CALCIO ED ALIMENTAZIONE. L’OPINIONE DEL DOTTOR GIORGIO CALABRESE
E’ il dubbio che attanaglia un pò tutte le squadre da quando è entrato in vigore il calendario spezzatino della Serie A, che domenica verrà assaggiato anche dalla Serie Bwin proprio dalla Nocerina di Gaetano Auteri che sarà di scena al “Granillo” ad ora di pranzo. Una novità per i molossi che dovranno giocoforza modificare alcune abitudini. Il trainer rossonero è partito già dalla costruzione del calendario settimanale, facendo svolgere ai suoi gli allenamenti di mattina per iniziare a fare abituare il metabolismo dei calciatori. La variazione degli orari delle partite non solo sconvolge le abitudini dei calciofili italiani, ma anche quelle degli stessi giocatori, il cui fisico è chiamato ad adeguarsi alla nuova realtà imposta dalla tv. L’orario stabilito dalle Lega di B per il match tra Nocerina e Reggina è assolutamente inconsueto per i tesserati rossoneri, abituati a consumare i propri riti in altri momenti. E allora come si modifica l’alimentazione di un calciatore in vista di una partita che gli richiederà uno sforzo di novanta minuti o più? E di un consumo di energie psicofisiche in un momento della giornata in cui non si è abitutati a sostenere certi sforzi?
In una recente intervista rilasciata al Sole24ore, Giorgio Calabrese, esperto di fama mondiale in scienza dell’alimentazione ha delineato la linea da seguire: “Quando un calciatore scende in campo alle 15, s’imposta tutta la giornata in modo da consentirgli di pranzare 3 ore prima della partita, senza affaticare l’apparato digerente. Se deve invece giocare alle 12,30, il pranzo si trasformerà in colazione. Anzi, forse sarebbe meglio dire che la colazione diventa anche un pranzo a metà. È logico consumare un’ottima colazione a base di dolce e salato, magari più dolce che salato. Non sarebbe positivo ingerire esclusivamente sostanze dolci, perché si avrebbe una carica di glicemia superiore alla norma ed automaticamente l’atleta potrebbe accusare una reazione a distanza. Molto bene la pasta asciutta, o il riso, ideale un secondo piatto leggero a base di pesce o di carne bianca. Ok al pane, purchè senza mollica, per evitare un sovraccarico di carboidrati”. Il nutrizionista sottolinea l’importanza di alternare il dolce ed il salato, ma sopratutto di mangiare entro un range di tempo limitato: “Questo pasto – conclude Calabrese – si può consumare fino alle 9,30 del mattino. Bisogna successivamente mantenere l’omeotermia e per farlo conviene bere un the caldo zuccherato col miele prima del consueto riscaldamento. E lo stesso avverrà fra il primo ed il secondo tempo”.
Fonte: www.ilsole24ore.com
