SOPRALLUOGO DI PRANDELLI IN CALABRIA
«Ci troviamo in un momento cruciale per la vita della Calabria: per la prima volta la ‘ndrangheta cede – osserva don Pino De Masi, referente dell’associazione Libera per la zona di Gioia Tauro -. L’arrivo della Nazionale sarebbe un fatto storico: il calcio recupera l’aspetto sociale più genuino, fare aggregazione. E lo fa in un luogo simbolo della lotta contro l’illegalità». Don Pino, 59 anni, da queste parti fa molto di più dello Stato. Ha messo in piedi una cooperativa, la Valle del Marro, che produce prodotti locali (l’olio, ad esempio) e riesce a dare lavoro proponendosi come alternativa alla mesata della ’ndrangheta.
Che non sta a guardare: il giorno dopo l’annuncio del possibile arrivo di Buffon e compagni, qualcuno ha bruciato 7 ettari di un uliveto curato dai ragazzi di don Pino. Ma i segnali positivi non mancano: nel polveroso stadio del Rizziconi (Promozione), in questi giorni ci sono le tende montate dalla Protezione civile che accoglie i giovani in un campo scuola all’insegna del volontariato.
FONTE: tuttoreggina
