PRESENTATO IL NUOVO CT DELLA NAZIONALE ITALIANA


Poi lascia spazio alle domande dei giornalisti.

Prandelli, con quale spirito assume questo compito?
“Le difficoltà ci sono ma voglio partire con l’ottimismo giusto. Ora è meglio pensare in positivo. Sto pensando alle prime convocazioni e alle prime gare. Sarebbe bello giocare subito buone gare ma non credo si possa chiedere a questa squadra di vincere subito. Le scelte fatte ai mondiali? Sono comunque discutili. Io credo che il nostro movimento può proporre giocatori validi”.

Qual è la ricetta per il rilancio?
”Ricette non ce ne sono, c’è la volontà di iniziare questa nuova avventura pensando di non trovare solo problemi ma anche cose importanti. Saluto Lippi, un ct che resta campione del mondo e lascia in eredità cose positive. Lascia una mentalità importante, lascia un attaccamento particolare a questa maglia. Dobbiamo ripartire dalla voglia di essere coinvolti in questo progetto”.

Chiamerà Cassano e Totti?
”Vorrei evitare far nomi, saranno convocati i giocatori che meritano di indossare la maglia azzurra, sarà scelta meritocratica. Mi auguro di poter portare in nazionale giocatori di grandi qualità. Rapporto con Totti straordinario ma in questo momento non sto pensando a lui”.

Nella Fiorentina ha giocato con vari moduli, cercherà di adattarsi ai giocatori o cercherà di imporre il suo schema?
”E’ un tema impegnativo. ogni allenatore può avere in testa modulo che può dare qualcosa in più. Mi auguro di poter dare ai giocatori la possibilità di esprimersi al meglio. Non darò un modulo fisso, non c’è molto tempo”.

Come pensa di rivalutare il nostro calcio ridotto ai minimi termini?
”Nessuna persona può riuscire in breve a ricmonciare a pensare in positivo in tutte le situazioni. Bisogna lavorare molto sulla qualità umana, bisogna far gruppo, tutti insieme. Chi arriverà in nazionale deve capire che rappresenta una nazione. Tutti si devono riconoscere in questa squadra”.

Abete non risponde ad una domanda sulla sua scelta di non dimettersi rimandando tutto a domani al termine del consiglio federale.

Ha parlato di collaborazioni, cosa si aspetta da una federazione che arriva da un fallimento?
”Mi aspetto soprattutto un ottimo rapporto umano, è da li che parte tutto”.

Si è parlato tanto di Balotelli e Cassano, sono troppi due caratteri così? In porta Buffon e Marchetti? ”Giocatori di qualità non dovrebbero mai trovare problemi a coesistere, anche se bisogna cercare equilibrio giusto. Per quanto riguarda il portiere, ho letto una bella dichiarazione di Buffon, mi auguro di potergli dare la fascia da capitano. Questo è quello che lascia Lippi, un grande senso di appartenenza”.

Quanto ha da fare lo psicologo. Si abbasserà età media?
”Idea è programmare. Devo cercare di capire quali giocatori sono pronti a ripresentarsi con la mentalità giusta”.

Ha delle preclusioni su oriundi? Arriva in nazionale nel mezzo della carriera, va a guadagnare di meno e prende una panchina che al 90% porta guai. Perché ha detto si alla nazionale?
”Non ho mai pensato alla nazionale finchè Abete non mi ha chiamato. Sono in questa posizione peché molti altri miei colleghi più illustri ghanno una panchina. Ero una delle poche persone libere. Ho accettato in un secondo, sono ambizioso ma non metto sul piatto della bilancia altri valori. Ho pensato alle cose positive. Oriundi? Se hanno cittadinanza italiana e giocano bene non vedo perché non convocarli”.

Altra domanda ad Abete su contratto firmato a Prandelli ieri e non domani dopo consiglio federale in cui qualcuno potrebbe chiedere le dimissioni di Abete.
”Il contratto Prandelli è una scelta avvenuta prima, nota al consiglio federale e su cui tutti erano d’accordo”.

Prandelli, ripartiamo dalle ultime parole di Buffon che ha detto che la nazionale farà fatica a qualificarsi per europeo e mondiale. Nel programma di ringiovanimento metti anche in conto di poter fallire un primo obiettivo?
”Parole Buffon sono dettata da amarezza, ma ha dato grande disponivilità e già è prooiettato sugli europei. In questo momento penso solo alla qualificazione agli europei con una squadra che abbia un suoi progetto, una sua fisionomia”.

Ti sei già calato nei panni del selezionatore?
”Dovrò cercare di scegliere giocatori giusti ed allenarli. L’idea è di aumentare la capacità di conoscenza. Sono convinto che nel campionato italiano abbiamo professionbalità e quindi arriveranno preparati”.

Hai parlato con Lippi? Come ti organizzerai fino al 10 agosto?
”Con lippi ho parlato prima del mondiale e ci siamo sentiti quando è tornato. Ci rivedremo la settimana prossima. Idea non è seguire ritiri ma prime uscite ufficiali dei club”.

Può essere vantaggio cominciare oin un momento così basso del calcio italiano?
”Noi italiani abbiamo grande orgoglio, abbiamo la voglia da subito che quella in sudafrica è stata solo una parentesi. Sono convinto che c’è tanta qualità”.

C’è qualcosa da salvare del mondiale o e tutto da buttare? Spera in poco tempo di poter cambiare qualcosa?
”Non è tutto da buttare, c’è tanta qualità, esperienza. Per la prima amichevole cercheremo di mettere in campo una squadra che abbia una certa idendità”.

