LA LAZIO DI BOLLINI PAREGGIA E MANTIENE LA TESTA DEL GIRONE

La partita si è svolta ad Ercolano, complice la partita della prima squadra in casa contro il Varese: la Primavera campana di solito utilizza lo stesso stadio dei “grandi”.

L’AVVERSARIO – Bollini aveva messo in guardia i suoi: “Non voglio cali di concentrazione”. Le Vespe venivano da un pareggio esterno, 1-1, a Catania (prossima avversaria della Lazio a Torre del Grifo), una vittoria 4-2 contro la Ternana (appena battuta dalla Lazio 5-1), seguita da altri 3 puni contro la Virtus Lanciano, 3-2. Pro: centrocampo prolifico, 3 gol di Sorriso, 2 dell’esterno destro Gerardi, e attacco in gradi di far male, 2 gol per Favetta, per un totale di 8 gol fatti. Contro: difesa ballerina, 5 gol al passivo.

MATCH – La Lazio si presenta senza Catalin Tira, ancora alle prese con il suo infortunio al polso (dovrebbe tornare abile e arruolabile contro il Napoli, tra due giornate ndr), e senza il portiere Scarfagna. In porta schierato Di Piero, ancora niente esordio per l’albanese Strakosha, in difesa si affida ai ragazzi che stanno dando maggiori garanzie: Serpieri, Ilari, il lituano Vilkaitis e a sinistra Filippini. A centrocampo il solito trio: il n.8 talentuoso Cataldi, il fisico di Luca Crecco, sulle spalle il 10, e le geometrie di Falasca. Davanti, per sopperire all’assenza dei centimetri di Tira, capitan Rozzi, Vivacqua e l’ex Allievi Lombardi. Inizia meglio la squadra biancoceleste, ma le Vespe pungono, eccome: prima Flippini, poi Di Piero sono chiamati agli straordinari. La migliore occasione per la Lazio, iniziata la ripresa, è di marca Rozzi, che manca il vantaggio di un soffio. Legge antica del calcio, nel miglior momento della Lazio segna la Juve Stabia: è gol di Elefante, dubbio, di quelli che fanno invocare a gran voce l’ausilio della tecnologia, pallone dentro fuori la linea. Ma l’arbitro convalida, e gol è, quando arbitro convalida. Cinque minuti, e il furore biancoceleste viene premiato: tutta l’esperienza e la tecnica di Falasca in un solo tocco, quello che direttamente da calcio piazzato gli fanno battere l’estremo difensore campano. Le “Vespe” pagano l’eccessivo temperamento, rimangono in 10 ad un quarto d’ora dalla fine, Vilkaitis sciupa la palla della rimonta definitiva, e l’arbitro rimanda tutti negli spogliatoi.

SITUAZIONE GIRONE – Il momentaneo arresto delle aquile non smuove la classifica, e le mantiene al primo posto, 10 punti in totale, 8 per la Juve Stabia. Tonfo del Napoli a Pescara: fino al gol della bandiera di Insigne su rigore al 90′, perdeva 3-0. I partenopei di Saurini rimangono a 9 punti, si ferma anche la Roma. La remuntada riesce parzialmente agli uomini di De Rossi, che passano dal 2-0 sul campo del Vicenza al 2-2, per sfiorare poi il clamoroso vantaggio, attestandosi ad 8 punti, come le Vespe. Bollini ha indicato il Palermo come possibile sorpresa: i rosanero hanno avuto la meglio sulla Reggina, vincendo il derby del sud 3-1. Sabato la Roma affronterà l’Ascoli, la Juve Stabia a Pescara, mentre il Napoli aspetterà nella sua tana il Bari. Per la Lazio altra insidiosa trasferta a Catania, reduce da una brillante vittoria 0-2 a Terni, doppietta di Barisic. Una curiosità: a Torre del Grifo sfilerà prima la Lazio (Bollini è atteso tra 2 giornate dal big match contro il Napoli ndr), e la settimana dopo la Roma. Trasferta a Catania, e poi Napoli col probabile ritorno in campo del n.9 Tira: qui si parrà la tua nobilitate, piccola Lazio.

Fonte: Lalaziosiamonoi