FINAL EIGHT: AVVENTURA FINITA DEL BARI. IN SEMIFINALE VA LA FIORENTINA

I biancorossi, nell’ultimo quarto di finale delle final eight Scudetto, devono inchinarsi a una Fiorentina qualitativamente superiore che nel complesso ha meritato il passaggio del turno.

E pensare che il Bari era partito col botto, portandosi in vantaggio dopo appena 11 minuti con Christian Damiano, freddo nel concludere un contropiede fulminante. E’ superata la mezz’ora però, che i galletti compromettono la loro partita, facendosi infilare per ben due volte in soli cinque minuti. Scalera, sulla sua fascia di competenza, non riesce a limitare la furia del terzino viola Zanon che con due cross perfetti propizia entrambi i gol toscani. Prima Dhiakate, lasciato colpevolmente solo in area, batte di piatto, e poi Gondo inventa un gol semplicemente fantastico con un colpo di tacco di prima intenzione. Tutto da rifare per il Bari. Nella ripresa i galletti ci provano ripetutamente con Tisma, Minala e Minicucci, anche se in concreto sono i viola a creare le occasioni più clamorose, compreso un palo colpito dal solito Gondo. Nel finale vibranti proteste da ambo le parti per due presunti rigori, uno su un uscita rischiosa di Ventrella su Minelli, e l’altro per un pestone in area di Mancini su Castrovilli. L’impressione al replay è che ci fossero entrambi, specialmente quello negato alla squadra di Urbano.

Il Bari, nonostante una prova di gran cuore, non è riuscito a colmare il gap tecnico che lo separa dalla Fiorentina. Divario inevitabile nei confronti di una squadra, quella viola, con disponibilità economiche enormemente superiori e con un collettivo al culmine di un progetto iniziato diversi anni fa. Macchinoso Minala, non al meglio dal punto di vista fisico, non si è accesa neanche la luce di Castrovilli, l’uomo che avrebbe dovuto trascinare i galletti negli ultimi trenta metri. Sui due gol viola, poi, l’intero reparto difensivo non è affatto immune da colpe. Rimane qualche rimpianto perchè il Bari nella ripresa ha avuto le sue ottime occasioni, e perchè quella fase cruciale del match, andava indubbiamente gestita meglio.

Detto ciò, la stagione dei pugliesi rimane assolutamente straordinaria. Ad agosto, nessuno avrebbe immaginato di ritrovarsi dieci mesi dopo a commentare un quarto di finale scudetto, al termine di un campionato concluso davanti a squadre decisamente più blasonate come Lazio, Napoli, Palermo, Catania ed Empoli. Esponenziale anche la crescita individuale di diversi elementi. Si è partiti con un gruppo di giocatori quasi spaesati, e si è finito con calciatori ormai formati e pronti per palcoscenici più prestigiosi. E qui grande merito va a mister Urbano e al suo preparato staff. Ora starà alla società non disperdere nè bruciare con scelte affrettate, il notevole capitale tecnico che questa stagione porta in dote.

FONTE: tuttobari.com