IL MANCHESTER UNITED PUNTA SU STEVEN DEFOUR COME EREDE DI SCHOLES

classe e sostanza, due scudetti e due Supercoppe con la maglia dello Standard Liegi. I Red Devils continuano a investire sui giovani, proprio come era avvenuto in estate quando Ferguson aveva scelto l’attaccante messicano Javier Hernandez, altro ragazzo nato nel 1988, ventuno gol nella scorsa stagione con il Chivas e subito a segno nel Manchester United in occasione della Community Shield vinta (3-1) alla metà di agosto contro il Chelsea.

EREDE DI SCHOLES – Se Hernandez ha sorpassato nella griglia delle punte l’esperto Michael Owen, attratto dall’idea di tornare al Liverpool alla riapertura invernale delle trattative, Defour è entrato nei piani di Ferguson ed è il primo candidato alla sostituzione di Scholes, che aveva debuttato con il Manchester United nel 1994 e si prepara adesso a salutare i tifosi dell’Old Trafford all’età di trentasei anni. Il centrocampista belga è sotto osservazione da diverso tempo: lo Standard Liegi ha fissato il prezzo del suo cartellino intorno agli otto milioni di euro e il Manchester United ha già avviato il discorso con i dirigenti anticipando le manovre del Liverpool, che aveva provato a inserirsi.

CARATTERISTICHE – Defour è il classico regista in grado di dare una precisa fisionomia al reparto centrale. Elegante e completo: ha una buona visione di gioco, cerca il passaggio filtrante, è sempre pronto a inserirsi in area (tredici gol in quasi cinque campionati con lo Standard), imposta l’azione con ordine ed è attento alla fase difensiva. Smista e recupera tanti palloni, nei contrasti tira fuori la grinta giusta, fa pressing, tampona e riparte: è il leader dello Standard Liegi insieme con Axel Witsel, classe 1989, altro talento seguito dai grandi club stranieri. Anche a livello fisico, Defour ricorda Scholes: ha una struttura muscolare compatta, è alto un metro e 74 per un peso-forma di 65 chili.

CARRIERA – Ha vinto il primo scudetto e la prima Supercoppa con lo Standard Liegi nel 2008: l’allenatore era l’ex portiere Michel Preud’homme, che ora lavora in Olanda sulla panchina del Twente. Ha conquistato poi nel 2009, stavolta alle dipendenze del romeno Laszlo Boloni, ancora la Supercoppa del Belgio e un altro campionato. Defour ha cominciato la carriera nel Malines, la squadra della città in cui è nato il 15 aprile del 1988: il club giallorosso, proprio in quell’anno, era salito alla ribalta all’estero infilando nella sua bacheca la Coppa delle Coppe e la Supercoppa europea (era la squadra guidata da De Mos e aveva gente come Preud’homme fra i pali, Clijsters in difesa, Erwin Koeman ed Emmers a centrocampo, l’israeliano Eli Ohana in attacco). Defour ha giocato nelle giovanili del Malines dal 2002 al 2004, quando è passato al Genk: trenta presenze e un gol nella serie A belga, prima di legarsi nel 2006 allo Standard, che l’ha acquistato per ottocentomila euro. A Liegi ha trovato come compagno il portoghese Sergio Conceicao, campione d’Italia nel 2000 con la Lazio di Sevn Goran Eriksson. E’ diventato titolare nello Standard a diciotto anni e nel 2007 è stato eletto miglior giocatore del campionato belga (Jupiler League).

NUMERI – Gestito dal procuratore Paul Stefani, ha prolungato il contratto con lo Standard Liegi fino al 30 giugno del 2015. In questo campionato non ha saltato neppure un appuntamento: undici presenze e tre gol contro il Waregem, il Lokeren e lo Charleroi. Tre gli assist: uno nella gara con il Westerlo e due nella sfida con l’Anderlecht. Defour è uno dei pezzi pregiati della nazionale belga, che dall’inizio di maggio è diretta dal commissario tecnico Georges Leekens, chiamato a sostiuire il dimissionario Dik Advocaat. Ventiquattro le partite con la nazionale maggiore. Defour ha segnato un gol contro l’Estonia ed è uno dei giovani più promettenti di un gruppo che comprende elementi di valore: dal difensore Vincent Kompany (1986, Manchester City) ai mediani Axel Witsel (1989, Standard Liegi) e Radja Nainggolan (1988, Cagliari), dalla mezzapunta Eden Hazard (1991, Lilla) all’esterno Moussa Dembelè (1987, Az Alkmaar) e al centravanti Romelu Lukaku (1993, Anderlecht).

LO STOP – Frenato nella scorsa stagione da una frattura al piede sinistro, riportata durante la gara con il Malines (alla sesta giornata), Defour si era ripresentato al via nella seconda parte del torneo trovando il gol contro lo Charleroi, ma era stato costretto poi a saltare altre partite a causa di problemi muscolari. Solo undici le presenze, al termine del campionato. Quest’anno ha ricominciato subito a comandare il centrocampo dello Standard Liegi: Defour porta al braccio la fascia di capitano e ha regalato un’altra prova convincente anche oggi pomeriggio, sul campo del Genk, primo in classifica, nonostante la sua squadra sia uscita sconfitta per 4-2.

fonte: www.corriredellosport.it