesenatico (VI Junior Soccer Cup 2014).
Ragazzi mi dovete sopportare ancora per questa serata. Chi vi parla ha giocato in un campo di calcio chiamato “Eugenio Tarsitano”: era l’anno 1959-1960 e la squadra si chiamava Pio XII. Il Presidente era Tonino Storino, e tra i giocatori c’erano Ciannameo, Franco Pasquino, Mecca, ecc. La Pio XII era il serbatoio di giovani dell’ U.S. Paolana, una delle squadre più titolate e conosciute del meridione calcistico. Nel 1994, insieme al compianto Presidente Ciccio Farina, a Rimini, abbiamo ricevuto il premio della F.I.G.C. Nazionale, come terza società dilettantistica più longeva d’Italia. Oggi posso dire: “io c’ero”. Un domani anche voi potete dire: “io c’ero” e sentirvi orgogliosi di aver giocato nella mitica e gloriosa Paolana.
Il torneo di Cesenatico è stato un’ esperienza bellissima, fantastica e meravigliosa. Il coronamento di due anni di sacrifici, di lavoro e perché no anche di “sgridate”. Luca Perrotta ha gettato i semi e fatto crescere la pianta: un grande! Grazie Mister del tuo calcio, molto bello, fatto di tecnica, velocità e gusto del gioco. La tua forza sta nel credere ciecamente in questo stile di calcio, ereditato dal tuo indimenticabile maestro: Marcello Pasquino. La strada che hai intrapreso è quella giusta, continua ad insegnare calcio come stai facendo e certamente avrai delle grandi soddisfazioni. Marcello Carnevale: è stato il mio compagno in questa ultima avventura. All’inizio davi un’ impressione di estrema semplicità, quasi stessimo andando ad una gita turistica, invece che a disputare un torneo nazionale. Però man mano che il tempo passava e si andava avanti, sentivi, in cuor tuo, il peso, sempre maggiore, della responsabilità. Cercavi di dissimularlo, soffrendo al tuo interno e devo dire che lo facevi con grande abilità. Solo in ultimo sei esploso nella gioia della vittoria ed hai tirato fuori tutta la rabbia accumulata durante il torneo. Il tuo merito più grande è stato quello di convincere i ragazzi che erano i più bravi e non dovevano aver paura di nessuno. La tua teoria ha dato i suoi frutti. Caro Marcello, anche queste cose sono esperienze ed insegnamenti. Nella mia vita ho sempre applicato questa filosofia, specialmente nel calcio, non per quello che ho sentito, ma per quello che ho visto. Bravo Marcello.
Fratelli De Cesare: ho visto in questi due anni la vostra sofferenza. Ragazzi encomiabili, non so se altri avrebbero resistito tanto tempo. Francesco, portiere si diventa essendo consapevoli che occorre un grande lavoro di crescita tecnico-atletica, tantissimi sacrifici e soprattutto bisogna crederci fermamente e tu sei nelle condizioni ottimali per poter intraprendere questa carriera. Federico: all’inizio cercavi di trovare un ruolo dove poterti esprimere nel modo migliore. Si vedeva che soffrivi, ma con la tua caparbietà sei andato avanti. Oggi a mio parere hai trovato il tuo ruolo ideale. Sai condurre la palla, correre, arretrare e ripartire, tirare e principalmente sai crossare in modo eccezionale. E’ una grande fortuna essere esterno sinistro, un ruolo raro oggi nel calcio.
Salvatore Trombetta: esterno basso. Mi ricordo i primi approcci. Un ragazzo timido e spaesato. Oggi sei cambiato e migliorato. Sa contrastare ed attaccare sulla fascia di tua competenza. Sa attaccare con tempismo la palla, sa valutare la posizione del compagno, chiude bene le diagonali, caratteristica importante per un difensore.
Massimiliano Felicetti: Certamente la diversità di ruoli ti ha migliorato molto, sia in fase difensiva che di impostazione del gioco. Nel calcio la copertura di più ruoli comporta un vantaggio notevole. In fase difensiva attacca l’avversario con il pregio di mandarlo verso l’esterno. Ha un anticipo tempistico. Protegge bene la palla ed esegue movimenti intenzionali e di inganno (finte) con la palla. All’occorrenza gioca anche a centrocampo.
