GIOVANI CAMPIONI LAZIALI: CRESCENZI, CAPITANO DELLA PRIMAVERA DI MISTER BOLLINI
Si incontrano fantasisti rapidi, tecnica sopraffina e testa veloce, e panzer colossali, che sfruttano i propri centimetri, il proprio strapotere fisico per colpire duro, svettare tra le maglie avversarie e trafiggere il portiere con traiettorie prepotenti. E c’è chi si oppone, con mestiere e maestria, frappone se stesso tra la punta e il portiere già pronto all’estremo tentativo di salvataggio, anticipa lestamente e domina fisicamente, si getta in scivolata per togliere all’ultimo respiro al rapace, al fantasista, al panzer. C’è chi assalta l’area, e c’è Crescenzi, che la difende. Il capitano della Lazio Primavera è lì che gioca, al centro dell’area, è lì che si oppone agli assalti avversari, guidando a testa alta la retroguardia, dominandone le paure, ispirandone tempismo e ardore.
Infortunato da metà gennaio contro il Palermo, frattura del perone, adesso è in fase di riabilitazione, scalpita per tornare in campo, per indossare ancora la fascia da capitano. Si racconta ai microfoni di Radiosei: “Sto meglio, è una settimana che ho levato il gesso e sto facendo terapia sia la mattina che il pomeriggio, quindi mi sto impegnando molto per rientrare presto e stare bene. Spero di rientrare anche prima del finale di stagione, bisogna fare le cose con calma e per bene, speriamo prima”. Non scomoderemmo mai Nesta, come invece fanno sempre tutti ogni volta che si parla di un difensore del nostro vivaio, ma certo le analogie sono tante, e tutte positive: stesso ruolo, 10 anni di trafila giovanile nella Lazio, famiglia laziale DOC: “Ho fatto tutta la trafila nella Lazio, il primo anno vero alla Lazio l’ho fatto con mister Patarca, con cui sono passati un pò tutti penso, ho fatto un anno con lui e mi ha selezionato. Da lì sono rimasto sempre alla Lazio”.
Orgoglio da capitano, ma ancora niente esordio in prima squadra, frenato dall’infortunio, e dire che sarebbe stato utilissimo alla compagine di Reja, (per quanto ancora di Reja? ndr): “Grande orgoglio quella fascia da capitano, se me lo avessero detto il primo anno, che avrei fatto il campionato Primavera non ci avrei mai creduto, quindi sono molto contento. Adesso mi manca la cosa più bella e gratificante, l’esordio. Spero arrivi anche il mio momento”.
PASSATO E FUTURO – Diceva Savini che in Italia formano spesso prima il calciatore, senza preoccuparsi dell’uomo. Abbiamo trovato una felice eccezione, e per di più nel nostro settore giovanile, spesso oggetto di critiche negli ultimi anni: “Io mi ritengo fortunato, penso di aver avuto sin da piccolo ottimi allenatori. Ho fatto tre anni con il mister Benetti che adesso fa il secondo di Ranieri. Mi ha insegnato molto, ha giocato anche lui a calcio ad alti livelli, difensore centrale come me, e mi ha insegnato tanto. Adesso sono due anni che sto con il mister Bollini, in un momento importante per me. Mi ha trasmesso tanto anche lui, mi ha modellato a livello caratteriale, prima avevo dei problemi a stare calmo in campo, adesso sono molto più lucido e lo devo a lui”. Anche l’esperienza nella cantera biancoceleste, per limiti di età dovrà finire l’anno prossimo. Crescenzi, classe 92, viaggia nel suo ultimo anno. Nel futuro, le possibilità sono due: o esperienza in prestito, o prima squadra: “Fare un’esperienza di prestito è importante, capisci tante cose, cosa vuol dire gestirsi da soli, stare fuori casa, doversi allenare ancora meglio di come fai qui, perchè comunque giochi contro gente più grande e più esperta di te, da cui si può solo imparare. Penso che fare un’esperienza fuori possa dare molto”. A questo proposito l’opportunità è capitata al suo compagno di squadra Ceccarelli, che milita in Serie B, nella Juve Stabia. Crescenzi non ha fatto mancare il suo apporto, la parola del capitano: “L’ho sentito appena è partito e qualche giorno dopo. Mi ha detto che si trova bene, vuol dire che possiamo stare a quei livelli”.
Ogni ragazzo che si affaccia, o si appresta ad affacciarsi, al calcio che conta, ha alle spalle una famiglia che ha fatto sacrifici, che ha dato il massimo per facilitarne carriera e ambizioni. Crescenzi in famiglia ha respirato aria sana, aria di Lazio, ma non si sente “arrivato”, vuole mettersi alla prova: “Mia madre Rossella è laziale assatanata (ride ndr). Io a giugno avevo richieste in Serie C e sarei andato volentieri se la Lazio avesse acconsentito. A gennaio mi sono fatto male. Spero di poter far bene, e visto che quest’anno ho rallentato la mia crescita, spero di andare direttamente in Serie B. La Lazio deciderà meglio per me”.
NOI, LORO, E TARE – Il paragone con Nesta è banale, e d’obbligo, ma il ragazzo ha le idee chiare, su chi oggi sia tra i migliori nel suo ruolo: “L’ho sempre detto, Nesta ha fatto la storia del calcio in quel ruolo. Adesso me ne piacciono tanti di centrali, Astori, Evans del Manchester United”. A Roma è cosi, si sa. Ci siamo noi, e ci sono anche loro, con un settore giovanile importante, di grido, pieno di talenti in erba. Di passare in giallorosso, la possibilità c’è stata: “Nei momenti di difficoltà, non ora perchè con Tare non ho mai avuto problemi, anzi si è comportato sempre in modo corretto con me, però qualche anno fa ci sono stati dei problemi, e sicuramente c’è stata la possibilità di andare sull’altra sponda”. A proposito di Tare. Il rapporto con il direttore sportivo è buono, corretto, onesto, mai incrinato. E di questi tempi, è una rarità: “Io non posso dire nulla di male sul Direttore. Con me è sempre stato disponibile, mi ha consigliato, ha sempre creduto in me, e mi ha incoraggiato anche ora che mi sono fatto male”. Al centro dell’area di rigore si incontrano attaccanti rapaci, fantasisti estrosi, panzer possenti. A loro tiene testa Crescenzi, ed ovunque andrà a farsi le ossa, ovunque lo porteranno le curve e le trame imprevedibili di ogni carriera calcistica, ovunque sia lui, ovunque sia l’aquila, possiamo dire Roma ha fatto questo, la Lazio ha fatto questo.
Fonte: Lalaziosiamonoi.it