Trova cresciuto Cassano? Vede in Balotelli analogie con il primo Cassano?
”Balotelli non lo conosco e non sono in grado di dare giudizi, suggerimenti che posso dare è vivere in modo sereno questo lavoro. Cassano l’ho visto sereno, maturo, l’incontro con la moglie può averlo cambiato, gli ha dato serenità”.

Cosa chiede ai club italiani, di avere il coraggio con i giovani?
”Sono sempre più convinto, avendo lavorato con i giovani, che futuro calcio è il settore giovanile. Società devono investire nel settore giovanile. Sono convinto che c’è molta qualità nel settore giovanile. Bisogna avere forza di lavorarsi. A Firenze si è investito molto in questo settore e sono convinto che a breve usciranno diversi buoni giocatori”.

Come può crescere il prodotto Italia se chi dovrebbe dargli fiducia (vedi l’Inter) poi punta solo sugli stranieri?
”Sono convinto, ho seguito, ci sono ragazzi molto interessanti. I club inseguono il risultato in modo veloce e puntano su guiocatori più esperti. Alla lunga però sono convinto che anche i grandi club torneranno a programmare e punteranno sui giovani”.

Le farebbe piacere giocare un’amichevole a Firenze?
”Ai tifosi della Fiorentina ho scritto una lettera di ringraziamento, un ringraziamento che sarà per sempre. Per l’amichevole non dipende da me, ma sarebbe una bella cosa”.

I mondiali sono stati contrassegnati dalle polemiche arbitrali, contrario o favorevole alla moviola in campo?
”Sono favorevole alla tecnologia. Sarebbe un deterrente alla violenza, si abbasserebbero i toni dopo le gare. Certo, ci sono tante difficoltà per applicarla ma sarebbe fantastico”.

Quali osservatori avrà? Vedendo le otto squadre arrivate nei quarti, cosa porterebbe nella sua Italia? ”Per il gruppo di lavoro, con Abete abbiamo lavorato per far sì che i miei collaboratori mi seguissero. Per gli osservatori sarà la federazione a propormi nomi. Al Mondiale certe squadra hanno la capacità di iniziare l’azione fin dal difensori, porterei questo nella mia Italia”.

In passato si era parlato anche di un suo approdo alla Juve.
”Ad un allenatore fa piacere vedere il proprio nome accostato a grandi lub, Juve ha preso grande tecnico e tifosi possono stare tranquilli”.

(Domanda ad Abete) Non pensa che sia arrivato il momento di chiedere ai grandi club di fare qualcosa di concreto per il nostro calcio, puntare cioè su giocatori giovani italiani?
”Bisogna andare ben oltre l’appello ma essere consapevoli della libertà di impresa di ogni azienda. Non possiamo pretendere, ne pensare che si possa impedire a club che investono di fare le proprie scelte”.

La telefonata di Abete ti ha infastidito visto che tre giorni prima avevi già deciso la sede del ritiro con la Fiorentina?
”Non mi sono sentito tradito, parlando con la Fiorentina abbiamo toccato l’argomento nazionale convenendo che era impossibile dire no alla nazionale”.

Abete, si è pentito di aver scelto Prandelli prima del mondiale?
”Problema non è quello, era noto che Lippi sarebbe andato via a prescindere dal risultato”.

Senza l’offerta della Nazionale sarebbe rimasto a Firenze? ‘
‘Oggi sono ct della nazionale e vorrei parlare solo del mio nuovo incarico. Con la Fiorentina e Firenze c’è e ci sarà sempre rispetto”.

C’è un ct nella storia del nostro calcio a cui ha pensato o a cui potrebbe ispirarsi? Ha ipotizzato stage durante l’anno?
”Ho una memoria storica del 1982, Bearzot sarà per me un riferimento straordinario. Mi è piaciuto molto perché quando ha lasciato la nazionale ha chiuso con il calcio. Per quanto riguarda gli stage sarà difficile considerando le date del calendario”.

La sua nazionale che posto nel mondo dovrebbe avere, dove la pone in questo momento?
”Non è tanto dove la posso porre io ma dove vorrei vederla. Vorrei vederla tra le prime 4 del mondo, è questo il posto che le compete”.

Se e quanto terrà conto delle esigenze dell’under 21 rispetto alle esigenze della sua nazionale, con particolare riferimento a Balotelli?
”Bisognerà fare una riflessone su questo, a settembre avremo anche noi partite importanti. Dobbiamo rifletterci”.

Cosa porti in nazionale della tua esperienza a Firenze in cui hai fatto tanto bene?
”Porto il grande rapporto avuto con tutti, società, città. E’ stata un’esperienza basata sul rispetto, mi auguro di avere le stesse cose anche in nazionale”.

Chi potrebbe essere il futuro leader della sua nazionale, forse De Rossi?
”Ha tutte le caratteristiche per assumersi questo ruolo, ha tanta esperienza, può diventare un riferimento per tutti. E come lui Pirlo”.

In nazionale spesso ci sono stati ‘blocchi’ di club, pensa di interrompere questa tradizione?
”Sono convinto che si deve lavorare sulla meritocrazia che alla fine paga sempre”.

Meritocrazia ok, ma i comportamenti? Azzeri il lavoro di Lippi o ricominci dal suo lavoro? Obiettivo immediato sono Europei?
”La meritocrazia è inversamente proporzionale ai comportamenti. Le persone che rispetto sono quelle che ti danno più di quanto loro pensano. Il lavoro di Lippi non è per nulla da buttare, non si butta nulla. Obiettivo, iniziando a settembre le qualificazioni l’obiettivo primario è arrivare a Europei con squadra che possa avere prospettive importanti”.