Pierfrancesco Sangineto (detto Poffi). I giocatori versatili sono quelli che tutte le squadre vorrebbero. Lui nasce centrocampista, diventa difensore e migliora e matura in questo ruolo (ancora non riesco a capire che ne pensa Tonino [il padre], ma un giorno lo scoprirò). Anticipa benissimo l’attaccante, sa mantenere la giusta distanza (prendendo posizione), intercetta bene il passaggio. Sa temporeggiare, copre bene lo specchio della porta. Attacca la palla e imposta bene per la ripartenza della squadra. Come Massimiliano gioca anche a centrocampo, forte nel colpo di testa, ha anche il fiuto del gol nelle proiezioni offensive.
Gli esterni alti i due fratelli Furgiuele. Kecco di quantità e Gabriele di qualità. Kecco, l’esterno alto di destra è il tuo ruolo e la tua caratteristica. Sai fare bene sia la fase difensiva che offensiva. Hai fiato da vendere per poter svolgere entrambe le mansioni. Qualche volta ti trovi in ritardo nell’accompagnare la ripartenza offensiva, comunque sappi che l’esterno è un ruolo difficile, che comporta tanti sacrifici, ma contemporaneamente dà tante soddisfazioni. Stesso discorso per Gabriele, solo che tu hai caratteristiche diverse, essendo anche un mancino naturale. Possiedi delle doti a te sconosciute. Alcune volte non ti rendi conto della tua supremazia sull’avversario e vedi la porta come pochi. Solo che devi essere più positivo, in gergo calcistico: più cattivo sotto porta. Continua così e non mollare mai, avrai grosse soddisfazioni.
Simone Esposito: di a tua padre di comprarti un contachilometri, ma il lavoro che fai nel campo lo devi sfruttare tutto e questo a te un po’ manca. Se recuperi 20 volte sull’avversario, lo devi sfruttare al meglio. Conquistare palla per poi perderla è la cosa peggiore per te e la squadra. Sai passare la palla scegliendo bene il tempo del passaggio, sai smarcati e concludere a rete, tutte caratteristiche importanti per un centrocampista. Lavoro, impegno, sacrificio, sono il giusto viatico per andare lontano.
Il capitano, il trascinatore, il faro per far luce sulla giusta via: Marco Caruso. Che dire, parlano i risultati: un vero leader essendo già un elemento da prima squadra con notevoli caratteristiche quantitative e qualitative. Un lusso per la categoria allievi. Marco ti auguro le migliori fortune di questo mondo e che si possano avverare i tuoi desideri.
Manuel Buono:L’intuizione di Luca Perrotta. Il mago che estrae il coniglio dal cilindro. E’ stato la sorpresa. Fa il suo dovere con diligenza. Non si scompone quando sbaglia e non si esalta quando fa prestazioni eccellenti. Sempre superiore alla sufficienza, non ha mai tradito la sua sofferenza anche nei momenti difficili. Bravo Manuel.
Agostino Bennardo: giocatore dalle mille risorse (vedi gol del pareggio negli ultimi minuti della finale). Caratteristiche fisiche da vero bomber. Personalmente ti vedo mezza punta. Sei il giocatore che hai cambiato più ruoli. Esterno alto di sinistra a destra e punta centrale. Questo vuol dire miglioramenti in continuazione. Con le tue caratteristiche, essendo molto veloce, hai bisogno di spazio. Salti l’avversario in velocità, sai condurre la palla con entrambi i piedi e sei altruista. Cambi ritmi di corsa e direzione con la palla, tutte caratteristiche della mezza punta, che può fare anche l’esterno. Ago sei il classico giocatore con il fiuto del gol. Sappi sfruttare al meglio le tue notevoli doti e vedrai quante ovazioni sentirai con le tue orecchie.
Silvestro Lenti: E’ migliorato tanto. Mi ricordo, i primi tempi, eri impacciato, si innervosiva perché alcune giocate non gli riuscivano. Se dialogasse di più con i compagni sarebbe il top. E’ migliorato a tal punto che riesce a fare bene cose veramente belle. Ha fatto un gol pregevole cercando il dialogo con il compagno con un bel uno-due riuscito al massimo. Silvestro ti devi applicare, facendo tanto allenamento, perché hai delle caratteristiche veramente speciali. Devi credere di più in te stesso. Silve voglio vederti crescere calcisticamente.
