GIORGIO CHIELLINI A SCUOLA: “STUDIATE, LA VITA E’ UNA SFIDA CONTINUA”


Dopo il binomio calciatore-velina, il luogo comune più diffuso riguardante i nostrani eroi del pallone è quello dell’istruzione o, meglio, della non istruzione. Allenamenti serrati, ritmi frenetici e banchi di scuola che ben presto vengono sostituiti dall’amato rettangolo verde. Ma ogni regola ha la sua bella eccezione, come nel caso di Giorgio Chiellini.
Un calciatore affermato, nel giro della Nazionale azzurra, che tra una partita di pallone, una trasferta, una convocazione in Nazionale, ha sempre trovato il tempo di studiare. E proprio il difensore della Juventus ha voluto raccontare la sua storia al centinaio di studenti che lo hanno accolto presso l’aula Magna dell’Itis Avogadro di Torino, nell’incontro organizzato dalla Fondazione Giovanni Agnelli e UniCredit, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte. Il ciclo di incontri »La scuola di…» ha visto protagonista uno dei pochissimi calciatori laureati – Giorgio Chiellini lo è in Economia Aziendale – attualmente iscritto alla Laurea Specialistica in «Business Administration».
Intervistato da Guido Tiberga, Chiellini ha parlato del suo rapporto con la scuola fin dai tempi del liceo. «Il mio obiettivo, sin da giovane, è sempre stato quello di laurearmi, e così finite le scuole superiori mi è sembrato quasi naturale iscrivermi all’Università».
Non deve essere stato facile per un calciatore che già all’età di 16-17 anni si affacciava in prima squadra, sostenere i ritmi, spesso assai duri, di un liceo. «E infatti ho trovato molto più difficile l’ultimo anno, quello del diploma, rispetto all’ università, nella quale ci si può organizzare meglio».
Ma quando studia un calciatore? Tra un allenamento e l’altro, nel tempo libero… «Ogni momento è buono, di solito quando vado in ritiro riesco a trovare la concentrazione». Altro tabù sfatato, quello che vede i calciatori in ritiro alle prese solo con la play-station, compagna di viaggio inseparabile.
Quello che per tanti studenti è quasi un obbligo, qualcosa da portare a termine spesso più per far contenti i genitori che non per seguire i propri interessi, per Chiellini è, incredibilmente, «un hobby».
Lo studio come hobby, una cosa piacevole insomma. E i ragazzi lo ascoltano rapiti e stupiti, qualcuno sorride quando il difensore ammette che «le materie umanistiche come l’italiano e tutto quello che ci girava intorno non è che mi facessero impazzire», quasi sentendosi sollevato.

FONTE: lastampa.it