FINISCE IN PARITA’ IL RECUPERO DELLA 6ª GIORNATA TRA LAZIO E NAPOLI

Il recupero della VI giornata di campionato cade dopo la vittoria biancoceleste al fotofinish della Lazio a Bari. Il Napoli viene dalla vittoria contro la Ternana sul terreno reso pesante dalle piogge insistenti. Bollini è privo di Scarfagna e Rozzi, a Maribor con Petkovic e la prima squadra, mentre Falasca deve scontare un turno di squalifica. Propone Strakosha in porta, difesa titolare, Vilkaitis e Serpieri al centro, Pollace e Filippini sulle fasce. In cabina di regia capitan Cataldi, Silvagni e Crecco, dopo il turno di riposo, ad affiancarlo. Davanti ancora Paterni, seconda consecutiva dall’inizio per lui, Tira al centro e Lombardi, a segno nell’ultima trasferta.

MATCH – Il Napoli parte fortissimo, fasi di studio, e Tutino, classe ’96 e acconciatura ben riconoscibile, prova subisce a impegnare Strakosha: è solo l’antipasto, all’8′ Insigne penentra come il burro la difesa biancoceleste, palla dentro e Palma segna in tap-in. Pochi minuti, la Lazio prova la reazione, viene ammonito Cataldi per proteste, al 26′ altro giallo per Vilkaitis, la carica di agonismo è alta, Al 32′ la Lazio prova il contropiede con Lombardi, che si invola e conclude, senza riuscire ad impensierire Crispino. Al 34′ prova anche Vilkaitis, sfruttando la sua mole: Crispino blocca. Ammonito per proteste Novothny. Secondo tempo molto teso, poche azioni, alto livello di agonismo: 59′ prova Novothny da fuori, ma l’ingresso di Pace al posto di Paterni, toccato duro sul finire della prima frazione, ha dato ordine e qualità alla manovra biancoceleste. Saurini si fa espellere, dalla tribuna toglie Insigne e inserisce Scielzo. Per la Lazio dentro Andreoli per Silvagni. Al 66′ ci pensa Tira. Palla filtrante di Lombardi, il romeno punta l’uomo. Lotito li chiamerebbe fattori imponderabili: quando una partita congelata sotto la pioggia e il vento freddo vive di un attimo alto, altissimo per tecnica e precisione. Il tiro del 9 biancoceleste è a metà tra un pallonetto delizioso e un tiro a giro: Crispino può solo guardare la conclusione che si insacca. Out Fornito, dentro Gaetano , la pioggia cresce d’intensità, Andreoli in slalom si fa stendere da Palmiero, ammonito a furor di popolo. All’82’ ancora Tira: si invola, nessuno riesce a fermarlo, i tentativi di trattenerlo fallosamente falliscono palla tesa non arriva per un soffio Lombardi. Esce Novothny ed entra Guardiglio, terzino destro, Saurini si copre, la Lazio ha dalla sua l’inerzia del match. Al minuto 89′ Paolini, l’arbitro, sale in cattedra, espellendo per proteste, peraltro civilissime, Cataldi. Lazio in 10, viene ammonito anche Andreoli per un fallo dubbio, la partita si fa nervosa, ma è finita, ultimo mischione in area laziale, triplice fischio. Prestazione di sostanza, secondo tempo a testa alta, coraggioso, la differenza in classifica annullata da sudore e volontà. Freddo, gelo, negli occhi rimane la perla di Tira. Pareggio che sta perfino stretto ai ragazzi di Bollini. Il Napoli è forte, la Lazio c’è e risponde colpo su colpo, scintille e agonismo, nessuno risparmia tacchetti e fiato. A fine partita, nell’attesa di Insigne, fumoso e lezioso, sottofondo di sudore e volontà, voglia di riscatto e decisione biancoceleste, è un tiro, a metà tra il pallonetto e il tiro a giro, a rimanere negli occhi. Non di solo sudore vive il calcio, ma anche di quel che rimane negli occhi, tecnica e precisione, un tiro a metà tra un pallonetto delizioso e un tiro a giro.

FONTE: LALAZIOSIAMONOI