Mattia Pierri: Il calciatore che sta bene in tutte le squadre ed uno dei pochi che applica le geometrie in modo perfetto. Ha una visione di gioco meravigliosa. Ogni qual volta è stato chiamato in causa per entrare in campo ha fatto sempre il suo dovere, senza mai tirarsi indietro. Certamente il prossimo anno avrà più possibilità di mettersi in mostra. Glielo auguro di vero cuore.
Simone Carnevale (Super): Il numero uno, il primo ad arrivare all’allenamento dove non è mai mancato, il primo a spogliarsi. Sempre l’ultimo ad andarsene. Una volontà da 30 e lode. Attaccato alla squadra e alla maglia che indossa. Diciamo che il “Super” si accontenta anche di giocare pochi minuti, ma quando chiamato in causa dà tutto se stesso per la squadra del cuore. Ha avuto il merito dell’assist vincente a Silvestro, che ha consentito di sbloccare una partita difficile, in cui eravamo in sofferenza. Per non parlare del tiro da fermo: uno dei migliori.
Vincenzo Tavella e Alfredo Siciliano. Due ragazzi eccezionali che hanno dato un grosso contributo alla vittoria finale, sostenendo tutti i loro compagni, incitandoli e non creando mai discrepanze nel gruppo. Ricordatevi che non vince solo chi va in campo, vince anche chi sta fuori. Anzi l’apporto esterno è determinante per far si che i compagni giochino anche per loro. Certamente un pezzo della coppa è anche di questi due ragazzi. Come ho detto all’inizio, possono dire con orgoglio: “io c’ero” è ho dato il mio contributo. Grazie, Grazie, Grazie Alfredo e Vincenzo.
Che dire degli assenti, ma sempre nei nostri pensieri in ogni momento: “peccato”. Ci sono mancati e con loro ci saremmo sentiti più sicuri e avremmo potuto far rifiatare chi aveva dato tanto e aveva bisogno di recuperare. Luigi Imbroinisi, Luca Serpa, Giorgio Serpa, Santino De Luca, Franco Serpa, Luca Oro, Daniele Longo. Certamente avrebbero dato una grossa mano alla squadra come sempre. Perché la vittoria appartiene anche a loro, non dimentichiamolo, perché anche loro sono parte integrante di un progetto che va avanti e parte da lontano. Per cui ragazzi è come se voi tutti fosse stati in campo con noi ad esultare ad ogni vittoria e a sollevare il trofeo dei vincitori.
Giuseppe Bennardo, Salvatore De Cesare, Massimo Felicetti. Padri esemplari, hanno trattato tutti i ragazzi al pari dei loro figli. Premurosi ed attenti se qualcuno mancava o si attardava. Veramente un grande gruppo in tutto. Manca l’acqua, siamo in ritardo, dobbiamo pranzare, ci vuole del ghiaccio. Si è vero abbiamo vinto in tutto. Voi avete vinto con i vostri ragazzi. In tre avevate 16 figli.
Sor Biagio, con la sua saggezza ha tenuto sempre la barra a dritta, dispensando consigli e suggerimenti. Nei momenti di sconforto non ha fatto mancare il proprio incitamento: “non vi preoccupate, siamo i più forti e vinciamo noi”. Ha sempre creduto nella vittoria finale. E’ stato per noi un punto di riferimento. Grazie Sor Biagio per la vicinanza a questi ragazzi verso cui hai dimostrato grande affetto.
Mitico Tuturo: bandiera, portafortuna della Paolana. Insieme a Sor Biagio ha avuto, da subito, una fede incrollabile nella conquista del primo posto. Manca Tuturo, manca tutto. Dopo vent’anni abbiamo conquistato un altro trofeo. Meticoloso nell’abbigliamento. Grande intenditore di calcio, con la sua esperienza sa valutare bene la squadra avversaria.
Ebbene sono orgoglioso di aver contribuito a guidare questo gruppo di giovani con la piena consapevolezza, che al di là del fatto sportivo calcistico, sarebbero stati un modello per tutti. Infatti abbiamo ricevuto i complimenti delle persone che ci hanno ospitato in albergo, ma anche dei dirigenti e degli allenatori delle squadre avversarie che hanno parlato con me (tranne un arbitro, ma quella è un’altra storia).
E’ stato bello guidare questo gruppo meraviglioso, per cui da parte mia non posso che ringraziarli tutti di vero cuore per le emozioni che ci hanno regalato ed infine voglio esprimere un augurio che è anche una speranza: Continuate su questa strada e che Dio vi benedica.
